Un momento della conferenza stampa alla Notari

di Daniele Bovi

Un primo «nucleo pensante» per immaginare cosa dovranno essere a Perugia Case della partecipazione, i nuovi organismi che – un quindicennio dopo la fine delle ex circoscrizioni – saranno chiamate ad avvicinare il governo della città ai territori; tema particolarmente importante in un comune molto vasto. Come annunciato martedì dalla sindaca Vittoria Ferdinandi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta alla Sala dei Notari, dalla mezzanotte di mercoledì sarà online l’avviso pubblico con il quale saranno selezionate le cento persone che faranno parte dei cinque «Laboratori di comunità».

L’avviso Questi rappresentano una correzione in corsa del progetto portato avanti dal Comune insieme all’Università di Perugia; dopo una prima fase di incontri pubblici che aveva attirato numerosi cittadini, infatti, è stato deciso di cambiare metodo per evitare che la numerosità dei gruppi limitasse la qualità del confronto. Tutti possono candidarsi a far parte di questi laboratori: l’unico requisito è avere almeno 16 anni ed essere residenti o domiciliati a Perugia. Le domande potranno essere presentate fino alla mezzanotte del 30 novembre poi, il 9 dicembre, in caso di un numero di candidati superiore a cento ci sarà il sorteggio dei nomi (per i quali si terrà in conto delle fasce d’età e dell’equilibrio di genere) nella sala del consiglio comunale.

Le tappe La fase 2 prevede un momento formativo per i componenti dei Laboratori l’11 dicembre, mentre il 24 di gennaio si terrà un BarCamp (cioè un momento informale, e aperto a tutti, in cui le persone propongono e discutono argomenti su vari temi) a Madonna Alta in cui saranno messe in campo idee e progetti. Fino al 31 marzo sono invece in programma i tavoli di co-progettazione (almeno tre per ognuno dei cinque gruppi) mentre ad aprile saranno presentati risultati e proposte nel corso di un’assemblea e alla giunta comunale. A giugno Palazzo dei Priori varerà il progetto definitivo, con l’ambizione di vedere le prime Case di comunità nascere entro l’estate, o comunque sicuramente entro l’anno.

Comunità «Dai primi incontri fatti sui territori abbiamo colto l’aspettativa che le Case siano un luogo in cui tornare a essere comunità. Non sappiamo però cosa diventeranno – ha detto Ferdinandi – perché dovranno essere il risultato di un percorso di dialogo e intelligenza collettiva; abbiamo bisogno di quelli che Aldo Capitini chiamava luoghi ragionanti». Ai cento cittadini toccherà dunque il compito di pensare cosa saranno queste Case, quante saranno, dove realizzarle e quali «gli obiettivi per rimettere al centro – ha detto la sindaca – il governo dei territori».

Un metodo Il Comune già da tempo si è dotato di un Ufficio della partecipazione ad hoc, e mira a fare di quest’ultima un metodo di governo che la macchina comunale deve introiettare e far funzionare: «Serve un metodo – ha sottolineato Ferdinandi – per andare più in profondità e andare incontro alle richieste delle persone. I processi partecipativi devono diventare patrimonio comune in primis della macchina comunale». Un fattore, quest’ultimo, sottolineato anche dalla professoressa Alessandra Valastro, responsabile del progetto per l’Università perugina: «Bisogna consolidare un metodo di governo. Spesso – ha spiegato – si fa partecipazione all’esterno ma non si crea un metodo interno agli enti».

Il portale Tutto il processo sarà supportato, come spiegato dall’assessore Andrea Stafisso, dal portale Perugia partecipa ospitato all’interno del sito web del Comune, nel quale è stata creata una piattaforma attraverso la quale i cittadini potranno contribuire con idee e proposte alla costruzione delle Case: «Il tutto – ha sottolineato Stafisso – per immaginare una Perugia più centrata sulle esigenze dei cittadini». «Il nostro obiettivo – ha poi concluso Ferdinandi – è che questo processo di partecipazione non sia un processo di parte. Il Comune è uno spazio libero e aperto a tutti, dove vogliamo far tornare le persone al centro. Le Case dovranno essere anche Case del popolo». Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il segretario generale del Comune, Roberto Gerardi, e il dirigente di Palazzo dei Priori Emilio Buchicchio.

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