I colori dell’iride della bandiera della pace e quelli della Palestina dominano tra le tante persone che si sono radunate questa mattina a Perugia per affrontare la Marcia della Pace. Il tradizionale appuntamento, tra i più simbolici d’Italia, è partito dal punto di ritrovo a ridosso del centro storico del capoluogo umbro per raggiungere Assisi, lungo il percorso che da decenni unisce idealmente le due città nel segno della nonviolenza e della fraternità. Il serpentone di manifestanti è aperto da un grande striscione con la scritta «Fraternità». «Imagine all the people» è invece lo slogan scelto per l’edizione 2025, un invito a costruire ponti di pace e a immaginare un mondo senza guerre, in un momento storico segnato da conflitti e tensioni internazionali. L’atmosfera che si respira è quella di un grande abbraccio collettivo, colorato dalle bandiere e dai canti di migliaia di persone di ogni età e provenienza, riunite per ribadire il valore universale della pace e della solidarietà.

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Intorno alle 15 la testa della manifestazione è arrivata in piazza del Comune ad Assisi. Molte le personalità locali e nazionali che si sono unite al grido di pace lanciato dalla marcia: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nichi Vendola, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Francesca Albanese.

Secondo una stima provvisoria della Protezione Civile il numero di persone che partecipano alla Marcia sono state circa 70 mila. Più di 200 mila, invece, secondo gli organizzatori. L’edizione 2025 si è rivelata una tra le più partecipate degli ultimi anni.

(17.03) Assessore De Luca: ‘Una delle marce più partecipate di sempre, segnale forte ai governi
«Quella di oggi è una delle edizioni della Marcia della Pace più partecipate di sempre: un segnale vero ai governanti per dire che le persone vogliono una risoluzione non violenta e pacifica dei conflitti internazionali», ha dichiarato l’assessore regionale Thomas De Luca, partecipando alla Marcia Perugia-Assisi. «Per la Regione Umbria è un orgoglio fare la propria parte per il successo di questa manifestazione. Sono qui anche per rappresentare il territorio ternano, una terra di pace per storia e identità, che trova in questa marcia la sua più autentica espressione».

(17.01) Zanella (Avs): ‘La Flottiglia di terra, il popolo che vuole la pace
«Oggi ha sfilato la Flottiglia di terra, il popolo che vuole la pace. Bellissima la grande partecipazione alla marcia, soprattutto perché ha visto presenti tutte le generazioni, unite dalla consapevolezza che costruire la pace è una sfida comune e irrinunciabile per le nostre vite presenti e future», ha dichiarato la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella, a margine della Marcia Perugia-Assisi.

(16.59) Legate le bandiere di Palestina e Israele, di Russia e Ucraina
Nella piazza inferiore di San Francesco ad Assisi, a pochi metri dalla basilica che custodisce le spoglie del Poverello, le bandiere della Palestina e di Israele, così come quelle di Russia e Ucraina, sono state legate insieme come segno di pace e riconciliazione. Un gesto simbolico che ha caratterizzato la giornata della Marcia Perugia-Assisi, compiuto da diversi partecipanti accanto ad altre persone che sventolavano le bandiere arcobaleno, simbolo universale della pace.

(16.46) Albanese: ‘La pace non è un traguardo ma un cammino
«Oggi sono fiera e serena come non lo ero da tempo. In questo momento storico è difficile contare le morti e le sofferenze che da 750 giorni segnano il mondo. Il dolore che porto è quello del popolo palestinese, che da cent’anni resiste con la sua stessa esistenza», ha dichiarato Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, durante la Marcia Perugia-Assisi. «C’è molto simbolismo nel ritrovarsi qui – ha aggiunto – nel sentire il dolore fisico ma continuare ad andare avanti perché gli altri ti spingono avanti. La pace non è un traguardo, è un cammino che si costruisce passo dopo passo. San Francesco, con il suo saio lacero, ci ricorda cosa conta davvero per liberarci dalle nostre meschinità. Chi oggi scrive la pace per i palestinesi senza coinvolgerli dovrebbe guardare all’umiltà di Francesco, a chi ascolta e dialoga prima di condannare. Perché la pace sia duratura è necessario che le bombe si fermino, che gli ostaggi tornino a casa, ma anche che ci sia giustizia, e che passi per i tribunali. Quello che ci attende è difficile, ma ora serve spingere e respirare insieme».

Francesca Albanese in testa al corteo

(16.38) Ambasciatrice Palestina in Italia: ‘Non smettete di alzare la voce’

«Mio nonno è morto poche settimane fa in un campo profughi in Libano. Quando aveva 12 anni, la mia famiglia materna fu espropriata da Haifa: non c’erano né Hamas né Netanyahu, ma un progetto sionista che mirava a costruire un dominio israeliano su suolo palestinese», ha raccontato Mona Abuamara, ambasciatrice palestinese a Roma, durante la Marcia Perugia-Assisi. «Oggi una cosa è chiara: la divisione è debolezza, l’unità è forza. Per noi palestinesi questa lezione è incisa dentro. Esilio, occupazione e ora genocidio: è questo che affrontiamo ogni giorno. Ma una verità è rimasta intatta, siamo un popolo unito dal desiderio di ritrovare la nostra terra. Il dolore palestinese non è solo nostro, è mondiale: la minaccia alle libertà riguarda tutta l’umanità. La giustizia è indivisibile, e grazie a voi la nostra causa non è mai sfumata. Vi chiedo una cosa: non smettete di alzare la vostra voce per il mio popolo».

(16.30) Foglietta: ‘Se un bambino muore, muore il mondo intero
«Oggi per vivere servono occhi per vedere e cuore per sentire, vivere per chi muore e battersi per chi rischia di morire», ha detto Anna Foglietta di Every Child Is My Child, durante la Marcia Perugia-Assisi. «Se un bambino soffre, soffre il mondo intero. Se un bambino muore, muore il mondo intero. Oggi per vivere serve la responsabilità di chi non volta lo sguardo».

(16.25) Yousef: ‘Marciamo per la pace ma il popolo della pace ha perso la sua casa
«Il destino ha voluto che io sia qui: sono uscito da Gaza due settimane prima del 7 ottobre e da allora non sono più riuscito a tornare – ha raccontato Yousef, cittadino palestinese cresciuto nella Striscia, durante la Marcia Perugia-Assisi -. Marciare per la pace mi ha restituito un’immagine incredibile ma accanto a questa bellezza ho visto tutto il dolore del flusso degli sfollati dalla Palestina. Siamo qui per la pace, ma c’è un elemento comune tra questi flussi: siamo tutti persi, senza una casa. La nostra casa, per il popolo della pace, dovrebbe essere l’Onu, ma oggi stiamo calpestando il diritto internazionale e i diritti umani».

(16.15) Ad Assisi intitolato ‘Piazzale della Pace’ lo spazio davanti alla Rocca Maggiore
L’area antistante la Rocca Maggiore di Assisi, tradizionale punto di arrivo della Marcia PerugiAssisi, è stata ufficialmente intitolata ‘Piazzale della Pace’. La targa è stata inaugurata oggi, al termine della manifestazione, dal sindaco di Assisi Valter Stoppini. Lo spazio, precedentemente denominato ‘Piazzale delle Libertà’, è stato rinominato dalla Giunta come «omaggio alla storica Marcia e segno di speranza, in un momento in cui nel mondo persistono scenari di guerra e sofferenza per le popolazioni inermi». «Dedichiamo questa scelta a tutti coloro che credono nella pace, che la costruiscono ogni giorno e non si arrendono all’indifferenza – ha spiegato il sindaco Stoppini -. La dedichiamo soprattutto ai giovani, perché ricordino che la pace non è scontata, ma va difesa e coltivata ogni giorno».

(16.01) La benedizione del Papa: ‘Imploriamo riconciliazione e concordia nelle terre ferite dai conflitti’
Un messaggio e una benedizione ai partecipanti e alla Marcia PerugiAssisi e agli organizzatori è arrivato dal Papa. Il vescovo monsignor Domenico Sorrentino lo ha letto dal palco allestito alla Rocca dove si è conclusa la marcia. «In occasione della Marcia della pace PerugiAssisi il Papa rivolge ai partecipanti il ​​suo cordiale saluto» ha scritto il Pontefice esortando a «implorare il dono della riconciliazione e dalla stabile concordia in quelle parti del mondo segnate dai conflitti».

(15.39) Verini: ‘Una marcia bellissima, un mare di persone unite contro l’odio e la guerra
«È stata una Marcia della Pace molto bella. Ho visto tanti giovani, bambini, un mare di persone multicolori, pacifiche, unite dal rifiuto della guerra, della violenza e dell’odio. Non ho sentito slogan lontani da questo clima. C’era il dolore per le stragi di Gaza, per le vittime del terrorismo, ma anche, finalmente, la speranza che la tregua porti a due Stati – Israele e Palestina – in pace e sicurezza», ha dichiarato il senatore umbro del Pd, Walter Verini, durante la Marcia Perugia-Assisi. «Molto significative – ha aggiunto – le parole della giovane donna ucraina che ha rappresentato la lotta del suo popolo contro l’invasione di Putin, così come quelle della ragazza del Sudan e del giovane profugo libico. Ci ricordano che anche le guerre che non si vedono in tv esistono e non possono lasciarci indifferenti».

(15.35) Stoppini: ‘Assisi accoglie il popolo dei costruttori di pace, fermiamo il genocidio a Gaza
«Assisi accoglie il popolo dei costruttori di pace: è un’emozione profonda», ha dichiarato il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, in occasione della Marcia della Pace. «Questa marcia è la prova che l’umanità non si è arresa e che la pace è una responsabilità collettiva, che nasce da gesti quotidiani e concreti. Il sindaco di Betlemme e l’ambasciatrice della Palestina in Italia sono qui con noi: ci hanno raccontato quanto è difficile vivere senza diritti e nella paura. Fermiamo il genocidio a Gaza, Palestina libera».

(15.20) Boldrini: ‘Ad Assisi c’è l’Italia bella che ripudia la guerra
«Decine di migliaia di persone hanno marciato oggi da Perugia ad Assisi in nome della pace, in quella che gli organizzatori definiscono la marcia più partecipata di sempre: è l’Italia bella che ripudia la guerra», dice Laura Boldrini, deputata del Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera. «Come ogni anno, la marcia richiama pacifiste e pacifisti di tutte le età, perché la pace è un obiettivo davanti al quale non bisogna mai arrendersi. Come donne e uomini di sinistra dobbiamo lavorare ogni giorno per la pace a Gaza, in Ucraina, in Sudan e in tutti i teatri di guerra aperti. La pace deve essere al centro della nostra azione politica: senza pace non ci possono essere sviluppo, diritti umani e democrazia».

(14.35) Schlein: ‘L’Italia ripudia la guerra, pace per i palestinesi e per tutti i popoli in conflitto
«Una straordinaria partecipazione oggi alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, perché l’Italia è un Paese che ripudia la guerra, come scritto nella nostra Costituzione». Lo ha dichiarato la segretaria del Pd, Elly Schlein, da Assisi, aggiungendo: «Continuiamo a mobilitarci per la pace: pace per i palestinesi, che significa pieno riconoscimento dello Stato di Palestina e fine dell’occupazione illegale in Cisgiordania; e una giusta pace per tutti i popoli coinvolti nei più di cinquanta conflitti che ancora devastano il mondo».

(13.31) Napoli (Azione): ‘La pace è un bene prezioso che va difeso, libertà suo prerequisito
«Sono felice per la grande partecipazione alla Marcia della Pace Perugia-Assisi. La manifestazione non è solo un rito: incarna l’aspirazione dei popoli a conquistare e vivere pienamente la pace», ha dichiarato Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione. «Una volta ottenuta, la pace va difesa, perché è un bene prezioso e costantemente sotto minaccia. Difendere la pace per il proprio Paese e combattere per donarla a chi ne è stato privato è un imperativo morale. Sono idealmente con i marciatori di Assisi, convinto però che la pace si ottenga solo con un prerequisito fondamentale: la libertà. Il popolo ucraino vuole la pace, ma senza libertà non potrà ottenerla; lo stesso vale per i palestinesi, che senza libertà da Hamas e dai suoi terroristi non potranno mai godere della pace».

Stefania Proietti e Vittoria Ferdinandi

(13.26) Brunetta: ‘L’Occidente è chiamato a un dovere di verità e memoria’
«C’è una coincidenza che mi colpisce: proprio oggi si svolge la Marcia della Pace Perugia-Assisi, che richiama la figura di Aldo Capitini e la sua visione della non violenza come forza viva, come costruzione quotidiana di convivenza. È bello pensare che, mentre noi ci ritroviamo qui, migliaia di persone camminano insieme per la pace», ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, aprendo a Villa Lubin la giornata di studio ‘La storia stravolta e il futuro da costruire’, organizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. «Mai come oggi l’Occidente è chiamato a un dovere di verità e di memoria condivisa», ha aggiunto Brunetta. «Il disordine del mondo, dal Medio Oriente all’Ucraina, nasce anche dalla falsificazione del racconto della storia. L’Europa ha costruito la propria identità passando dal diritto della forza alla forza del diritto: un approdo che è frutto della civiltà giudaico-cristiana, che ci ha insegnato a mettere al centro la dignità della persona, la giustizia e la responsabilità verso l’altro. Non possiamo pensare l’Europa senza gli ebrei: quel legame ha formato i nostri valori di convivenza e libertà».

(13.22) Bonelli: ‘Meloni chieda scusa, vergognoso offendere chi manifesta per la pace
«La premier Meloni deve scusarsi: ha definito i manifestanti ‘amici di Hamas’, una vergogna. Non si è mai vista una Presidente del Consiglio offendere e dileggiare chi manifesta per la pace, chi difende la dignità e l’onore del popolo italiano di fronte all’ignavia di un governo che nulla ha fatto per la pace, continuando invece a fornire armi a chi ha massacrato il popolo palestinese». Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, a margine della Marcia.

(13.15) Yassim (Ucoii): ‘La marcia ci fa riscoprire l’umanità che abbiamo perso
«Voi eravate il nostro equipaggio di terra, il vento che ci ha spinto verso Gaza. Non siamo riusciti a rompere l’assedio, ma abbiamo spezzato il silenzio e la complicità di molti Paesi occidentali – ha detto Yassim, presidente dell’Ucoii, che ha partecipato alla Flottilla -. Il genocidio non è finito e non è iniziato il 7 ottobre. Oggi a Gaza non esistono più strutture ospedaliere e continuano a morire persone che potevano essere curate. Applaudiamo un presidente americano che con una mano propone un accordo e con l’altra arma Israele: viviamo in un mondo capovolto. Dobbiamo ringraziare i carnefici per la clemenza, ma questo non è il mondo in cui vogliamo vivere. Questa marcia ci aiuta a riscoprire l’umanità che abbiamo perso».

(13.13) Caridi: ‘Non dimentichiamo Gaza, la pace è merito dei senza potere
«Le cento piazze d’Italia ci hanno portato alla terra di Francesco, e dobbiamo ricordare che la sua via è quella aperta – sostiene Paola Caridi, autrice ed esperta di Medio Oriente, durante la Marcia Perugia-Assisi -. Dobbiamo continuare a essere marea e non dimenticare Gaza né i due milioni di persone che vivono sotto genocidio. Quel genocidio non è stato fermato, ma se è rallentato è merito dei senza potere. Rompere l’assedio, come ha fatto la Flotilla, è il primo passo per aprire quella porta e non rimanere in silenzio».

(13.07) Montanari: ‘Siamo sempre più vicini a una terza guerra mondiale, impariamo a essere umani
«Questo è un momento delicatissimo per il mondo, sempre più vicino a una terza guerra mondiale e con un genocidio in corso verso cui noi occidentali non siamo neutrali», ha dichiarato Tommaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, durante la Marcia Perugia-Assisi. «Il piano di Trump non è una pace: la presenza di tutte queste persone è importante per costringere il discorso pubblico a non smettere di parlare di Gaza. Lì il mondo non doveva vedere — infatti sono stati uccisi 300 giornalisti — e invece ha visto e ha reagito. Impariamo a essere umani tra gli umani: questa marea di pace ci dice che la strada è giusta».

Tommaso Montanari

(12.52) Partecipa alla Marcia anche Tommaso Montanari
Partecipa alla Marcia anche Tommaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena. Arrivata anche Paola Caridi, autrice esperta di Medio Oriente.

(12.50) Assessore Barcaioli: ‘La pace è un impegno morale e quotidiano
«Essere qui significa non voltarsi davanti alle guerre che colpiscono civili, donne e bambini in ogni parte del mondo – sono le parole dell’assessore alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli -. La pace è un impegno morale e quotidiano che richiede attenzione, empatia e la capacità di costruire ponti tra popoli e culture diverse. Investire nel riarmo non può essere la priorità: la vera civiltà si misura nel rispetto del diritto internazionale e nella difesa della vita».

(12.43) Arrivo testa del corteo alle 15: viabilità, pullman e Protezione civile
L’arrivo della testa del corteo ad Assisi è previsto per le 15. In campo 72 agenti della polizia locale di Perugia per gestire la viabilità e 60 volontari di protezione civile a supporto lungo il percorso. In viale Roma e via Benucci sono arrivati complessivamente 310 pullman con i partecipanti.

(12.40) Lotti: ‘Un minuto di riflessione per le vittime della crudeltà
«Non possiamo cominciare questa marcia senza chiedere perdono – ha detto -. Non abbiamo fatto il necessario per impedire che morissero tanti bambini. Per questo chiudiamo gli occhi e dedichiamo il nostro pensiero più profondo a tutte le vittime della crudeltà ricordando che a uccidere sono soprattutto la povertà e le ingiustizie», ha affermato Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, invitando la folla a un minuto di riflessione per le vittime della crudeltà, della povertà e dell’ingiustizia.

(12.32) Ferdinandi: ‘La pace è troppo importante per lasciarla ai potenti
«Per me è il primo anno da sindaca alla Marcia della Pace, a cui ho partecipato per la prima volta quando avevo meno di sei anni. Essere qui oggi significa dirvi grazie per continuare a resistere e difendere l’umanità e la fraternità di cui la nostra città è portavoce», ha detto la prima cittadina. «Grazie ai giovani che hanno riempito le piazze, ricordandoci che sotto le bombe di Gaza stava morendo anche la nostra coscienza collettiva. La pace è troppo importante per lasciarla ai potenti: devono tornare a farla i popoli. La pace sono i bambini che vanno a scuola, non le scuole distrutte; è dare pane a chi ha fame, non usare la fame come arma di morte».

(12.26) Ferdinandi: ‘Grazie Perugia, non sei mai stata così bella
«È un’immagine stupenda questo mare che difende l’umanità. Grazie Perugia, non sei stata mai così bella», ha detto la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi salutando i partecipanti alla Marcia PerugiAssisi 2025 in partenza da Borgo XX Giugno. Accanto a lei la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa e numerosi consiglieri, insieme ai rappresentanti istituzionali di Assisi, Betlemme, la Provincia e la Regione Umbria.

(12.23) Parolin: ‘Due Stati per due popoli, solo giustizia porta alla pace
«Continuiamo a ritenere che la formula dei due Stati per due popoli sia quella che può aiutare a risolvere i problemi e i rapporti tra ebrei e palestinesi, ed è perfettamente in linea con quanto abbiamo sempre chiesto», ha dichiarato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, ad Assisi, dove ha presieduto la celebrazione eucaristica nella memoria liturgica di San Carlo Acutis. Parolin ha aggiunto che «non ci sarà vera pace senza giustizia per tutti i popoli», ricordando che «come ha sempre insegnato la Chiesa, alla base della pace deve esserci la giustizia».

(12.14) Padre Fortunato: ‘Straordinaria la marcia dei bambini, i potenti ascoltino i piccoli
«La prima Marcia della Pace dei bambini e delle bambine vede una partecipazione straordinaria, oltre ogni previsione – ha dichiarato padre Enzo Fortunato, presidente del Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini, dalla Marcia Perugia-Assisi -. Se i potenti ascoltassero le parole dei piccoli, avremmo un mondo migliore. Se pensassero al futuro dei loro figli, premerebbero i bottoni della pace e della concordia, non quelli della guerra e dell’odio».

Padre Enzo Fortunato

(12.12) Gli organizzatori: ‘Una marcia così non si vedeva dal 2001
«È una marcia PerugiAssisi come non se ne vedeva dal 2001, quando si svolse pochi giorni dopo l’invasione dell’Afghanistan seguita all’attacco alle Torri Gemelle – ha dichiarato Flavio Lotti, storico organizzatore dell’evento, all’Ansa -. È un fiume di gente, 14 chilometri ininterrotti da Perugia ad Assisi. Tutti quelli che amano la pace non possono che essere felici di questa partecipazione».

(12.05) Presciutti: ‘Il dialogo è la nostra arma più potente
«Abbiamo vissuto un lungo e bellissimo weekend di dialogo con delegazioni provenienti da 35 Paesi diversi, giorni intensi e di grande impegno – ha detto il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti -. Abbiamo dialogato perché il dialogo è l’unica arma che dobbiamo avere per sconfiggere chi, ancora oggi, in 50 Paesi del mondo uccide donne e bambine inermi. Il dialogo e il confronto sono le nostre armi più potenti, così come le bandiere, perché in tante parti del mondo non è concesso sventolarle come simbolo di libertà». Presciutti ha aggiunto: «Da domani rimettiamoci in cammino in tutti gli 8 mila municipi d’Italia per dimostrare che questo impegno prosegue. È dal basso che si costruisce la pace, con i piccoli, grandi gesti quotidiani che ciascuno di noi può compiere nelle proprie comunità».

(11.44) Proietti: ‘Insieme possiamo cambiare il mondo, pace è unica strada
«Questa nostra marcia deve essere la somma di tutte quelle piazze straordinarie che hanno dato un contributo determinante al primo passo verso la firma della pace in Palestina. Grazie a chi partecipa a questa manifestazione, da Perugia, da Assisi e dall’Umbria: insieme possiamo cambiare il mondo», ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. «Quando i governi vedono le persone scendere in piazza, giovani e cittadini che magari non fanno politica, per dire che la pace è l’unico metodo per risolvere le controversie internazionali e per difendere l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, sono chiamati a dare una risposta chiara e a schierarsi. La speranza che nasce dal popolo della pace ha avuto e avrà un ruolo determinante. Marciamo perché non ci siano più vittime, non ci siano più guerre».

(11.25) Fratoianni: ‘Partecipazione enorme, il posto giusto dove stare’
«È una marcia enorme, come poche volte ho visto in tanti anni. Ha un significato particolare: c’è un genocidio a Gaza, la guerra torna a essere uno strumento ordinario di risoluzione dei conflitti e assistiamo a una folle corsa al riarmo – ha dichiarato Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra -. Questa splendida marcia, in nome della cultura della vita e contro la cultura della morte, è il posto giusto dove stare».

PARLA NICHI VENDOLA, L’AUDIO

(10.28) Conte (M5s): ‘L’Europa ha il blu macchiato di verde militare
«Siamo qui alla Marcia per la Pace perché la bandiera blu dell’Europa oggi è tinta di verde militare: il nostro governo programma nel triennio spese militari per oltre 20 miliardi, mentre famiglie e imprese in Italia vivono grandi difficoltà», ha dichiarato Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, durante la Marcia Perugia-Assisi. «Abbiamo bisogno di sostenere con serietà la sanità: sei milioni di cittadini non si curano più».

(10.25) Bonelli (Avs): ‘Più armi significano più guerre, non più pace
«La Marcia della Pace è stata, è e sarà sempre un appuntamento storico per l’Italia e per il pianeta. Ma oggi più che mai bisogna scendere in piazza per la pace: nel mondo sono in corso 56 guerre che coinvolgono 92 Paesi e le spese militari hanno raggiunto il record di 2.738 miliardi di dollari, una cifra iperbolica. Ci raccontano che le armi servono a difendere la pace, ma vediamo ogni giorno che accade l’opposto: più armi, più guerre», ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, durante la Marcia Perugia-Assisi. Il parlamentare ha aggiunto: «Chiedo al governo di smettere di dileggiare e offendere chi manifesta per la pace, come è accaduto in occasione delle mobilitazioni per Gaza e per la Palestina. Quelle manifestazioni, partecipate e coraggiose, hanno contribuito a spingere i governi verso una tregua — non ancora la pace, purtroppo — che potrà realizzarsi solo con il coinvolgimento del popolo palestinese e con il riconoscimento, davanti alla giustizia internazionale, delle responsabilità per i crimini contro l’umanità commessi da Netanyahu».

(9.35) Lotti: ‘Camminare per la pace è un gesto piccolo ma fondamentale
«È il giorno in cui tante donne e uomini si assumono la responsabilità di fare qualcosa per la pace», ha detto il presidente della Fondazione PerugiAssisi, Flavio Lotti, all’avvio della Marcia dal capoluogo umbro. «Camminare forse è una piccola cosa, ma importantissima: ci aiuterà a riscoprire la bellezza della fraternità. Riscoprirci insieme in cammino per la pace ci aiuterà a trasformare questa nuova energia nell’impegno quotidiano di cui c’è urgente bisogno. Dobbiamo ricostruire una coscienza, una cultura e una politica di pace. Lo gridano da Gaza, dall’Ucraina e dal Sudan. Oggi siamo qui per loro».

(9.32) Veronese (Uil): ‘Difesa sì, ma le risorse vadano a sanità e giustizia sociale
«È inevitabile che i Paesi lavorino sulla propria difesa, che è cosa diversa dall’attacco. Su questo bisogna impegnarsi, ma continuare a spendere soldi per armare i Paesi non è la strada giusta: queste risorse dovrebbero essere destinate alla sanità e alle tante necessità del Paese», ha dichiarato Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, ai microfoni del Tg3 a margine della Marcia per la Pace Perugia-Assisi. «Vediamo disuguaglianze tra nord e sud, tra generazioni, di reddito: molte persone non riescono a vivere con le proprie retribuzioni. Serve equilibrio. L’obiettivo dell’Italia non può essere il riarmo, ma avere un sistema di difesa: sono due cose diverse».

(9.14) Albanese: ‘La pace senza diritti non funziona
«Nel piano di pace proposto da Trump e Netanyahu ci sono troppi assenti, a partire dai palestinesi, cooptati da tecnocrati. Dove sono? Dove è la Cisgiordania e dove è la giustizia?», ha dichiarato a Perugia Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati, presente alla Marcia della Pace. «Quello che è stato fatto a Gaza non è l’esito di un terremoto, ma il risultato di un piano intenzionale per distruggerla. Si parla di ricostruzione sulle macerie e sulle fosse comuni, ma non di ricucire lo strappo fatto all’anima di quel popolo. Sono molto preoccupata». Commentando le parole di Giorgia Meloni, secondo cui l’accordo è merito di Trump e non delle manifestazioni della Cgil o della stessa Albanese, la relatrice Onu ha risposto: «Sì, questo accordo è merito di Trump. Ma chi conosce la Palestina sa che la pace senza diritti non funziona. Dopo due anni di genocidio, ciò che abbiamo oggi non porterà alla pace se per pace si intende la fine della violenza. Non succederà». Della Marcia, Albanese ha detto: «È bella, con tanta gente e consapevole. Non credo di aver mai sentito così forte la necessità di esserci, con il corpo e con l’anima. La pace non è assenza di guerra ma godimento di diritti, libertà e giustizia. Quando si commettono crimini, si paga: è questa la pace che chiede la Marcia».

(9.10) Landini: ‘Fermare la logica della guerra, servono pace e giustizia sociale
«Mai come adesso la logica della guerra, con cui siamo chiamati a fare i conti, va fermata. L’aumento delle disuguaglianze e il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro sono avvenuti dopo la guerra in Ucraina. Per questo, oggi più che mai, il movimento dei lavoratori, in Italia e nel mondo, deve mettere al centro la pace», ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ai microfoni di Rai3 prima della partenza della Marcia Perugia-Assisi. «Non è un caso che il sindacato mondiale abbia lanciato una settimana di mobilitazione dal 24 al 31 ottobre per dire no al riarmo e fermare la logica della guerra. I soldi vanno spesi per curare le persone, creare lavoro e garantire giustizia sociale».

(9.05) Sindaca Ferdinandi: ‘C’è un mare che difende l’umanità
«C’è un mare che difende l’umanità, Perugia non è mai stata così bella. Grazie per continuare a resistere, perché resistere è umanità», ha detto la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi. «Grazie ai giovani per essere scesi in piazza, per averci ricordato che sotto le bombe c’erano anche le nostre coscienze segnate dalla rassegnazione. I popoli sanno che la pace sono i bambini che vanno a scuola, non le scuole distrutte; il diritto al cibo, non il cibo usato come strategia di morte».

(8.55) Il sindaco di Betlemme: ‘La pace è possibile
«Siamo qui uniti da un’unica idea e da un unico cuore. Marciamo oggi nella storia per ricordare a tutti i leader del mondo che la pace è possibile», ha dichiarato il sindaco di Betlemme, Maher Nicola Canawati.

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