di Chiara Fabrizi
La giunta regionale dell’Umbria ha stanziato 485 mila euro per finanziare quattro scuole di specializzazione del dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia. L’intervento economico, finanziato con risorse proprie, sarà contabilizzato con l’assestamento di bilancio e mette in sicurezza: gastroenterologia, chirurgia toracica, ginecologia e oftamologia. La decisione dell’esecutivo guidato da Stefania Proietti è contenuto nella delibera 182 varata all’unanimità il 25 febbraio, ma è stato reso noto, a poche ore dall’inaugurazione dell’anno accademico, dalla stessa presidente e dal rettore Massimiliano Marinelli.
Lo sforzo economico della Regione, che sarà rinnovato anche nei prossimi anni, nasce da un ragionamento semplice: se i medici si specializzano in Umbria è più probabile che decidano di sviluppare qui la propria carriera professionale o accademica, mentre «se vanno a specializzarsi altrove – ha detto Proietti – poi riportarli in Umbria diventa praticamente impossibile».
In un punto stampa organizzato col rettore a palazzo Donini, dunque, la presidente ha parlato di una «collaborazione rinnovata e granitica per la nostra sanità» tra l’ateneo e l’ente locale, coi fondi stanziati che sono destinati «a sostenere i concorsi per i quattro posti da prof associato necessari a garantire il mantenimento delle specializzazioni», ha detto Proietti. L’intervento della Regione in favore dell’Università di Perugia non è però inedito, perché «fino a 20 anni fa era una prassi consolidata, che poi non è stata più praticata».
Il rettore ha, invece, ricordato che per legge «ogni scuola di specializzazione per essere accreditata necessita di almeno due prof ordinari o associati» e in questo «la Regione ci dà un grande contributo, finanziando un associato per ciascuna delle quattro scuole individuate, che sono quelle che hanno bisogno nell’immediato di un intervento». Marinelli ha, quindi, parlato della necessità di «un osservatorio per il monitoraggio a lungo termine al fine di permettere quella programmazione necessaria a restituire al futuro scuole di specializzazione solide». Infine, il rettore ha sottolineato che accanto «al piano straordinario che la Regione ci consente, c’è anche il nostro piano ordinario, a cui abbiamo aggiunto una risorse nell’area della Psicologia clinica».
