Un centinaio di persone lunedì mattina si sono incontrate sotto Palazzo Spada per contestare il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, a seguito delle sue recenti affermazioni su Gaza. A protestare, a modo loro, anche le opposizioni. Assenti in consiglio comunale i membri di Fratelli d’Italia, come già annunciato, mentre Pd e M5s sono usciti dall’aula all’inizio della seduta. Poco dopo, senza alcuna dichiarazione, anche i consiglieri Francesco Maria Ferranti (Fi) e Valdimiro Orsini (Terni Masselli Sindaco) hanno lasciato la sala consiliare.

Consiglio comunale Al suono della campanella e tra gli applausi dei presenti, il capogruppo del Pd Emidio Gubbiotti ha preso la parola: «È un consiglio comunale particolare e io la ringrazio – ha detto riferendosi alla presidente Sara Francescangeli – per la sua disponibilità. Noi, come gruppo consiliare e con il M5s, ci sentiamo in dovere nei confronti dei nostri elettori e in coerenza con i nostri valori di non partecipare a questa seduta. Quanto scritto dal nostro sindaco sulla vicenda di Gaza riteniamo abbia una gravità non accettabile, soprattutto per il ruolo ricoperto dal sindaco. Questo ci impone, almeno in questa occasione, un segnale di censura evidente». Subito dopo interviene anche la consigliera Elena Proietti Trotti (FdI): «C’è un momento nel quale non è più consentito minimizzare, un momento nel quale non valgono più le regole del confronto istituzionale perché si è venuto meno a quei valori che le stesse istituzioni dovrebbero incarnare. Quando e se tornerà qualcosa che chiamo “umanità”, torneremo in consiglio comunale».

Parlamentari a Terni Questa mattina a Palazzo Spada presenti anche i parlamentari Emma Pavanelli (M5s) e Walter Verini (Pd). Quest’ultimo fuori dall’aula ha detto: «Anche io ho voluto essere qui questa mattina. Bandecchi ha iniziato picchiando giornalisti, cercando di picchiare consiglieri comunali, rendendo inagibile questo luogo – ha sottolineato indicando Palazzo Spada – che è il luogo del popolo, dei cittadini. Con la sua gestione il consiglio comunale ha conosciuto intimidazioni, tentativi di violenza e minacce. Per questo abbiamo chiesto al ministro di cacciarlo, non fa funzionare un organo democratico».

Reazioni «Come Europa Verde Umbria, insieme a tanti cittadini e cittadine, abbiamo sentito il dovere di far sentire la nostra voce. Respingiamo con la massima fermezza le fandonie diffuse dal sindaco nei giorni scorsi – scrive il co-portavoce Gianfranco Mascia – sia riguardo alla gravissima questione degli stupri, sia rispetto all’infamante accusa mossa a tutti noi di essere “filo-Hamas”. Si tratta di affermazioni inaccettabili, che offendono la dignità di un’intera comunità e banalizzano temi di enorme delicatezza. Siamo felici e orgogliosi che il presidio, organizzato spontaneamente in meno di 48 ore, abbia visto una risposta così ampia e sentita. Annunciamo oggi la nascita del “Presidio Democratico contro Bandecchi” (PDB). A partire da oggi, ogni qualvolta il sindaco si riunirà in consiglio comunale o in consiglio provinciale, noi saremo lì. Organizzeremo un presidio permanente per ricordare a tutti che la democrazia è un bene prezioso, non un gioco nelle mani di un folle». Il segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, in una nota scrive: «Ringrazio i compagni di Terni che hanno manifestato stamattina davanti al Comune l’indignazione nei confronti del sindaco fascioaffarista Bandecchi per le sue ignobili dichiarazioni a sostegno del genocidio del popolo palestinese. Uno come Bandecchi non può fare il sindaco».

«Rispetto per la vita umana» Quello di Bandecchi è un comportamento inaccettabile anche per Valeria Alessandrini, vicesegretaria della Lega Umbria: «Da parte di chi rappresenta la città ci si aspetta sempre un linguaggio e un comportamento consoni al ruolo e rispettosi dei valori civili e umani. Sul conflitto israelo-palestinese è legittimo aprire un confronto politico, ma resta imprescindibile l’impegno comune a difendere la dignità della persona e, soprattutto, la vita dei bambini, che non possono e non devono mai diventare terreno di scontro politico, né oggetto di dichiarazioni irrispettose e inaccettabili da parte di chi siede nelle istituzioni e rappresenta la comunità». Anche la capogruppo del Gruppo misto in consiglio comunale a Terni, Roberta Trippini, si esprime sulla vicenda in una nota: «Ferma e indignata condanna nei confronti delle recenti dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi sulla tragedia umanitaria che sta colpendo, in modo drammatico, i bambini di Gaza. Da cittadina, da rappresentante delle istituzioni, ma soprattutto da donna e da madre, sento che si è superato un punto di non ritorno».

«Terni non si piega all’odio» In una nota congiunta M5S, Rifondazione Comunista e Bella Ciao aggiungono: «Negare la morte di migliaia di innocenti, usare un linguaggio sessista e volgare sulle bambine vittime della guerra, ridurre i civili a “soldati di Hamas” sono parole che offendono la dignità umana e infangano sia l’intera città di Terni che le istituzioni che il sindaco rappresenta. Una figura mediocre che insulta, alza le mani, sputa in faccia ai propri cittadini, mostra i muscoli per intimidire gli avversari politici e trasforma il confronto in aggressione non è degna di ricoprire alcuna carica istituzionale. Se questi limiti vengono continuamente calpestati dal sindaco – scrivono – Bandecchi troverà la città e i cittadini a ricordarglielo. Terni non è odio né volgarità. Terni è dignità, umanità e rispetto della vita umana».

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