di Enzo Beretta
Arresto convalidato e conferma della misura cautelare in carcere per il 54enne albanese che con una scusa ha attirato in Italia la moglie e i figli minori per poi sequestrarli a Gubbio per un giorno e mezzo, appena atterrati all’aeroporto di Perugia. L’uomo viene ritenuto responsabile dei reati di sequestro di persona, porto ingiustificato di un coltello lungo 23 centimetri, stalking e lesioni nei confronti della moglie, tra le altre cose minacciata di morte.
Il divorzio e le botte Durante le cure in ospedale – una volta attivato il protocollo del ‘codice rosa’ – la donna ha riferito di aver confermato al marito l’intenzione di rimanere divorziata da lui che, per tutta risposta, le ha provocato lesioni agli avambracci (giudicate guaribili in dieci giorni) e ha tentato di strangolarla. Secondo le accuse le ha pure sferrato un pugno davanti ai bambini.
La firma Secondo la ricostruzione, la persona offesa è stata indotta a raggiungere l’Italia con il pretesto di firmare alcuni documenti per i figli: appena atterrata a Sant’Egidio, però, è iniziato l’incubo, con l’uomo – si legge nel capo di imputazione – che si è impossessato dei passaporti e del suo cellulare per impedirgli di fuggire o di chiamare i soccorsi. Nonostante ciò, con un altro cellulare, è stato chiesto aiuto. Attraverso uno scambio di informazioni tra la direzione centrale della polizia criminale e la Compagnia carabinieri di Gubbio intorno alle 18.40 del 31 luglio è stata fermata l’auto sulla quale viaggiava la famiglia: subito la donna ha gridato le frasi ‘mi fa paura, ho paura’, mostrando i segni sui polsi qualche istante prima che l’ex marito tentasse di cancellare alcune immagini da un telefonino. Sempre secondo quanto riferito dalla donna, prima dell’intervento dei militari, l’uomo avrebbe inveito contro di lei, dicendole ‘Stai zitta, voglio ammazzare te e tutta la tua famiglia’, strappandole la borsa con violenza, sferrandole un pugno al braccio e conducendoli in un’abitazione isolata nella frazione di Mocaiana. Domani la donna verrà sentita in sede di incidente probatorio, alla presenza dell’avvocato dell’indagato, Daniela Paccoi, nel corso dell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Angela Avila.
