di Enzo Beretta
Sarà processato con rito immediato il 18enne romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio per la morte di Andrea Prospero, il 19enne studente universitario originario di Lanciano trovato senza vita lo scorso 29 gennaio in una stanza in affitto nel centro di Perugia. La Procura del capoluogo umbro, come confermato nel comunicato ufficiale firmato dal procuratore Raffaele Cantone, ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’avvio diretto del processo, che inizierà l’8 ottobre. Secondo l’accusa, il ragazzo avrebbe incoraggiato Andrea a compiere il gesto estremo attraverso una chat su Telegram. Al suo ‘amico virtuale’ – ritengono gli inquirenti – aveva chiesto consigli in merito alla scelta del mezzo più idoneo e più indolore per il suicidio, venendo più volte incitato e incoraggiato a farlo. Le chat estrapolate dalla polizia hanno fornito elementi per dire che possa essere stato proprio il suo interlocutore a confortare la scelta dello studente di informatica di togliersi la vita mediante l’ingestione di farmaci (consigliando tra l’altro di farlo bevendo del vino), incoraggiandolo e rassicurandolo anche sul fatto che utilizzando gli oppiacei non avrebbe sentito dolore ma piacere. Un mix letale che avrebbe causato la morte dello studente per arresto cardio-respiratorio. Il 18enne era stato arrestato il 13 marzo scorso ed è attualmente agli arresti domiciliari.
Il dramma e l’inchiesta Andrea Prospero era scomparso per alcuni giorni, prima di essere ritrovato privo di vita in un b&b del centro storico di Perugia. Le indagini hanno rivelato che negli istanti precedenti al decesso il 19enne era in contatto diretto online con l’indagato. Proprio da quella chat sono emersi elementi fondamentali per contestare il reato di istigazione, aggravato dal fatto che il giovane – secondo la Procura – non solo non ha fatto nulla per fermare Prospero, ma lo ha spinto ad andare fino in fondo, pur avendo percepito i segnali di incertezza. In quella stessa conversazione, secondo quanto emerso da fonti investigative, sarebbe intervenuto anche un terzo utente, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.
Giudizio immediato Il quadro accusatorio è stato definito come «solido» e «sufficientemente circostanziato» da parte della Procura, tanto da consentire il giudizio immediato senza passare per l’udienza preliminare. Decisive, in tal senso, le intercettazioni digitali e l’analisi forense del materiale sequestrato nella stanza dove Andrea è stato trovato: cinque telefoni cellulari, un computer portatile e ben 46 schede Sim.
In aula l’8 ottobre L’appuntamento ora è per l’8 ottobre, quando il caso arriverà davanti al tribunale di Perugia per il dibattimento. Sarà il momento in cui le parole delle chat e i dati raccolti dagli investigatori verranno confrontati con le richieste di verità della famiglia Prospero.
