Foto di Alex Litvin su Unsplash

Con 79 spettacoli ogni 1.000 abitanti, l’Umbria si conferma al vertice tra le regioni italiane per densità dell’offerta culturale. A dirlo è il Rapporto SIAE 2024, che colloca la regione davanti a Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta (entrambe a quota 77), ben oltre la media nazionale di 57. A sottolineare il risultato è la Camera di commercio dell’Umbria, che definisce la regione come «una delle realtà più attive e dinamiche del panorama culturale italiano».

Italia Il dato si inserisce in un contesto positivo per l’intera macro-area del Centro Italia, dove tutte le regioni superano la media nazionale, rendendo l’area la più performante in termini di densità di eventi. L’Umbria, in particolare, registra un incremento del 7,9% nell’offerta rispetto al 2023, seconda solo al Veneto tra le regioni a maggiore vocazione culturale.

La dichiarazione Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria, «le attività culturali, creative e sportive rappresentano un potente volano di sviluppo di qualità per l’Umbria: elevano la vita delle persone, attraggono turismo, generano economia». «La Camera di commercio – aggiunge – è impegnata con forza a sostenere questo settore nella doppia transizione digitale ed ecologica attraverso contributi diretti, investendo nella formazione delle imprese e accompagnandole verso nuovi modelli di progettazione, produzione e comunicazione. La cultura è sempre più integrata con l’innovazione: ciò che fino a ieri era analogico oggi è digitale, e la valorizzazione del patrimonio creativo passa anche per la sostenibilità. Il nostro obiettivo è far crescere un ecosistema in grado di produrre ricchezza e benessere. Lo dimostrano i numeri, ma anche la qualità crescente dell’offerta e dei servizi».

Cinema A trainare la performance umbra è anche il settore cinematografico, dove la regione ottiene il risultato più sorprendente: prima in Italia per ingressi al cinema per abitante. Nel 2023 si sono registrati oltre 1,3 milioni di spettatori, pari a circa 1,5 biglietti a testa, superando così tutte le altre regioni, comprese quelle più popolose. La media nazionale si ferma a 1,25, mentre in Umbria il valore supera 1,6 ingressi per abitante. Una tendenza in crescita rispetto al 2022, che premia la tenuta delle sale, la loro capillare distribuzione sul territorio e le politiche di accessibilità, come sconti e rassegne. I dati, conclude la Camera di commercio, sono confermati anche dagli studi Unioncamere-Isnart realizzati con Mastercard, che mettono in luce l’impatto economico diretto della cultura sul sistema regionale.

Politiche da consolidare «I recenti dati del Rapporto Siae 2025 confermano l’Umbria come protagonista indiscussa nel panorama culturale e dello spettacolo italiano, un risultato che sottolinea una vocazione regionale frutto di politiche attente e orientate all’innovazione che vogliamo consolidare e migliorare», ha affermato il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori.

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