Un cane labrador (foto Pexels, Rov Camato)

di I.A.

Arriva l’ennesimo appello delle associazioni animaliste ternane dopo la vicenda di Poldo e Nina e dopo il cambio del regolamento sulla tutela e il benessere degli animali: si richiede l’intervento del Comune per coprire il grave gap di strumenti e organi competenti che garantiscano i controlli post-affido.

Possibili soluzioni «Attualmente – scrivono i rappresentanti delle associazioni – non esiste un corpo di guardie zoofile operativo per tali verifiche in quanto hanno timore di ripercussioni o atti giudiziari» per cui l’unica opzione sarebbe quella di coinvolgere le Asl di competenza. Tuttavia le Asl di territori diversi non comunicano tra loro, «rendendo inefficace qualsiasi controllo. Ciò espone gli animali adottati – continuano gli animalisti – in particolare quelli anziani o malati, a rischi significativi, tra cui la possibilità di finire in circuiti illeciti, sia in Italia che all’estero».

L’appello È stato proprio il caso di Poldo e Nina a porre l’accento sulla questione. Le associazioni lanciano un appello al Comune: «Sottolineiamo la necessità di monitorare attentamente le condizioni degli animali adottati, e chiediamo agli organi competenti di intervenire con urgenza, garantendo trasparenza sull’adozione di Poldo e Nina e su quelle passate che hanno avuto risvolti analoghi». Dal momento che gli animali fino al momento dell’adozione sono stati ospitati in canili gestiti con risorse pubbliche, le associazioni sottolineano come i cittadini abbiano il pieno diritto di avere informazioni trasparenti su dove si trovano e in che condizioni.

Tempistiche impossibili «Anche se sono in corso azioni legali per affrontare la questione – spiegano i rappresentanti delle associazioni – i tempi richiesti dalla giustizia risultano essere troppo lunghi per garantire la salvaguardia degli animali coinvolti» e aggiungono che un intervento intempestivo, in caso di irregolarità , potrebbe rivelarsi inutile. «Il tempo potrà chiarire le responsabilità, ma non restituirà la vita e la dignità ai cani che stanno già pagando le conseguenze di questa situazione», concludono.

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