Non sono bastate barricate, sit-in e prese di posizione; come noto Poldo e Nina, dal canile di Colleluna a Terni, sono stati trasportati a Milano dove risiede l’affidataria ma la loro storia continua a tenere banco, probabilmente nche sull’onda di celate acredini politiche varie. Ma andiamo ai fatti.
Adozione cani a Terni Dalla città dell’acciaio una donna lamenta di non essere stata presa in considerazione nonostante anche lei avesse fatto domanda per avere i due amici a quattro zampe, nonché di sentirsi abbandonata dalle istituzioni per l’impossibilità di rivcevere notizie sulle attuali condizioni degli animali. Dal consiglio Comunale è la rappresentante di Alternativa popolare, Federica Merngaroni, a replicare duramente: «In canile – osserva – ci sono delle regole ben precise che questa amministrazione intende far rispettare, il 10 settembre è pervenuta una richiesta di adozione per Poldo e Nina due cani che hanno vissuto circa 10 anni nello stesso box in canile, questa richiesta ha percorso l’iter di tutte le altre richieste che pervengono, ed è stata valutata positivamente dalle figure preposte a farlo, quindi, volontari e direttore sanitario, a quel punto è stato comunicato al richiedente l’esito. Mentre la persona affidataria si organizzava per portare a casa i due cani – racconta ancora – è pervenuta la seconda richiesta sempre per la stessa coppia, che, non è stata mai valutata per loro perché gia affidati».
L’alternativa «Quando è pervenuta questa richiesta – prosegue Mengaroni – sono stati proposti altri cani ospiti del canile, più o meno con la stesse caratteristiche di quelli richiesti e già affidati, come sempre avviene in questi casi, questa proposta e stata avanzata sia dalle volontarie presenti all’interno del canile sia da me, in prima persona, avendo incontrato la signora proprio di fronte al canile durante un tentativo suo e di alcuni manifestanti, di interruzione di pubblico servizio. In questi casi in genere i richiedenti valutano le alternative, ma in questo caso no, l’empatia scattata attraverso un post, era talmente travolgente che non sarebbe stato possibile valutare altro. La signora che dice di abitare a pochi passi dal canile di Colleluna, i due cani non li ha mai visti dal vivo» dichiara Mengaroni, che evidentemente da consigliera ha avuto accesso a tutte le informazioni del caso. Proprio a questo proposito, l’esponente Ap dubita: «Come ha fatto una privata cittadina a ottenere nome e numero di telefono dell’affidataria?»
Federica Mengaroni Del tutto evidente che consigliera e affidataria mancata si conoscono e tra le due non dovrebbe esserci proprio simpatia: «Ho fatto sapere direttamente alla signora che scrive questa lettera aperta, avendola incontrata, via messaggio, via social e ‘a qualche suo parente’ – sottolinea pure -, che non è il Comune a dover fornire i dati sui post affido dei cani, ma anche questo evidentemente fa comodo non capire. Infine, sia chiaro, le istituzioni non hanno abbandonato nessuno tant’è che come detto sopra, la signora è stata chiamata le è stato spiegato tutto, le sono stati proposti altri, ma non è servito a nulla, si ostina con i due cani affidati e chiedendo informazioni agli organi sbagliati. La speranza – conclude – è che leggendo questo articolo, la signora comprenda quanto non siamo stati in grado di comunicare fino ad oggi, e lasci sereni Poldo e Nina nella loro nuova casa».
