di Ivano Porfiri
L’Umbria che cresce è quella che guarda lontano. I dati sull’export relativi al primo semestre 2012 diffusi dall’Istat parlano chiaro: le aziende umbre aumentano le vendite all’estero più della media delle altre regioni. Calano quelle nei paesi Ue, ma verso i paesi extra Ue l’Umbria è quella che fa registrare la seconda crescita più alta in Italia.
L’Umbria che cresce Se si ragiona in termini di volumi, l’Umbria non può competere con Lombardia, Toscana, Emilia e Sicilia, ma i dati del primo semestre 2012 fanno registrare per l’Umbria una crescita dell’export del tutto ragguardevole con un +8,5% rispetto allo stesso periodo del 2011, superiore al +4,2% della media italiana, ma anche al +7,3 delle regioni del Centro. Se si guarda all’aumento dell’export, quindi, l’Umbria è quarta, dietro a Sicilia, Puglia e Sardegna. Per contributo alla crescita del made in Italy, invece, cioè rapportando la crescita all’incidenza sul totale nazionale, l’Umbria è decima subito dopo il Veneto precedendo regioni ben più grandi come il Lazio e la Campania. In questo quadro, Terni è segnalata tra le province più dinamiche d’Italia con un export in crescita del 16,5%).
Fuori Europa Un dato molto significativo è quello che riguarda l’area verso cui si esportano i prodotti umbri. La regione è fra quelle che perdono quote di mercato in Europa: -4,5% di esportazioni verso i paesi Ue. In netta crescita, invece, quelle indirizzate oltre i confini continentali: +29,4%, la percentuale più alta in assoluto ad eccezione del +49,5 della Sardegna.
I settori trainanti Il settore con l’export più forte in termine di volumi sul totale nazionale è sempre quello dei metalli, che ha fatto registrare quest’anno un +20,7% nel primo semestre 2012 sul 2011, seguito dall’abbigliamento (+11,2% sul 2011), legname (-5,5%), prodotti agricoli (+12,8%) e prodotti tessili in generale (di cui fa parte anche l’abbigliamento) con un +6,5%. La crescita più rilevante l’hanno fatta registrare gli articoli farmaceutici e chimico-medicinali con un +64,8%.
I settori in crisi Un crollo verticale nelle esportazioni è stato fatto registrare dai minerali estratti da cava, che nel 2011 erano il secondo settore per vendite all’estero dopo il metallurgico, con un calo del 48,2%. Male anche i prodotti dalle attività di trattamento rifiuti (-74,5%), i prodotti petroliferi raffinati (-18,6%) e gli apparecchi elettrici (-13,7%).

