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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 02:17

UJ, venduti 27mila biglietti. Pagnotta assente alla conferenza stampa: sullo sfondo il dossier direzione

Bilancio dell’edizione in chiusura, ma si pensa già al cinquantennale che potrebbe partire con due giorni di anticipo

di Daniele Bovi

Dopo Johnny Depp l’uomo più cercato a Perugia domenica mattina è stato Carlo Pagnotta. Il direttore artistico di Umbria Jazz per la prima volta da tempo immemore non ha partecipato alla conferenza stampa di chiusura del festival, alla quale hanno invece preso parte la presidente della Regione Donatella Tesei, quello della Fondazione UJ Gianluca Laurenzi, l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano e Daniele Moretti, membro della Fondazione Perugia all’interno del cda del festival.

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Dov’è Carlo? Secondo quanto riferito dai presenti, l’89enne Pagnotta avrebbe accusato una lieve indisposizione e si sarebbe riposato per il gran finale di domenica. Al di là delle motivazioni, sullo fondo ci sono una serie di questioni scottanti: una su tutte, la direzione artistica per gli anni a venire. L’incarico scadrà nel luglio del 2023, anno in cui il festival festeggerà i suoi primi 50 anni; un appuntamento verso il quale UJ è giù proiettata.

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Il futuro Dopo il cinquantennale sarà ancora Pagnotta ad avere la responsabilità della direzione artistica o sarà individuato un successore? Il dibattito sottotraccia c’è e più volte nel corso del tempo si è parlato anche della possibilità di un affiancamento. Questione spinosissima sulla quale domenica nessuno dei presenti si è sbilanciato: Tesei dopo i ringraziamenti al direttore ha sottolineato che per la Regione UJ comporta un «investimento importante per una manifestazione in cui crediamo. I 50 anni – ha detto – sono merito di Pagnotta e quindi tutto questo sarà riconosciuto e riconfermato. Per tutto il resto, bisogna fare le giuste riflessioni in grado di andare oltre i risultati straordinari per migliorare ciò che si può». «Siamo consapevoli – ha aggiunto – che c’è margine per migliorarci e questo sarà oggetto dei prossimi incontri per pensare ai 50 anni e per pianificare bene gli anni che abbiamo ancora davanti». Insomma, dibattito aperto. «Con i soci della Fondazione Uj – ha detto poi Laurenzi – ci vediamo di continuo e ora lo faremo subito dopo questa edizione per ripensare come andare avanti. Visti i successi però si potrebbe anche dire che squadra vincente non si cambia». Ma sullo sfondo, secondo indiscrezioni, ci sarebbero anche screzi tra Pagnotta e il cda per una serie di motivi, compresa un’intervista in cui uno dei membri ha parlato del trombettista Fabrizio Bosso come di un cantante.

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I numeri Per il resto, va in archivio un’edizione «dai grandi numeri» al di là dei quali va sottolineato il ritorno del clima che rende speciale il festival, con la musica gratuita all’aperto in una città «in cui suonano anche le pietre». Secondo i dati comunicati dal festival, sono stati venduti 27 mila biglietti (40 mila nell’edizione 2019, quella pre pandemia) per un milione di euro di incasso: «Doveva essere il ritorno alla formula e ai numeri consueti di UJ – è stato detto – e così è stato anche oltre ogni previsione». Un 2022 «dai grandi numeri, meglio del 2017 e quasi come quella del 2018». Una sottolineatura viene fatta per i concerti alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria che hanno venduto 1.500 biglietti con un programma quasi esclusivamente dedicato al jazz italiano.

Il bilancio Per quanto riguarda invece le presenze in città, un bilancio sarà fatto più avanti. «Di assoluto rilievo» sono stati definiti anche i dati relativi ai profili social, «con un flusso di pubblico di oltre 2 milioni di utenti nei dieci giorni di festival». Risultati da sottolineare anche per UJ4Kids, il programma di laboratori e attività musicali dedicato ai più piccoli che si è tenuto ai giardini del Santa Giuliana: «Sono stati tantissimi – è stato detto domenica – i bambini che hanno frequentato; con UJ4Kids si conferma l’attenzione del festival al suo futuro pubblico». Fabrizio Croce, responsabile del progetto, ha parlato di una «partecipazione fantastica; abbiamo anche trovato un’ottima location, facilmente accessibile e con ombra per tutta la mattina».

Il 2023 Quanto all’edizione 2023 invece, in programma dal 7 al 16 luglio, poche le anticipazioni. Laurenzi ha fatto capire che il festival potrebbe anche partire con un paio di giorni anticipo per una serie di anteprime, mentre sui nomi dei big (tra quelli circolati ci sono Lenny Kravitz, Sting e diversi altri) bocche cucite; quel che è certo è che il festival deve mettersi subito al lavoro. Per Laurenzi UJ si conferma un brand «forte e di valore», mentre per quanto riguarda l’edizione che si chiude domenica «in una estate inflazionata con la ripartenza di tutti i grandi eventi ottenere questi risultati – ha detto – è straordinario, senza contare che è stato emozionante ritornare alla normalità, dopo i due anni di pandemia». Quanto all’immediato futuro, a breve sarà presentata l’edizione ternana di UJ in programma dal 15 al 18 settembre.

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