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Il senatore Stefano Lucidi

di Chia. Fa.

«Così esautoriamo il Pd dalla ricostruzione». A dirlo è il senatore del M5s Stefano Lucidi che, quindi, indica una ratio molto differente all’emendamento di maggioranza che taglia fuori dalla definizione delle ordinanze commissariali i presidenti delle quattro Regioni terremotate, tutti di centrosinistra. Sì, perché tanto il commissario Piero Farabollini, che i deputati Patrizia Terzoni (M5s) e Tullio Patassini (Lega), cofirmatari dell’atto, hanno motivato la decisione parlando di «un passaggio legislativo per lo snellimento della ricostruzione post sisma» e, sempre lo stesso Farabollini aveva ammonito i quattro governatori, invitandoli a «non strumentalizzare». A Lucidi ha poi replicato nel pomeriggio il capogruppo Pd in consiglio regionale Gianfranco Chiacchieroni: «Venga a far visita alle istituzioni e agli uffici regionali e locali che si occupano di ricostruzione: il suo concetto di democrazia è offensivo persino del buon senso».

«SINDACO DI NORCIA: EMENDAMENTO E’ NUOVO TERREMOTO»

Lucidi: «Così esautoriamo Pd da ricostruzione» Venerdì mattina il senatore M5s ha di fatto rivendicato l’emendamento sui presidenti di Regione, spiegando «che da mesi sostengo e promuovo, questa azione fondamentale, quella di esautorare il Partito Democratico dal ruolo di gestore dei miliardi della ricostruzione, ultimo baluardo e tassello di radicamento politico rimasto a questi politici». Per la guerra al Pd, in sostanza, si «relega al ruolo di parere consultivo i quattro governatori», come scrive lo stesso Lucidi, col rischio molto concreto di accentuare ulteriormente il centralismo che ha già contraddistinto la gestione del sisma, su cui tutti hanno sempre chiesto il decentramento dei poteri, indicando il modello del ’97. Il senatore umbro del M5s allo snellimento delle procedure non fa alcun riferimento e prosegue sostenendo che «sono passati due anni dal tragico avvenimento del terremoto e la piramide politica del Pd si sta sgretolando, il commissario era un parlamentare Pd e i quattro sub-commissari sempre Pd, personaggi che – prosegue – nel corso degli anni non si capisce bene cosa abbiano fatto nel merito». L’intervento di Lucidi va avanti così: «È stato di fatto importato un modello di gestione del terremoto, quello emiliano, che mal si è adattato alle caratteristiche del Centro Italia e loro non se ne sono accorti. Una valanga di ordinanze incomprensibili a volte anche agli stessi operatori tecnici costretti a ricostruire il filo tecnico giuridico ad ogni progettazione. La ricostruzione è ferma, la gente è insoddisfatta e i nostri territori si stanno spopolando, senza dimenticare le procure che indagano – denuncia il parlamentare spoletino – un bilancio assolutamente fallimentare quello della gestione del terremoto a targa Pd». E infine la replica alla presidente Marini, intervenuta ieri sia sui social che nella nota congiunta con gli altri tre governatori: «Parole vane, in particolare, quella della Governatrice della Regione Umbria che, fate attenzione, reclama la perdita di autorità ma non si rende conto che al tavolo della ricostruzione se Ella dirà o farà delle proposte concrete e sagge verranno certo ben accolte – chiude Lucidi – è arrivato il momento di passare dalla vana autorità alla pragmatica autorevolezza, questo ci chiedono i cittadini».

Chiacchieroni: «Venga a conoscere chi lavora» A replica è stato poi il consigliere regionale Chiacchieroni secondo cui  «il senatore Lucidi strumentalizza i bisogni e le complesse problematiche dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni delle aree colpite dal terremoto del 2016. Il suo commento all’emendamento  dimostra una mancanza allarmante di senso delle istituzioni e di cultura democratica. Il contorto e strano concetto che il senatore grillino ha della democrazia è offensivo persino del buon senso – aggiunge Chiacchieroni – e non è riscontrabile nemmeno nei centri di pensiero più creativi del neo-populismo dilagante. Convinto nel suo inerte furore giustizialista di contribuire a  risolvere i problemi dei cittadini, Lucidi  in realtà semina al vento parole vuote rischiando di produrre tensioni inutili tra i cittadini e le istituzioni tutte, quelle locali, e anche quelle nazionali di cui il senatore è parte della maggioranza di governo. Invece di dare slancio ulteriore alla ricostruzione, valorizzando il ruolo positivo che le Regioni hanno svolto, dalle crisi del 1997 ad oggi, il senatore Lucidi porta idealmente alla cintura lo scalpo del ‘nemico  Pd’. No senatore Lucidi – conclude Chiacchieroni – il governo della cosa pubblica e la politica sono un’altra cosa: per superare la grave botta del 2016 tutte le istituzioni debbono muoversi in sintonia e per il bene comune, per far questo occorre però essere dentro le questioni, conoscere i problemi, impegnarsi a risolverli. Venga dunque a far visita alle istituzioni e agli uffici regionali e locali che si occupano di ricostruzione – conclude -, per misurare il livello di efficacia e trasparenza delle procedure».

Grimani (Pd) Nella serata di martedì anche il senatore umbro Leonardo Grimani: «Ritengo farneticanti ed ingiustificate le affermazioni del senatore Lucidi in merito al provvedimento relativo al commissario ed ai sub commissari alla ricostruzione. Il senatore Lucidi dimentica che gli incarichi non sono esclusivamente di natura politica. In una situazione come quella del terremoto, è fondamentale affidare la gestione a coloro che amministrano il territorio perché lo vivono e ci operano quotidianamente. Soprattutto è fondamentale farlo nella fase dell’emergenza, dove è necessario fornire un supporto non solo operativo ma anche di vicinanza umana alle popolazioni colpite. Lucidi deve avere evidentemente la memoria corta: eppure il quadro della situazione in tema di ricostruzione dovrebbe essergli ben noto, visto che la forza politica di cui fa parte ha approvato soltanto lo scorso luglio al Senato un Decreto sulla questione. Ricondurre persino una tragedia come il terremoto a terreno di scontro politico è indice della totale assenza di argomentazioni serie da proporre ai cittadini. Ma evidentemente – dopo le ultime recenti figuracce – c’era bisogno di fornire a Di Maio un nuovo strumento di distrazione di massa».

Leonelli (Pd) Poi anche il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd) «Con la demagogia non si va lontano. Anzi, si fanno i danni». Con queste parole il consigliere regionale del Partito Democratico Giacomo Leonelli commenta «l’esultanza fuori luogo con cui un senatore eletto in Umbria del Movimento 5 Stelle ha accolto la decisione del Governo giallo-verde di accentrare in capo al Commissario per la ricostruzione i poteri sulla delicata fase che sta iniziando. Abbiamo a che fare – prosegue Leonelli – con un Senatore umbro del M5S che esulta perché sostiene che facendo fuori i presidenti di Regione, tra cui Catiuscia Marini, si fa fuori il Pd dalla ricostruzione. Si tratta di una dichiarazione gravissima. E’ una frase offensiva, non solo perché prende di mira amministrazioni che hanno saputo gestire l’emergenza del 2016 (come hanno riconosciuto anche diversi esponenti dell’opposizione) così come tutta la ricostruzione del 1997, ma soprattutto è offensiva per gli interessi di quei cittadini già provati dagli eventi sismici».

@chilodice

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.