Caos in consiglio (foto Umbria24 - Riproduzione riservata)

di Marta Rosati e Massimo Colonna

Seduta infuocata, nonostante sia durata molto poco, quella andata in scena lunedì pomeriggio a Palazzo Spada e finita con l’annuncio di Thomas De Luca dei Cinque stelle: «Occupiamo il consiglio». Grillini ed Enrico Melasecche di I love Terni, pronti a rimanere nel palazzo a oltranza, si uniscono Paolo Crescimbeni (IlT-grupp misto), Marco Cecconi (Fd’I) e Francesco Ferranti di Forza Italia; ci sono anche una decina di cittadini.

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Arrivata la lettera del prefetto Nel frattempo dalla prefettura è arrivata l’attesa lettera che vincola la massima assise a votare il dissesto; il segretario generale invierà la missiva a tutti i membri dell’assemblea, mentre la giunta è tenuta a formulare la delibera. Prima di approdare in aula, l’atto passerà al vaglio della terza commissione consiliare. Il prefetto di Terni, Paolo De Biagi, ha di fatto invitato il consiglio comunale di Terni ad adottare la deliberazione di ‘formale dichiarazione di dissesto finanziario’ entro il termine di venti giorni decorrenti dalla data di notifica ai singoli consiglieri.

Rosati nominato assessore Nel tardo pomeriggio di lunedì si è anche appreso che il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha nominato assessore Moreno Rosati, fin qui suo portavoce. Nel decreto di assegnazione dell’incarico, il primo cittadino affida a Rosati le deleghe sviluppo economico, sicurezza urbana, commercio, programmazione strategica, agricoltura, artigianato, informazione e comunicazione, marketing territoriale e fiere.

In aula dopo la bocciatura della Corte dei conti L’opposizione ha tentato di invertire i punti all’ordine del giorno per far sì che il sindaco facesse subito il punto sulle proprie dimissioni, ma la proposta è stata respinta anche se con un solo voto di scarto; il primo cittadino Leopoldo Di Girolamo ha espresso voto contrario, tre dei banchi sinistri (Chiappini, Bencivenga e Crisostomi) si sono astenuti. Sciolta dunque in poco tempo la seduta, tanto è bastato ai circa 200 cittadini accorsi per sollevare cori da stadio e far volare insulti pesanti rivolti a giunta e maggioranza.

I temi All’ordine del giorno non c’era la discussione sul dissesto, a cui dovrebbero seguire le dimissioni del sindaco. Il primo punto è stato infatti la surroga del consigliere Andrea Zingarelli del Partito democratico, dimessosi nei giorni scorsi. Al suo posto, all’inizio di seduta, è entrato l’ex Ds Giuliano Rossi, come anticipato da Umbria24 visto che Giorgio Finocchio ha rinunciato ad entrare in aula come reso noto pubblicamente dal presidente Giuseppe Mascio.

Il centrodestra chiede le dimissioni In mattinata intanto i rappresentanti del centodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Paolo Crescimbeni del Gruppo Misto e alcuni gruppi civici) hanno organizzato una conferenza stapa per «chiedere subito le dimissioni irrevocabili del sindaco». «Non siamo noi a chiederlo ma è l’intera città. Ancora esistono gruppi all’interno del Partito Democratico – hanno spiegato Marco Cecconi di Fratelli d’Italia e Crescimbeni – che chiedono sì le dimissioni ma scadenzate in modo tale da poter arrivare a fine consiliatura per porre ordine all’interno del partito e trovare i candidati. Si antepone così l’interesse di un partito a quello della città. Il compito della ricostruzione sarà durissimo ma il centro destra non sarà solo in questa opera. Tutti sono certi che non potrà andare che molto meglio rispetto al disastro attuale».

I tempi Quanto ai lavori del consiglio, il Partito democratico, nel corso della seduta aveva annunciato la volontà di votare la sconvocazione delle sedute di consiglio programmate già per martedì e mercoledì. Una richiesta contestata fortemente dal Movimento Cinque Stelle ma che comunque è passata al voto del consiglio tra le proteste anche dei cittadini presenti in aula. Poco dopo è passata al voto dell’aula anche la proposta di rinviare la discussione di tutti i punti all’ordine del giorno e la seduta è stata sciolta. Dopo meno di un’ora, l’annuncio del M5s: «Occupiamo il consiglio».

Le reazioni «Terni è in balia di una classe politica indegna» è il commento di Terni Valley: «Questo il nostro giudizio dopo aver assistito personalmente al consiglio comunale di oggi. Una città schiacciata fra una maggioranza di governo omertosa che si è rifiutata di rendere conto del conclamato stato di dissesto e di cosa ha intenzione di fare, e parte delle opposizioni che, supportate dalle loro claque, sono cadute nel solito delirio giacobino, incitando gli spettatori presenti al vilipendio delle istituzioni rappresentative. L’ennesima pagina buia che Terni non merita, se non altro per rispetto a quella maggioranza silenziosa e laboriosa di cittadini alla quale apparteniamo e che continua a mandare avanti la città».

 

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