di Chiara Fabrizi
A rischio la candidatura a sindaco di Tommaso Biondi, 40 anni da compiere: i problemi in casa M5s sarebbero sorti per una condanna di primo grado per diffamazione risalente al 2010. Il senatore Stefano Lucidi temporeggia, mentre dal M5s umbro tutto tace, nonostante il clamore del caso, a Spoleto sulla bocca di tutti. C’è poi la contraddizione col 2014: alle ultime amministrative Biondi, infatti, è stato candidato al consiglio comunale, in quel caso la certificazione arrivò e la condanna già c’era. La notizia è stata anticipata giovedì mattina dal quotidiano La Nazione.
A rischio la candidatura di Biondi Nel corso delle ore si è ricostruito che, venerdì scorso, il M5s nazionale ha formalmente chiesto a Biondi di produrre la sentenza e le memorie difensive della condanna per diffamazione. Il candidato sindaco in pectore ha inviato quanto richiesto, ma da allora tutto tace, almeno formalmente. Sì, perché pare che lo stop a Biondi sia arrivato verbalmente, probabile che a portare ai pentastellati spoletini brutte notizie sia stato il senatore Lucidi. Vero è, come fanno notare diversi esponenti locali, che al momento sul tavolo non ci sono certificazioni né documenti che attestino l’incadidabilità di Biondi per il M5s. Questo accade a due giorni dal termine ultimo di presentazione delle liste, fissato per le 12 del 12 maggio, e nonostante a fine marzo sia stato recapitata tutta la documentazione dei candidati.
Condannato per diffamazione Va segnalato, poi, che nel portale del Movimento, nella sezione delle amministrative Tutte le liste a 5 stelle non compare Spoleto, a differenza di Terni, Trevi, Umbertide e Corciano, i comuni umbri più grandi al voto il 10 giugno. Nel dettaglio, tutto il caso Biondi nasce a seguito di una condanna in primo grado per diffamazione rimediata dal trentanovenne nel 2010 a causa di uno sketch della Rivista, la goliardia spoletina, di cui Biondi è da anni protagonista. Nel mirino sul palcoscenico del Nuovo-Menotti finiva un commerciante spoletino, che non ha gradito e lo ha trascinato in tribunale. Pure a guardala così la questione ha delle ombre, la più pesante quella del via libera alla candidatura al consiglio comunale incassata sempre da Biondi nel 2014, quando il M5s lo candidò al consiglio comunale.
Cosa succederà In questo ore il M5s di Spoleto appare compatto intorno alla candidatura di Biondi, che per il momento preferisce il silenzio. Nel caso non dovesse arrivare il nulla osta, è difficile anche solo ipotizzare l’individuazione di un nuovo candidato sindaco nel giro di 24 ore. Volendo il gruppo potrebbe anche convergere in una lista civica, perdendo quindi il simbolo M5s ma candidando comunque Biondi, seppur in una corsa contro il tempo che si esaurisce alle 12 di sabato. Alla vigilia della presentazione delle liste, dunque, non è esclusa la possibilità che nella scheda elettorale di Spoleto non compaia il M5s. Sarebbe un’ecatombe.
@chilodice
