giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 03:12

Perugia, Gesenu: vertice di maggioranza. Bagarre in aula: «Via deleghe a Barelli», centrodestra lascia la sala

In mattinata sindaco e vice con assessori e consiglieri. Comune replica a Pd e M5S: «I truffati siamo noi»

Urbano Barelli (foto F.Troccoli)

di D.B.

Più che il risultato del referendum è stata l’inchiesta Gesenu a monopolizzare il lunedì di palazzo dei Priori. L’eco per quanto emerso nelle scorse ore è forte tanto che in mattinata, prima del consiglio comunale, la maggioranza ha deciso di mettersi intorno a un tavolo: presenti i consiglieri, il sindaco Andrea Romizi, il vice Urbano Barelli, l’assessore Prisco e la collega Casaioli. Un incontro per cercare di fare il punto sulla vicenda che ha monopolizzato la cronaca nel corso degli ultimi giorni e in cui è tornato a riecheggiare un tema, attraverso Scarponi (Ncd), ovvero quello della mancata modifica dello statuto di Gesenu così da tutelare meglio gli interessi della parte pubblica.

TUTTO SULL’INCHIESTA GESENU

In consiglio Dalla sala rossa di palazzo dei Priori il tema rifiuti nel pomeriggio si è spostato nella sala del consiglio comunale, dove la seduta si è aperta con un paio di mozioni d’ordine della pentastellata Rosetti. «Il M5S – ha detto la capogruppo – ha sempre contestato la gestione comunale su Gesenu e l’assoluta mancanza di controlli nei confronti di tale azienda. La nuova Amministrazione avrebbe dovuto da subito pretendere la modifica della compagine aziendale, ma ha preferito non farlo. Ora la gravità dei fatti è emersa in tutta la sua evidenza, penalizzando pesantemente i cittadini, che hanno dovuto pagare costi che non sono giustificati. Nonostante le nostre battaglie e gli innumerevoli atti presentati in consiglio, nulla è stato fatto dall’Amministrazione. Per questo chiediamo l’immediata revoca delle deleghe affidate al vice sindaco Barelli, a causa di una gestione fallimentare».

Parla Barelli Un vicesindaco che con il suo intervento in aula ha ricordato sostanzialmente quanto detto negli ultimi giorni, rivendicando il cambio del socio privato (da molti però indicato come vicino ai precedenti), il nuovo sistema di raccolta differenziata in centro, i 600 evasori stanati, il piano industriale varato da Gesenu nel 2014, l’indennità di disagio ambientale e l’essere riusciti a far rimuovere l’interdittiva antimafia; quanto a Sassaroli, ora ai domiciliari, Barelli ha spiegato che sono stati i commissari a confermarlo. Parole che non hanno convinto le opposizioni: Rosetti ha parlato di una relazione «piena di contraddizioni» e ha attaccato dicendo che «si è superato Cerroni per arrivare a Paoletti, privato di cui nulla si sa, nemmeno quanto abbia pagato le quote. Sappiamo solo che Paoletti avrebbe incontrato i rappresentanti dell’Amministrazione comunale ben prima di avviare qualsivoglia operazione di acquisto. Alla faccia del fatto che il Comune non può incidere sulla compagine privata».

Pd e M5S Come fatto nei giorni precedenti nel corso di una conferenza stampa il M5S ha chiesto con una mozione, giudicata ammissibile dal segretario generale dell’Ente, di revocare le deleghe a Barelli. Al momento del voto però, essendo in disaccordo sull’iter seguito, ha abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale. Molte critiche sono arrivate anche dal Pd con Miccioni: «La relazione di Barelli – ha detto – non ha toccato nessuno dei punti contenuti nella mozione di Rosetti». L’intero gruppo dem al termine della seduta parlerà di «ennesimo grottesco teatrino del centrodestra» nonché di «giri di parole e chiacchiere fumose» da parte di Barelli. «Un’ora e mezza di bagarre, urla, interruzioni, timore che la richiesta di dimissioni potesse incontrare il voto favorevole di qualche membro della maggioranza: sono volate anche accuse al segretario generale, richieste di un voto segreto, il tutto a conferma – dice il gruppo dem – di un centrodestra sempre più diviso su vari fronti ed incapace di affrontare i problemi del quotidiano amministrare. Finiti i tempi di accuse contro la precedente amministrazione, oggi la Giunta Romizi non è capace di assumersi la responsabilità di una città sempre più abbandonata e di difendere il lavoro dei propri assessori. Di non minore importanza l’andamento dei lavori dell’aula: nessuna pratica è stata discussa».

Twitter @DanieleBovi

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