lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 04:26

«Patto civico», il candidato è Vincenzo Bianconi: «Ora fortissimi cambiamenti»

Dopo il no della Di Maolo, virata sull’imprenditore. Zingaretti e Di Maio: «Umbria può ripartire da lui». Salvini: «Prenderanno una mazzata»

Vincenzo Bianconi (foto Fabrizi)

di Daniele Bovi

Dalla presidente del Serafico a quello di Federalberghi. Tramontata domenica la candidatura di Francesca di Maolo, il «patto civico» ha deciso di puntare sull’imprenditore nursino Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi, il cui nome era circolato con una certa insistenza negli ultimissimi giorni. E stavolta nessuna sorpresa, dato che Bianconi ha già detto sì: «Ora – scrive in una nota – servono fortissimi cambiamenti per l’Umbria». Bianconi era stato contattato nelle stesse ore in cui era stata sondata la disponibilità della Di Maolo, con la differenza che è stato fatto trapelare da qualcuno solo il nome dell’avvocato, innescando così le ultime 48 ore ad alta tensione. «Come tanti – aggiunge poi Bianconi in una nota – sono innamorato della mia terra. Ogni giorno con la schiena dritta, con determinazione e passione, cerco di migliorare le cose che mi circondano. Non mi sono mai tirato indietro dinnanzi alle sfide che la vita mi ha posto».

DI MAOLO: «ECCO PERCHÈ HO DETTO NO»

Reagire «Ed è per questo – aggiunge – che ho deciso di accogliere l’invito a candidarmi a Presidente della Regione Umbria, invito che tante forze civiche, associative e politiche mi hanno rivolto. È ora di ricostruire il futuro dell’Umbria, perché la nostra è una Regione straordinaria e civile che ha bisogno, però, di fortissimi cambiamenti: per l’ambiente e il lavoro, per le imprese, per il paesaggio e la cultura, per l’università, la sanità e la ricerca, per le infrastrutture ed i trasporti, per la sicurezza e la legalità. Mi sono battuto per queste cose da cittadino e da imprenditore. Ora voglio dare il mio contributo in modo diverso, in una coalizione civica, sociale e politica. Possiamo finalmente reagire con nuove idee e forti investimenti. Come imprenditore ho sempre lavorato per rendere l’Umbria una regione più libera, bella e pulita, una terra migliore per noi e per i nostri figli. Vi chiedo una mano, perché insieme possiamo farcela».

LEGA, TUTTI I NOMI DELLA LISTA

Chi è Bianconi, 47 anni da compiere a dicembre, è il presidente in carica di Federalberghi Umbria ma soprattutto è uno dei maggiori imprenditori del comparto turistico del Centro Italia. L’azienda di famiglia, con oltre un secolo di storia di ospitalità alle spalle, è stata sconquassata dal sisma del 2016 e da allora Bianconi è una delle voci più forti e critiche che si alzano dall’area del cratere: «Vorremmo soltanto – ha scritto in un post del 16 settembre scorso – quelle condizioni che una persona normale di questa nostra Italia chiederebbe per lavorare e fare impresa in una terra così fragile. Se chiediamo troppo almeno ditelo con chiarezza, potremmo così essere padroni del nostro destino». Sposato e padre di due figli, legatissimo alla Valnerina e all’Umbria, Bianconi ha in tasca una laurea in Economia del Turismo ottenuta all’Università degli Studi di Perugia, dove si è iscritto dopo il diploma in ragioneria conseguito all’istituto Battaglia di Norcia. Bianconi, presidente nazionale dei giovani albergatori italiani dal 2000 al 2007, è anche alla guida dell’associazione I love Norcia e della Delegazione italiana Relais&Chateux, anche grazie alla sfida vinta con Palazzo Seneca, la residenza cinquecentesca nel cuore del centro storico di Norcia riaperta dopo il sisma e a fine 2017 premiata come il miglior hotel dell’anno da Virtuoso travel. Di Bianconi anche il ristorante stellato Vespasia, anche questo riaperto dopo il sisma.

Zingaretti e Verini Contatti stretti, ovviamente, Bianconi li ha avuto con i leader dei due principali partiti che daranno vita al «patto». «Grazie a Vincenzo Bianconi – dice su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti – per la sua scelta. Una bella e forte candidatura. Sarà il candidato dell’Umbria, una terra meravigliosa. L’Umbria che non si arrende e che combatte per il suo futuro». Intervenendo poi alla Festa dell’Unità a Bologna, il leader dem ha aggiunto che si tratta di una «candidatura fortissima, veramente si sono ricostruite le condizioni per ridare un futuro a quella regione. Alla fine è una bella storia perché è una storia di una comunità civica, sociale politica che sta reagendo. Ha avuto delle difficoltà ma è veramente la terra dell’Umbria che sta reagendo, mettendo in campo le sue risorse migliori». A brindare ovviamente è anche il commissario del partito umbro Walter Verini, che si dice anche certo che Andrea Fora continuerà a dare il proprio contributo: «La candidatura – dice – ridà all’Umbria speranza di nuove pagine di cambiamento. Sono sicuro che intorno a lui si potrà creare una forte e ampia coalizione e una grande mobilitazione delle energie della società regionale». Via libera anche dal presidente della Regione Fabio Paparelli, da Donatella Porzi, dal consigliere regionale Giacomo Leonelli e anche dal segretario del Pd di Assisi. Paparelli parla di «nuovo corso per tutta l’Umbria», la presidente dell’assemblea di «un uomo forte, con le idee chiare e la concretezza giusta per realizzarle», mentre Leonelli di un «imprenditore di valore che si è messo a disposizione della nostra comunità regionale».

Franceschini e Di Maio A parlare su Twitter è anche Dario Franceschini, uno dei massimi sponsor dell’accordo tra Pd e M5s: «L’accordo in Umbria tra Pd e M5s sulla candidatura di Vincenzo Bianconi a Presidente della Regione – scrive – è un altro passo verso la creazione di un campo riformista in grado di battere la destra e cambiare l’Italia». «Vincenzo Bianconi – dice poi su Facebook Luigi Di Maio – è una persona super competente, che non si arrende mai, che conosce e ama l’Umbria. L’Umbria può ripartire da Vincenzo, da quei luoghi che sono stati tremendamente segnati dalle tragedie del terremoto. Noi ci siamo e lo sosterremo con lealtà in campagna elettorale e poi in Giunta e consiglio regionale sui punti del programma. Quella che inizia oggi è una nuova sfida, una nuova avventura. Il nostro obbiettivo è quello di fare gli interessi dei cittadini». Semaforo verde, dopo le fortissime tensioni dei giorni scorsi, anche da parte di due onorevoli umbri del Movimento come Stefano Lucidi e Filippo Gallinella: il primo parla di «persona giusta per guidare la nostra Regione» mentre il secondo di «un grande imprenditore, persona seria e affidabile conosciuta a livello internazionale. Sono certo che potrà anche dare uno slancio al turismo della nostra splendida regione».

M5S, I CANDIDATI DELLA LISTA

Il centrodestra attacca Dal centrodestra invece è iniziato subito il bombardamento nei confronti non tanto di Bianconi (come nel caso di Di Maolo, figura difficilmente attaccabile), quanto dell’accordo tra dem e 5S: «In Umbria – attacca Salvini – dopo 50 anni la sinistra va a casa e sarà la prima regione dove il Pd e 5 Stelle sperimentano l’inciucio nazionale. Di Maio ha svenduto la dignità del suo movimento al Pd perché quelli che hanno denunciato e quelli che sono stati denunciati saranno insieme sulla scheda elettorale. Prenderanno una mazzata che se la ricordano per 50 anni». Nessun commento invece su Bianconi: «Non lo conosco e non ne penso niente. È il sesto nome che bruciano in una settimana, poi in Umbria si cambia a prescindere da chi candidano gli altri». Per il consigliere regionale di FdI Marco Squarta invece, «neppure un film di fantascienza avrebbe potuto rappresentare al meglio un epilogo di questo tipo. «Pd e M5s hanno fatto un accordo a livello nazionale per evitare le elezioni ma non riusciranno ad evitare il giudizio degli elettori il 27 ottobre; questa alleanza, tra due partiti che in questi anni se le sono suonate di santa ragione, è fatta solo per evitare che il centrodestra governi la Regione. Sono convinto – conclude Squarta – che gli umbri sceglieranno FdI e il centrodestra unito per il tanto atteso cambiamento in Umbria».

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