di Iv. Por.
Sono stati 262 gli incendi che hanno mandato in fumo 218 ettari in tutta l’Umbria tra giugno a settembre. I dati sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa nella prefettura di Perugia con il prefetto Enrico Laudanna, l’assessore regionale Fernanda Cecchini, il direttore regionale del dipartimento dei vigili del fuoco, Gioacchino Giomi, e il responsabile del Centro operativo antincendio boschivo del Comando regionale del Corpo dello Stato, Giorgio Vernata.
Ringraziamenti del prefetto Da parte di tutti i presenti, il riconoscimento dell’efficacia della macchina organizzativa messa in piedi, insieme all’auspicio di riuscirne a garantire anche per l’avvenire la funzionalità. Nel concludere i lavori, il prefetto ha ringraziato tutti coloro che si sono impegnati nell’attività di programmazione e gestione, le diverse Istituzioni coinvolte e, soprattutto, gli operatori che con impegno e dedizione hanno fronteggiato sul campo questa delicata emergenza.
I numeri Nel periodo da giugno a settembre i vigili del fuoco sono intervenuti complessivamente per: 53 incendi di bosco, 171 incendi di sterpaglie, 38 incendi di colture agricole. Sono stati interessati complessivamente 130 ettari di superficie boscata e 88 ettari di superficie non boscata. Tale contesto operativo ha comportato – per tutto il periodo estivo – un impiego di unità equivalenti pari a 1.300 vigili del fuoco, con circa 495 mezzi (autobotti e fuoristrada), per complessive 300 ore di lotta attiva. Inoltre sono stati impiegati gli elicotteri dei nuclei di Arezzo e Roma, con relativa benna antincendio. L’impiego del mezzo aereo è stato estremamente utile per fronteggiare quelle situazioni caratterizzate dalla presenza di edifici, infrastrutture e depositi di sostanze pericolose (gas, benzina, gasolio ecc.).
L’esempio umbro Come sottolineato da Giomi, la scelta di prevedere alcuni periodi di reperibilità ed altri di pronta operatività è certamente legata alla volontà di ottimizzare le risorse economiche disponibili in quanto consente di avere una integrazione del dispositivo di soccorso soltanto nel momento dell’effettivo bisogno. «Questa procedura che trova applicazione in Umbria da quattro anni e che costituisce l’unico esempio regionale in cui i vigili del fuoco operano con questo meccanismo – è stato sottolineato – è stata ritenuta la più coerente con l’attuale contesto economico ed è stata condivisa con le organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco consentendone l’effettiva attuazione. Anche per questo dobbiamo riconoscere il particolare senso di responsabilità mostrato dalle suddette organizzazioni sindacali che hanno permesso di mantenere alto il livello operativo di risposta all’evento incendio minimizzando comunque i costi».
Bilancio soddisfacente «Il bilancio della attività svolta – – è stato aggiunto da Giomi – seppur in presenza di un numero più grande di incendi rispetto all’anno precedente è da ritenersi certamente soddisfacente e si può affermare che il meccanismo posto in essere dalla Regione con l’attività di prevenzione va nella giusta direzione. E’ opportuno osservare che la rapidità di intervento con cui gli incendi sono stati affrontati ha favorito, nella quasi totalità dei casi, il significativo contenimento della durata dell’incendio e della superficie percorsa dal fuoco».

