Gianni Moneti esulta dopo la gara (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La gioia che scaccia via i fantasmi e fa fermare le gambe che tremano. Il pomeriggio dei grifoni che centrano la seconda promozione consecutiva è anche questo. Nel primo tempo sembrava la vendetta perfetta, quella dell’ex Bartolini che porta in vantaggio il Fano e fa paura. Nel secondo in appena undici minuti il Grifo fa tre gol, il Melfi vince e sul campo c’è spazio solo per la festa e per i gavettoni. Un Gianni Moneti bagnato dall’acqua e dalle lacrime piega che da qui «inizia il futuro del Perugia calcio: è un traguardo intermedio, l’inizio – dice – di un cammino per portare il Grifo il più in alto possibile». La promozione però a Moneti non basta: «Il primo posto ci appartiene». L’unica notizia negativa della giornata è l’infortunio di Margarita, steso dal portiere Orlandi alla fine del primo tempo.

VIDEOINTERVISTA A MARGARITA

Battistini numero uno «Pensiamo – dice Moneti – che si tratti di rottura del crociato. E’ stata una partita dura contro un ottimo avversario, probabilmente il migliore visto quest’anno, ma in campo ho visto troppa cattiveria: il portiere non è stato nemmeno ammonito. Sembrava che loro si dovessero giocare lo scudetto». Sul futuro di Battistini il co-presidente della società dice che «Battistini ha battuto Zeman, scrivetelo, è il numero uno. Oggi però c’è spazio solo per la gioia, ho pianto e mi sono tolto un peso. Sono entusiasta e soddisfatto». Sul futuro dell’allenatore e di Alvaro Arcipreti, direttore dell’area tecnica, l’altro presidente Massimiliano Santopadre è più cauto: «Voglio arrivare primo, voglio aspettare fino alla fine e poi ci metteremo tutti intorno a un tavolo. Al Perugia nessuno deve sentirsi sicuro, si deve dare sempre il 100 per cento e non meno».

Il giorno della festa Sul futuro Santopadre spiega che «il Perugia punterà sempre – dice – ai giocatori forti, al di là del fatto che in C1 potrebbe esserci o meno l’obbligo dei sottoquota. Comunque è ovvio che un campionato a perdere non lo faremo mai, come è ovvio che tra il dire e il fare in mezzo ci sono i soldi». Il 25 aprile del Perugia però è per ora solo il giorno della festa e non quello dei programmi: «Giornate come questa – dice Santopadre – confermano come la scelta fatta nel luglio scorso fosse quella giusta. Nel primo tempo siamo stati tesi, poi nel secondo ho capito che l’atteggiamento era cambiato e l’abbiamo dimostrato. Spero che i tifosi siano sempre orgogliosi come oggi perché questa è la loro squadra».

La gioia di Battistini Dopo i gavettoni e la meritata doccia Battistini la dedica di Battistini per la seconda promozione è tutta per la sua famiglia: «E’ stato il mio rifugio – dice – dove hanno sopportato la mia tensione. Ce l’abbiamo fatta dopo un cammino duro, non era facile assemblare una squadra vincente ma giornate come quelle di oggi ripagano di tutta la fatica fatta». Dopo aver ringraziato tutti, dal pubblico allo staff, il tecnico punta dritto alla vittoria del torneo: «La palla deve rotolare ancora – dice – pensiamo ad arrivare primi e, perché no, anche alla vittoria della Supercoppa di Lega Pro». Sul primo tempo contro il Fano l’allenatore biancorosso sostiene che «le gambe erano bloccate, la testa non funzionava e così la paura ha preso il sopravvento. Negli spogliatoi ho chiesto ai ragazzi solo di essere loro stessi. Onore comunque ad un avversario di qualità e a Enrico Bartolini. Mi dispiace per quei cori, Enrico ha fatto il suo. Io preferisco un giocatore che esulta, le mani basse sono un gesto ipocrita».

Capitan Clemente Uno degli artefici della trionfale cavalcata dei grifoni è il capitano, quel Gianpiero Clemente che dopo una lunga festa dedica la promozione «alla famiglia e a tutta la città. Sapevamo dell’importanza della partita e quindi c’è stata un po’ di tensione. Il mio futuro? Ora penso a Lamezia. E spero di rimanere qualche anno ancora qui a Perugia».

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