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Un ‘Laboratorio per la ricostruzione’, a Norcia e Spoleto tre giorni di iniziative anche con architetti come Boeri e Kéré

Prima edizione di una tre giorni che punta a diventare un’iniziativa annuale per pensare alla pianificazione urbanistica e architettonica nei territori colpiti dal terremoto

L'architetto Francis Kéré ospite al laboratorio per la ricostruzione a spoleto e norcia
L'architetto Francis Kéré (foto di Erik-Jan Ouwerkerk)

di Danilo Nardoni

Ricostruire dove era e come era? Quali materiali utilizzare? Sono solo alcune delle domande a cui gli attori coinvolti nel processo di ricostruzione nelle aree colpite dal sisma, ed alcuni ospiti illustri, cercheranno di rispondere a Norcia e a Spoleto. In queste due città umbre, venerdì 30 giugno, sabato 1 e domenica 2 luglio, si svolgerà una tre giorni di lavori, a cura di Stefano Boeri e Maria Chiara Pastore, pensati come significativo momento di sintesi, di incontro e raccordo tra i diversi soggetti delle diverse aree geografiche implicate nel processo di ricostruzione. Il complesso tema della pianificazione urbanistica e architettonica nei territori colpiti dal sisma è infatti una delle sfide future per l’Umbria e per le altre regioni del Centro Italia che hanno subito i danni maggiori dagli ultimi terremoti. Ecco allora che proprio nel cratere del sisma, nasce un ‘Laboratorio per la ricostruzione’. Ad organizzare è Palazzo Collicola, centro per le arti visive di Spoleto, con il sostengo della Regione Umbria che quindi con lungimiranza cerca in questo modo, con una iniziativa di rilievo, di guardare oltre l’emergenza e al futuro di qualità dei suoi territori.

Tra pragmatismo ed operatività Il progetto del ‘Laboratorio per la ricostruzione’ (qui maggiori informazioni), che si candida a consolidarsi come utile appuntamento di lavoro anche negli anni a venire, con questa prima edizione 2017 intende porre le basi di lavoro di un’iniziativa dal taglio decisamente pragmatico e operativo, che possa far convergere energie concrete su questi territori. I soggetti coinvolti nella ricostruzione opereranno attraverso l’indagine sui territori colpiti al fine di costruire una solida conoscenza di problematiche, esperienze e soluzioni che possano diventare patrimonio comune e supportare una ricostruzione sostenibile e partecipata. Obiettivo, nelle intenzioni degli organizzatori, è quello di coinvolgere abitanti e stakeholders, oltre alle Amministrazioni, affinché condividano le loro conoscenze, aspettative e difficoltà per poter contribuire a ricostruire i territori colpiti in forma condivisa ponendo al centro dell’attenzione le esigenze delle persone. La metodologia di lavoro sarà quella di monitorare i processi di lavoro, raccogliendo i materiali documentali e le testimonianze di campo sulle migliori pratiche o sulle criticità in maniera rigorosa, per permettere di condividere i patrimoni di conoscenza e apprendere continuamente attraverso le esperienze acquisite.

Conversazione tra Boeri e Kéré Il programma di questo primo ‘Laboratorio per la ricostruzione’ punterà alla conoscenza diretta e all’aderenza al territorio, alla relazione e allo scambio di esperienze tra persone, all’apertura al confronto con portatori di idee e best practices locali e internazionali. Si inizierà la mattina di venerdì 30 giugno a Norcia, alle ore 10, con ‘Attraverso il sisma’, un sopralluogo in città a cura dell’Ordine degli architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori della provincia di Perugia. Alle 13, invece, è in programma l’inaugurazione del Nuovo centro polivalente, struttura progettata da Stefano Boeri, con tavola rotonda a seguire. L’appuntamento serale, alle 21.30, sarà a Spoleto, sotto la Spoletosfera (struttura geodetica di Richard Buckminster Fuller) con la conversazione tra due protagonisti dell’architettura contemporanea come Stefano Boeri e Francis Kéré.

Workshop tematici La mattina di sabato 1 luglio, a Palazzo Collicola di Spoleto, prenderanno il via i lavori dei sei workshop tematici allo scopo di rispondere ad una serie di quesiti. Il sisma dell’agosto 2016 ha definito un perimetro (Cratere) che ha in un certo senso creato una nuova geografia territoriale. E’ possibile studiare caratteristiche comuni di questo territorio?; La vastità del sisma rende molto complessa la necessaria interazione tra popolazione locale e istituzioni. Quali sono gli strumenti che possano permettere l’interazione tra questi soggetti?; La ricostruzione riparte da tre elementi primari: la residenza, la comunità e il lavoro. Quali sono le modalità di intervento per riattivare le filiere legate all’impiego?; Il sisma del 1976 del Friuli Venezia Giulia si è caratterizzato per la ricostruzione ‘Dove era come era’. Oggi questo paradigma può essere ancora considerato attuale?; Dallo scorso agosto 2016, diversi sono stati i cambiamenti sul territorio. Diversi sismi hanno ulteriormente scosso popolazione e edificato, e la fase di emergenza ha portato alla costruzione di elementi costruiti che stanno caratterizzando il territorio. Quale è l’impatto sociale e culturale di questi nuovi elementi?; Nell’operare verso la ricostruzione dei manufatti, soprattutto in ambito di conservazione di quella che è l’identità dei manufatti, ci pone davanti a questioni relative all’uso dei materiali. Come operare scelte che assicurino stabilità e sicurezza e ne garantiscano appropriatezza dal punto di vista dell’identità locale e culturale?. Alle ore 15 è prevista la sintesi dei lavori con le conclusioni a cura di Stefano Boeri, mentre alle ore 17 è in programma una visita alla Rocca di Spoleto e alla mostra ‘I Tesori della Valnerina’ con l’esposizione dello straordinario patrimonio artistico recuperato e restaurato proveniente dalle zone colpite dal sisma.

Mostre a Palazzo Collicola La tre giorni del ‘Laboratorio per la ricostruzione’ si concluderà domenica 2 luglio a Spoleto con una serie di progetti satellite e l’apertura in particolare delle mostre temporanee a Palazzo Collicola curate da Gianluca Marziani. Alle ore 20.30 è previsto anche un concerto in piazza del Duomo dal titolo ‘Requiem, stringeranno nei pugni una cometa’, per un momento di riflessione e raccoglimento che il Festival di Spoleto dedica ai territori colpiti dal terremoto.

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