di Iv. Por.
C’è il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che introduce il Reddito di inclusione (Rei). La misura si rivolge a una platea di 400 mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone (circa seimila famiglie in Umbria secondo le stime ma un dato più preciso emergerà nelle prossime settimane). Il Rei sostituisce il Sia, sostegno all’inclusione attiva e anche l’Asdi, cioè l’assegno di disoccupazione. L’importo dipenderà dal numero dei componenti della famiglia e dalla situazione familiare e reddituale andando da 190 (per una persona sola) a 485 euro mensili per un massimo di 18 mensilità. Anche il Sia+, ovvero la misura regionale finanziata con 12 milioni per allargare la platea del Sia, ora passerà ad allargare quella del Rei (secondo i primi calcoli verrebbero così soddisfatti tutti gli aventi diritto).
Requisiti Il Rei – spiega il governo «è una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà». Il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore a seimila euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20 mila euro. In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al Rei i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni. Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Viceversa, non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della Naspi o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.
Due componenti Il Rei è articolato in due componenti: un beneficio economico erogato su dodici mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti; una componente di servizi alla persona identificata, in esito ad una valutazione del bisogno del nucleo familiare che terrà conto, tra l’altro, della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell’educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossimità e sociali della persona e servirà a dar vita a un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà. Tale progetto indicherà gli obiettivi generali e i risultati specifici da raggiungere nel percorso diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale, nonché i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico connesso al Rei e, infine, gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare.
Tempi e modi di presentazione Il Rei sarà concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente. Al Rei si accederà attraverso una dichiarazione a fini Isee “precompilata”: è un’importante innovazione di sistema, che caratterizzerà l’accesso a tutte le prestazioni sociali agevolate migliorando la fedeltà delle dichiarazioni da un lato e semplificando gli adempimenti per i cittadini dall’altro.
Il Sia in Umbria In Umbria, il nuovo strumento va ad integrarsi con il «sostegno all’inclusione attiva», o Sia+, approvato nello scorso aprile dal consiglio regionale, e che gode di uno stanziamento di 12 milioni di euro per ampliare il numero di beneficiari del provvedimento nazionale. L’obiettivo è, in caso di disoccupati e inoccupati, il reinserimento nel mondo del lavoro. Anche qui due gli ambiti di intervento. Quello di «sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati» ha come beneficiari i componenti di famiglie con figli minori e priorità per quelle con minori disabili. Grazie ai fondi viene aumentato a 4 mesi il termine entro il quale, terminato il tirocinio, un’azienda può assumere uno degli aventi diritto al sostegno per godere dei benefici di legge. Le misure per «inclusione sociale e lotta alla povertà», invece, dovranno individuare come «persone vulnerabili» coloro che abbiano un Isee da 0 a seimila euro; una età compresa tra i 18 ed i 65 anni, con particolare attenzione alle fasce di età intermedie dai 45 a 55 anni con e/o senza figli minori; essere in stato di non occupazione o disoccupazione certificabile; non avere usufruito del Sia o altri interventi di sostegno. A questo si aggiunge uno speciale Sia per i residenti di nuclei familiari poveri nei comuni del cratere del sisma.
