La sede della ex Maran a Spoleto

di Chiara Fabrizi

Non solo 150 licenziamenti, ma anche la decurtazione del 20 per cento degli stipendi fino al 2020 per i 190 lavoratori che saranno mantenuti. E’ la novità più pesante che viene confermata a margine del primo atto della trattativa per il futuro di Maran, l’azienda del recupero credito in concordato preventivo dal gennaio scorso, che sarà affittata e poi acquistata dagli svedesi di Hoist.

Si tratta per ridurre gli esuberi Maran Il summit fiume, durato più di cinque ore, si è consumato nel quartier generale di Santo Chiodo, presenti i manager del Gruppo scandinavo che hanno confermato gli esuberi comunicati nei giorni scorsi alle organizzazioni sindacali: licenziamento collettivo per 84 lavoratori di Maran con sede sia a Spoleto (circa 70 lavoratori in organico) che a Catanzaro (altri 70 circa), mentre per l’altra azienda R&S gli esuberi sono 66 (190 lavoratori in organico). La reazione sindacale è stato altrettanto netta, con la richiesta di mantenere in toto i livelli occupazionali attuali, ma è chiaro che sarà la trattativa in corso a stabilire la pressione dell’emorragia occupazionale, coi manager di Hoist che avrebbero comunque manifestato disponibilità a discutere sul numero degli esuberi.

Modalità di selezione esubero Da definire, poi, la ripartizione degli 84 licenziamenti previsti tra Spoleto e Catanzaro. Da quanto filtra è probabile che a un terzo dei lavoratori calabresi della Maran venga proposto il trasferimento a Santo Chiodo con stipendio decurtato: la sede meridionale rischia di fatto la chiusura. Sul tavolo anche le modalità di selezione dei dipendenti che resteranno in azienda, che sostanzialmente sarà basata sia sulle previsioni di legge per il licenziamento collettivo, che tiene da conto criteri di anzianità e carichi familiari, ma anche inevitabilmente sulle esigenze tecniche e operative dell’azienda.

Taglio stipendi del 20 per cento fino a 2020 Tuttavia la vera novità, neanche questa buona, è la proposta di decurtazione del 20 per cento dello stipendio di tutti i dipendenti che saranno riassunti da Hoist, sembrerebbe col mantenimento delle condizioni contrattuali, al netto del taglio di un quinto dello stipendio per il prossimo biennio, ossia fino al 2020. Anche sul punto i sindacati hanno acceso il disco rosso, chiedendo il mantenimento dei salari e trovando margini di trattativa coi manager del gruppo svedese, ma è chiaro che all’emorragia occupazionale si sommeranno i tagli agli stipendi, pure qui sarà il confronto in corso a stabilire l’impatto preciso. Convocata per le 18 un’assemblea dei lavoratori, mentre il confronto tra le parti dovrebbe riprendere martedì prossimo.

@chilodice

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