di Daniele Bovi
Oltre 50 mila euro all’anno in più dal 2017 al 2029. La giunta comunale di Perugia nei giorni scorsi ha dato il via libera alla ridefinizione del canone d’affitto che Afas paga al Comune per la gestione delle farmacie cittadine. Nell’ottobre del 2009 infatti tra Afas e Palazzo dei Priori è stato firmato l’atto in base al quale il Comune concede all’Azienda, per venti anni, il ramo di attività che si occupa della vendita al dettaglio sull’intero territorio comunale. All’epoca il canone era stato fissato sulla base di undici punti vendita, con la previsione che in caso di nuovi negozi anche il canone versato da Afas dovesse essere rivisto. E proprio nel 2009 e nel 2012 nel perimetro di Afas entrano anche le farmacie di Pila e di Olmo, senza però che l’affitto venga innalzato.
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L’accordo Questo non per una dimenticanza o per un favore concesso all’Azienda, bensì per il fatto che i bilanci 2011 e 2012 si erano chiusi con un rosso rispettivamente da 142 mila e 166 mila euro. Da allora a oggi, però, le cose sul fronte dei conti sono migliorate in modo significativo: già a partire dal 2013 il bilancio è tornato in territorio positivo con un più 126 mila euro, seguito da risultati sempre più incoraggianti nel 2014 (+154 mila euro), nel 2015 (+273 mila euro) e nel 2016 (+520 mila euro). Con questi numeri davanti il Comune ha affidato ai suoi uffici la quantificazione dell’incremento del canone, fissato in 57 mila euro per ogni anno dal 2017 al 2029, per un totale di 726 mila euro. Una cifra che Afas si è impegnata a pagare nell’arco dei prossimi 24 mesi, il che rappresenta un evidente vantaggio per il Comune sia in termini di maggiore liquidità a disposizione sia in vista di ipotetici futuri mancati pagamenti, che Afas potrebbe non fare per qualche difficoltà economica.
Twitter @DanieleBovi
