foto Monia Canavari

di Marta Rosati

«Acciai speciali Terni è un’azienda alla quale ero interessato da tanto tempo, l’ho seguita da vicino per tanti anni perché rappresentava e rappresenta un complemento a quello che è il nostro prodotto a Cremona. C’è un bel da fare perché quella azienda è stata mutilata dai tedeschi ma mantiene i suoi fondamentali e da quelli partiamo». Così Giovanni Arvedi in una lunga intervista rilasciata nel corso dell’iniziativa ‘Bilanci d’acciaio 2022’ organizzata e promossa da Siderweb, la community dell’acciaio che ha riunito a Milano, al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo Da Vinci, alcuni tra i principali attori della filiera siderurgica in Italia. Tra una stoccata alla politica e una alla precedente proprietà del sito umbro, si propone ancora una volta nella sua dimensione più cristiana, con accenni alle questioni più squisitamente tecniche della produzione in una lucida analisi di contesto, non risparmiando qua e là qualche battuta autoironica: «Non so alla mia età cosa mi abbia fatto dire di sì anche a questo appuntamento» esordisce e quando supera la mezz’ora commenta: «Temo di avere sufficientemente annoiato». In un passaggio, sempre con tono critico verso i decisori politici dice: « Si sta sacrificando il lavoro ed è gravissimo. Non solo gli imprenditori stanno facendo miracoli, anche gli operai».

L’INTERVISTA INTEGRALE: IL VIDEO

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Caro energia Chiamato dal giornalista Lucio Dall’Angelo a commentare le attuali condizioni produttive e geopolitiche e guardando al prossimo futuro, il numero uno di Ast ha detto: «Siamo positivi, anche perché non conosco pessimisti che hanno avuto successo. Abbiamo conosciuto buoni bilanci per un biennio e ora scontiamo importanti difficoltà ma l’acciaio resta il simbolo dello sviluppo del Paese. Il nostro continente – ha detto a proposito dell’Europa lanciando un messaggio ai decisori Ue – ha poche materie prime e non ha indipendenza energetica, ma credo sia un problema risolvibile, la questione è politica. Siamo vittime di una speculazione insopportabile dalla quale traggono vantaggio pochi Paesi. Il 2022 è figlio della fine del ’21; un anno difficile, da affrontare col massimo delle forze. Fare previsioni, considerate le variabili e la velocità di cambiamento che caratterizza il nostro mondo, è impossibile. Io ho fiducia da imprenditore – ha detto con tono rassicurante -. Ho fiducia nel popolo italiano, nel talento che vanta. Se ci lasciassero lavorare senza speculazioni non ci ritroveremmo nemmeno in queste condizioni. Tutta la massa di denaro sciupato per l’energia intanto se ne è andato; non c’è più per gli investimenti».

Acciaio Da innovatore è stato chiesto ad Arvedi cosa si aspetta dal domani: «Tecnologia e tecnica – ha detto – sono fondamentali ma pur sempre secondarie. Prioritario è lo spirito. La nostra tecnologia – ha detto a proposito del metodo Isp-Esp che lo ha reso celebre in tutto il mondo – si basa sull’equilibrio e la simmetria, si ispira all’essenza della natura, restituisce omogeneità e sostanza combinate ovviamente con studio e ricerca. Quanta energia e quanto spazio sciupato mi sono detto osservando altri stabilimenti. Spirito e valori non hanno limiti – ha detto il destinatario dell’ultimo Premio San Valentino a Terni -, vanno oltre la dimensione». Non sono mancati riferimenti all’ambiente  e alla geopolitica: «La sostenibilità – ha ammonito Arvedi – è un dovere da parte di ciascuno di noi. Dio ci ha dato questo meraviglioso pianeta da gestire e abbiamo una grande responsabilità. La questione è culturale prima ancora che industriale. Peccato che troppo spesso la siderurgia venga dipinta come brutta e sporca. La verità è che gli impianti non possono essere abbandonati a loro stessi».

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