giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 07:05

Ast, Parigi-Roma: martedì all’Ocse, mercoledì al Mise per l’intesa

‘No corruption zone’, l’acciaieria di Terni partecipa al workshop come esempio per altre aziende

Altra esperienza all’Ocse per Acciai Speciali Terni che ha partecipato come business speaker al ‘Workshop on bribary in export credits’ che si è svolto martedì mattina presso la sede dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico di Parigi, alla vigilia del tavolo ministeriale decisivo per il fututo industriale del sito siderurgico ternano.

Ast all’Ocse Facilitare le discussioni tecniche tra governi, agenzie di credito all’esportazione, banche multilaterali
di sviluppo, mondo del business e Transparency International sulle misure per scoraggiare la corruzione nelle transazioni commerciali internazionali, attraverso la condivisione dei modelli anti corruzione e delle idee per il futuro. È stato questo lo scopo del workshop. A presentare il suo modello contro la corruzione e offrire dunque le proprie raccomandazioni sul tema c’era anche Ast chiamata a partecipare come business speaker attraverso l’intervento di Nicola Allocca, Ast governance director e membro della task force contro la corruzione del Biac (l’associazione che rappresenta l’industria all’interno dell’OCSE).

Acciai speciali Terni Nicola Allocca ha presentato il percorso anti corruzione di Ast, un iter volto a costruire un insieme di standard e valori comuni che promuovano la cultura dell’integrità, della trasparenza e della sostenibilità,
per arrivare a edificare una ‘No Corruption Zone’, ovvero rendere Ast un terreno dove sia impossibile perpetrare la corruzione. «Non c’è trade off tra performance e control, risultati e regole, business e valori: questo è il primo presupposto per creare una No Corruption Zone», ha spiegato, illustrando gli strumenti che l’azienda utilizza per combattere la corruzione. «Siamo costantemente impegnati nella diffusione dei valori in cui crediamo – ha sottolineato Allocca – Abbiamo definito e comunicato a tutti regole certe e oggettive e abbiamo previsto un sistema sanzionatorio basato sui concetti di tolleranza zero, imparzialità e gradualità delle sanzioni». Un Sistema di Controllo Interno in continua evoluzione è il principale alleato per gestire il rischio di corruzione con un approccio selettivo e integrato, anche attraverso nuove tecnologie che consentono il monitoraggio continuo sulla totalità dei dati. «Incoraggiamo ad uscire dall’ombra – ha aggiunto – per essere uniti contro la corruzione chiediamo a tutti di segnalare comportamenti illeciti utilizzando gli strumenti che abbiamo messo a disposizione». Seguendo questo modello, Ast mira a diventare una ‘No Corruption Zone’, un esempio per le altre aziende, la sua presenza di oggi all’Ocse rappresenta un importante segnale.

Tavolo al Mise Mercoledì la stessa azienda è invece convocata a Roma per l’ennesimo confronto ministeriale, quello teso a siglare una volta per tutte l’intesa coi sindacati sul piano industriale (occupazione, investimenti, volumi produttivi) e sul contratto integrativo. Pochi i dettagli che trapelano ma di sicuro c’è che dopo cinque incontri in vista del ritorno al Mise, poi ore e ore di confronto proprio al ministero dello Sviluppo economico, le distanze tra i vertici Ast e le organizzazioni sindacali si sono sensibilmente accorciate.

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