martedì 12 novembre - Aggiornato alle 00:26

Ast al Mise, ‘piano ponte’ e ipotesi accordo anche su integrativo: nuovo summit il 12

Riunione fiume, Di Maio assente e istituzioni umbre  restano in ascolto. Burelli: «Polivalenza sì ma non selvaggia»

  1. di Marta Rosati

In quello che è stato definito per Ast Terni un ‘piano ponte’ in vista di un riassetto societario della casa Thyssenkrupp, si parlava di licenziamento collettivo per una cinquantina di lavoratori del reparto impiegatizio amministrativo «per neutralizzare lo squilibrio creatosi già nel 2014 con la fuoriuscita volontaria di numerosi dipendenti, soprattutto operai». Ma su richiesta dei sindacati, dopo lunghissima discussione, ci sarebbe l’impegno dell’azienda a mettere nero su bianco una nuova formula secondo le osservazioni avanzate dalle forze sociali. Le parti procederanno alla redazione di verbali di riunione da sottoporre nell’immediato ai lavoratori in assemblea. La principale novità, emersa dopo quasi dieci ore di confronto, riguarda la disponibilità economica mostrata dall’azienda. La piattaforma integrativa non è più una chimera. Il 12 giugno si torna al Mise per l’eventuale sottoscrizione di un accordo, ormai vicino.

Piano ponte Confermato, intanto  il volume di investimenti sia sugli impianti che in materia ambientale, poi c’è la novità ‘obbligata’ cui fa riferimento il management dell’acciaieria di viale Brin: una spinta commerciale per aggredire il mercato. La piattaforma integrativa, che sembrava dovesse restare fuori dalla discussione in sede ministeriale, nelle riunioni in forma ristretta è un argomento sul quale sono stati compiuti passi in avanti e soprattutto sull’erogazione del premio, che dovrebbe attestarsi sulla cifra dello scorso anno, non pare esserci l’ombra del temuto TkVa, ma le modalità e gli importi saranno dettagliati nell’ipotesi di accordo dedicata.

Thyssenkrupp-Ast Si è aperto attorno alle 11 di giovedì e il tavolo ministeriale dedicato alla discussione del piano industriale di Acciai speciali Terni. Dopo l’intervento del Ceo di Thysssenkrupp Italia e amministratore delegato di Acciai Speciali Terni Massimiliano Burelli, al ministero dello Sviluppo economico, di fronte al vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, vista l’assenza del ministro Di Maio nonostante l’accorato invito arrivato dall’Umbria le settimane passate, hanno parlato i sindacati affinché lo stesso ingegnere entrasse più nello specifico delle questioni Ast, incalzato anche da Sorial. Non è mancato il riferimento alla mancata joint venture con Tata: «Per noi un fatto tutto sommato positivo perché abbiamo possibilità di creare sinergie interne a Thyssen tra produttori di acciaio». Alla missione fallita è seguito l’abbandono dello split: «Non più suddivisione in due società – ha ricordato Burelli – ma è innegabile che ci sia necessità di un riassetto societario».

Al Mise Sui contenuti del piano industriale ponte la direzione aziendale di viale Brin aveva sostanzialmente confermato le misure precedentemente annunciate, compresi una cinquantina di esuberi individuati tra gli impiegati e la stabilizzazione di altrettanti lavoratori interinali, ma il capitolo è ancora tutto da chiarire. Quanto ai volumi produttivi, l’obiettivo del milione di tonnellate di fuso è fissato per il prossimo anno; per il 2019 sembra impossibile superare le 940 mila tonnellate. L’amministratore delegato Burelli inoltre ha riferito sul modello della ‘polifunzionalità‘, con dipendenti multitasking, che ha già creato qualche mal di pancia: «Non sarà selvaggia, casomai tesa a rispondere al meglio al mercato» ha garantito, assieme alla volontà di migliorare le relazioni sindacali e soprattutto di potenziare la struttura commerciale per aggredire il mercato. Se qualcuno pensava di arrivare alla sigla di un accordo che coinvolgesse tutti i soggetti del 2014, si sarà alzato dal tavolo probabilmente deluso: la voce delle istituzioni che alla vigilia avevamo definito ‘incognita’, è rimasta tale. Presenti il dirigente della Regione Rossetti, il sindaco di Terni Latini e l’assessore all’Ambiente Salvati; nessuno è intervenuto.

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