Ha combattuto contro un tumore che però negli ultimi due mesi si è aggravato fino alla morte del 10 novembre. Ray Lovelock, 67 anni, è deceduto nel borgo di Trevi, che amava fino al punto di prediligerlo come luogo della sua quotidianità, dove ha vissuto gli ultimi giorni. I funerali si terranno sabato alle 14.30 alla chiesa di Sant’Emiliano.
Profilo Il volto noto del grande e piccolo schermo, era nato a Roma da papà inglese, ha svolto la carriera di cantante – riporta il suo profilo di Wikipedia – per un breve periodo della sua vita (circa tre anni), pur continuando la professione di attore che in seguito diventerà l’unica della sua carriera, brillantemente sviluppatasi sino al teatro a partire dalla seconda metà degli anni 2000. Il nome e cognome stranieri sono dovuti alla nazionalità inglese del padre. Nel 1967, al diciassettenne Raymond Lovelock, aspirante attore che aveva già lavorato come comparsa e attore di fotoromanzi, viene affidata la prima vera parte nel film western ‘Se sei vivo spara’ . Per il primo lavoro importante deve attendere l’anno successivo, il 1968, quando viene scritturato per ‘Banditi a Milano’, diretto da Carlo Lizzani: in questo film, Lovelock interpreta Donato Lopez detto Tuccio, il minorenne della banda che terrorizza la città. Nello stesso periodo, con il vero nome, si dedica all’attività musicale, cantando nel complesso del suo collega Tomas Milian (il Tomas Milian Group, che incide per la Cbs), incidendo da solista per la Cgd e componendo anche alcune canzoni per le colonne sonore dei film ‘Il delitto del diavolo’ (Le regine) e ‘Uomini si nasce poliziotti si muore’.
Cinema e tv Tra i suoi film più famosi, l’americano ‘Cassandra Crossing’ (1976) di George Pan Cosmatos. È di quel periodo anche il filone poliziesco che lo vede in lungometraggi come Squadra volante (1974), ‘Uomini si nasce poliziotti si muore’ (1976), Pronto ad uccidere (1976). Solo cinema fino al 1980, poi il primo lavoro televisivo: ‘La casa rossa’, diretto da Luigi Perelli. Da allora, seguono sceneggiati per il piccolo schermo quali ‘L’amante dell’Orsa Maggiore’ (1982), ‘I due prigionieri’ del 1984 (con Cochi Ponzoni) in cui l’attore è diretto da Anton Giulio Majano. Un anno dopo, è fra i protagonisti di ‘A viso coperto’; segue ‘Mino – Il piccolo alpino’ (1986), diretto come il precedente da Gianfranco Albano. Seguono poi ‘Solo’ (1989), ‘Uomo contro uomo’ (1989) e ‘La piovra 5 – Il cuore del problema’ (1990) in cui interpreta un agente americano nella prima puntata ambientata a New York.
Alcuni particolari Altri lavori in tv: Un bambino in fuga tre anni dopo del 1991, ‘Il coraggio di Anna’ (1992), Delitti privati (1993), ‘Mamma per caso’ del 1997 (al fianco di Raffaella Carrà), storia di due giornalisti legati sentimentalmente diretta da Sergio Martino. In quello stesso anno, è anche nei film tv ‘Dove comincia il sole’ e ‘A due passi dal cielo’, quest’ultimo, diretto ancora da Sergio Martino, sulla difficile realtà delle adozioni. Nel 1998 è in ‘Primo cittadino’ e, nel 1999, nella prima serie di ‘Commesse’ nel ruolo dell’amante di Nancy Brilli. Nel 1999-2000 prende parte al telefilm ‘Turbo’ e nel 2000-2001 alla soap opera ‘Ricominciare’. Nel 2001 è la volta di ‘Giulia e Marco’, inviati speciali, con Barbara De Rossi. Nello stesso anno entra in ‘Incantesimo’ (quarta, quinta e sesta stagione) in cui interpreta l’ex marito di Giovanna (Paola Pitagora) e nel 2004 appare in un episodio della quarta stagione di ‘Don Matteo’. Pochi e da dimenticare i titoli cinematografici successivi al 1980: ‘Murderock – Uccide a passo di danza’ (1984, caricatura horror di Flashdance) di Lucio Fulci, Mak π 100 (1987) di Antonio Bido, ‘Villa Ada’ (1999) di Pier Francesco Pingitore e ‘Il fratello minore’ (2000) di Stefano Gigli. Ha fatto parte della ‘Italian Attori’ ed è stato un grande tifoso della Lazio, come ha dichiarato lui stesso.

Ho avuto modo di conoscerlo poco più di 25 anni fa, nel corso di un fotoromanzo della lancio. Mi era sembrato un tipo un po’ sfuggente ma molto attento. Mi dispiace che se ne sia andato così presto. Ho una preghiera in serbo per lui. Non la mancherò