Città di Castello avrà piazza Alberto Burri. Il primo passo è stato compiuto con il nuovo accordo di programma che la Fondazione Burri ha proposto al Comune che «dirà di sì» ha annunciato sabato, nel corso di una conferenza stampa, il sindaco Luciano Bacchetta. Bacchetta insieme al presidente della Fondazione Bruno Corà ha presentato il progetto e i tempi di realizzazione. Per il sindaco si tratta di «una svolta epocale per la città, per l’impatto sul fronte culturale, urbanistico e di appartenenza». Per Corà piazza Burri sarà «un grande magnete per l’arte contemporanea, una calamita mondiale che finanzierà i giovani talenti». «Un centro artistico unico – ha aggiunto – tra tutti quelli che ci sono in Europa. Città di Castello per l’Umbria del 21esimo secolo sarà quello che Spoleto è stato nel 20esimo».
«L’UMBRIA PUNTI SUL SUO ESSERE CULLA DELL’ARTE CONTEMPORANEA»
Il progetto La piazza pensata da Burri ridisegnerà l’attuale Piazza Garibaldi. «Al posto della scuola è prevista una struttura nera di 16 mila metri cubi con altezza al punto massimo di 20 metri, lunghezza 58 metri e profondità 16, a distanza verrà collocata l’opera TeatroScultura, cinque arcate su base circolare con diametro 14 metri e altezza nove, che unirà in una ideale linea retta i manufatti a Palazzo Albizzini» ha spiegato il progettista della piazza Tiziano Sartenaesi sulla base del modellino realizzato dal Maestro. «La struttura – ha aggiunto – sarà in materiali moderni a tre piani di 735 metri quadrati e uno interrato per un totale di 3 mila metri quadrati». In tutto serviranno 15 milioni di euro (altri 15 è valutato il Teatro della scultura), finanziati dalla Fondazione e dalla società accreditata a operare per interesse istituzionale dalle autorità degli Emirati Arabi, che, insieme, dentro la struttura, gestiranno «Alveare», un centro internazionale per la promozione di grandi progetti e grandi talenti.
I tempi La proprietà, grazie all’articolo 20 del Codice dei contratti, rimarrà al Comune. Quanto ai tempi, si punta al taglio del nastro nella tarda primavera del 2020, con un percorso che prevede l’ok all’accordo di programma entro l’estate, la progettazione esecutiva entro il primavera del 2019 e un anno per i lavori. A quel punto diventerà realtà quello che il vicepresidente della Fondazione Rosario Salvato ha chiamato «l’ultimo sogno di Burri non ancora realizzato, dopo il Catalogo generale, i tre musei, il Teatro Continuo di Milano e il Cretto di Gibellina».
Bacchetta e Corà «Quando sono diventato sindaco – ha sottolineato Bacchetta – piazza Burri sembrava inimmaginabile e posi da subito questo obiettivo che sembrava utopico come il principale della mia vita politica. Siamo a una svolta epocale, perché realizziamo un progetto del maestro Burri e la terza piazza della città, dopo Piazza Gabriotti e Matteotti. Sarà un’opera d’arte a cielo aperto e di questo devo ringraziare da una parte la Fondazione Burri che si è spesa in maniera encomiabile, dall’altra il nostro segretario comunale Bruno Decenti che è riuscito a individuare la strada giuridica». Per il presidente Corà è un’opera unica per tre ragioni: «Qualificazione urbanistica della città, dono postumo di Burri, sede del progetto Alveare, un soggetto dedicato ad accogliere la nuova concezione dell’arte ed attuarla, un luogo dove una commissione di studio internazionale selezionerà e sosterrà la realizzazione dei progetti più interessanti con l’intenzione di dare vita a una collezione di arte. L’attività di Alveare partirà contestualmente alla Piazza, che, una volta finita, va subito abitata».

Gli arabi che comprano un’altro pezzo della nostra Italia per collocare in una piazza un mostro di disgusto artistico per niente inerente alla bellezza di dei palazzi antichi che si affacciano nella piazza !!
Cara Tamara,
“un mostro di disgusto artistico” la trovo però una frase non attuale,
ricorda più le avanguardie, in modo specifico il Surrealismo… definire
MOSTRO il progetto di uno dei più grandi Maestri del ‘900, un
vanto per Città di Castello, l’Italia e per il mondo intero… un MOSTRO:
una piazza di grande valore storico/artistico chiamata dai Tifernati “dei Pullman” (e
non sto a spiegare il motivo)… un nuovo “rinascimento”, una riqualificazione,
un’opportunità di sviluppo e crescita: un MOSTRO…
Il Mostro semmai è la nuova struttura, la quale andrebbe ridimensionata in altezza e
lunghezza.
Viabilità.Che progetto è previsto? si rischia il caos su tutta la zona di via Lapi.
La pochezza del progetto e la bruttezza dello stesso contrastano con la bellissima facciata del palazzo Vitelli e penalizzeranno Città di Castello. Quel palazzotto nero è brutto ed il progetto della piazza inadeguato anche se a firma Burri e gli interessi dietro non sono chiari.