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di Massimo Colonna

«Sarà uno spazio aperto alle donne che vorranno denunciare casi di violenza. Un centro sempre aperto, a disposizione di tutte le forze dell’ordine, che vuole rappresentare un nuovo passo avanti nella lotta contro questo tipo di fenomeno». Così i rappresentanti delle istituzioni hanno inaugurato il nuovo spazio all’interno della caserma dei carabinieri di Terni, al termine di una cerimonia organizzata dal Soroptimist di Terni con il comando dell’Arma.

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I valori Tanti rappresentanti delle istituzioni presenti, tra gli altri, Anna Rita Manuali, presidente del Soroptimist Terni, il prefetto Angela Pagliuca, il vicesindaco del Comune di Terni Francesca Malafoglia, il vescovo Giuseppe Piemontese, il questore Carmine Belfiore, i rappresentanti dell’Arma dei carabinieri a cominciare dal comandante provinciale Giovanni Capasso. «Ogni donna – ha spiegato la presidente Manuali – per essere se stessa ha bisogno di una stanza tutta per sé. Per questo ringraziamo tutte le istituzioni che ci hanno accompagnato in questo percorso perché siamo consapevoli di apportare a tutta la comunità un beneficio, perché la violenza sulle donne riguarda tutta la comunità».

Consapevolezza Dai dati forniti da Soroptimist nazionale In quattro anni in Italia sono state uccise 500 donne. «Voglio ringraziare – ha spiegato la Malafoglia – tutti i rappresentanti delle istituzioni qui presenti perché questo nuovo spazio rappresenta un modello della capacità di essere presenti sul territorio, di essere vicino alla comunità in cui ogni giorno tutti noi viviamo. La dimensione di mettersi in gioco non è mai scontata e questo gesto rappresenta molto per la nostra comunità».

Il comandante «Abbiamo lavorato tutti insieme – ha spiegato il comandante Capasso – in modo da poter avere a disposizione questo spazio che si trova qui all’interno della nostra caserma ma che sarà a disposizione di tutte le forze dell’ordine. Sarà uno spazio in cui le donne potranno trovare un punto di riferimento che magari possa alleviare il disagio di trovarsi in una situazione complicata, e magari spingerle a rivolgersi alle forze di controllo del territorio. Da questo punto di vista è importante avere una rete antiviolenza nazionale che funziona sul territorio e che permette anche un lavoro migliore alle forze dell’ordine».

@tulhaidetto