di M.R.
Restano in carcere, come disposto dal giudice del Tribunale di Terni Barbara Di Giovannantonio, i due 18enni, Andrea Reka e Omar Kounounou, ritenuti responsabili della rapina a mano armata commessa ai danni del punto Conad di Arrone, per i quali è stato convalidato il fermo. Questa la decisione del giudice, sulla base dell’impianto accusatorio elaborato dal Pm Raffaele Pesiri. I due giovani, difesi dall’avvocato Francesco Mattiangeli e Lorenzo De Luca del Foro di Terni, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il legale Mattiangeli, al netto di quanto disposto dal magistrato, studierà il da farsi in relazione ad azioni risarcitorie nei confronti della persona offesa e alla luce del fatto che il suo assistito è all’ultimo anno di scuola superiore, iscritto a Geometri.
La ricostruzione dei fatti I due, secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera dell’8 aprile scorso, con volto travisato, hanno fatto irruzione nel negozio e minacciando il titolare e la dipendente con una pistola, all’ora di chiusura, si sono impossessati del denaro presente in cassa, alcune migliaia di euro, non prima di colpire violentemente alla testa il proprietario del supermarket con il calcio dell’arma. L’uomo, dopo una prima medicazione sul posto ha avuto bisogno delle cure ospedaliere: per la ferita riportata sono stati necessari ben trenta punti di sutura. Ad agire, assieme ai due, un terzo soggetto che non sarebbe stato ancora identificato. I 18enni intanto restano in carcere e nonostante la giovanissima età, non si tratta della loro prima esperienza dietro le sbarre. Se infatti il giudice ha disposto la custodia cautelare per pericolo che commettano ancora simili reati, giova ricordare come già la scorsa estate gli stessi si erano resi protagonisti di un’altra rapina violenta, quella volta ai danni di un commerciante di Rimini.
Arrone Ancora scossa per l’accaduto, la comunità del piccolo paese della Valnerina, sotto choc anche per quella foto, postata sui social a poche ore dal fatto di sangue, dei due 18enni con un mazzo di soldi in mano. Immagine che ha rimandato subito al denaro sottratto a una storica attività locale, da sempre punto di riferimento per i residenti. Soddisfatto il sindaco del paese per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine.
