giovedì 16 agosto - Aggiornato alle 23:19

Perché tante auto si ribaltano? L’esperto: «Telefoni, velocità e impreparazione alla guida»

Il presidente Aci Perugia, Ruggero Campi: «Si frena e si sterza improvvisamente e alcuni modelli d’auto non aiutano. Nei corsi di guida sicura si insegna a reagire»

Auto ribaltata

di Ivano Porfiri

Giovedì mattina un’auto si è ribaltata tra Petrignano d’Assisi e Bastia. Pochi giorni fa una Panda guidata da un 33enne è finita a testa in giù a Casamorcia e una Audi si è ritrovata su una fiancata a San Martino in Campo. Ma l’elenco, a voler continuare, sarebbe lunghissimo. Non esistono statistiche a dare conferma, ma l’impressione che sempre più auto si ribaltino a seguito di incidenti stradali non è solo del cronista. Colpa delle auto o di chi guida? Il presidente dell’Automobile club d’Italia di Perugia, Ruggero Campi, punta il dito contro telefonini e altre distrazioni mentre si è al volante.

Presidente, perché tante auto si ribaltano?
«Un ribaltamento è quasi sempre correlato a un mix tra velocità e una distrazione. Ci si ravvede in modo brusco e allora si frena, spostando il peso tutto sull’avantreno poi si sterza e allora il telaio scarica su un angolo e la vettura diventa completamente incontrollabile e si stacca da terra».

Ma le auto moderne non dovrebbero essere a prova di ribaltamento?
«Dipende. Certo, oggi ci sono tutta una serie di sistemi come l’Esp che bilanciano la frenata, evitando di scaricare il peso in modo troppo brusco. Tuttavia, ci sono auto e auto, alcune hanno un bilanciamento migliore, altre peggiore. Specie quelle con baricentro più alto e con passo più corto, che trasferiscono più velocemente il peso verso l’avantreno. È come sedere su uno sgabello o su un divano, è evidente che il primo tenda a ribaltarsi più del secondo in caso di manovra brusca».

Ci sono stati anche casi eclatanti ritirate dal mercato perché si ribaltavano.
«Sì, sono successi episodi come quello delle Mercedes Classe A, a cui si è posto rimedio montando l’Esp e spostando il baricentro. Ma nell’ordinario io direi che pesa di più l’errore umano che l’aspetto tecnologico».

Le distrazioni oggi sono sempre di più per chi guida, nonostante le sanzioni pesanti.
«Esatto. I telefonini su tutte, ma anche i navigatori. Del resto basta guardare le pubblicità e si vede come si promuovono più gli accessori che la vettura. Una gran parte degli incidenti è causata dalle distrazioni, una telefonata un messaggino e quando si alza la testa si cerca di correggere la situazione all’improvviso e in modo irrazionale».

E invece come ci si dovrebbe comportare?
«Innanzi tutto, si dovrebbe guidare e basta in uno stato psicofisico adatto. Ma se proprio si affronta un pericolo improvviso si dovrebbe evitare la frenata brusca: mantenere la velocità costante e correggere senza falsare la distribuzione dei pesi per evitare uscite di strada e ribaltamenti. Nei corsi di guida sicura si chiama ‘Prova dell’alce’ e a me è stata molto utile, qualche tempo fa, quando mi sono trovato davanti improvvisamente un istrice in autostrada».

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