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giovedì 18 agosto - Aggiornato alle 00:26

La truffa dietro gli alimenti per celiaci: indebiti rimborsi per quasi mezzo milione

La Procura di Perugia indaga una società che commercializza prodotti senza glutine: «La Usl è stata indotta in errore»

di En.Ber.

Con l’accusa di truffa sono indagati dalla Procura di Perugia una società di Corciano che commercializza prodotti senza glutine e la sua legale rappresentante, una romena di 41 anni: vengono ritenuti responsabili di aver «indotto in errore la Usl di Perugia sul rimborso del prezzo di alimenti dispensati a soggetti celiaci». Stando ai calcoli indicati negli atti giudiziari per il quadriennio che va dal 2016 al 2019 il presunto ingiusto profitto ammonterebbe a oltre 415 mila euro.

Le indagini Il pm Gennaro Iannarone contesta una serie di violazioni formali che avrebbero portato all’erogazione da parte del Sistema sanitario nazionale di «somme non spettanti» alla società: in primo luogo – stando alla ricostruzione – è stata violata la norma che riconosce il diritto ai soggetti affetti da celiachia all’erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine» e poi quella che «prevede il rilascio ai soggetti celiaci di ‘buoni spesa’ validi esclusivamente nel mese di riferimento».

Il bonus del 10% Dalle indagini è emerso che per «fidelizzare» i clienti veniva applicato «un bonus del 10 per cento ai celiaci che spendevano l’intero contributo mensile presso la società indagata», cosa che consentiva loro di «acquistare, con il credito maturato in forza della cessione del contributo, prodotti diversi da quelli previsti nel Registro nazionale dei prodotti». Così – si legge nelle carte – venivano formate «false fustelle a lettura ottica apposte ai moduli di rimborso di prodotti non effettivamente erogati a soggetti aventi diritto o comunque diversi da quelli erogabili a spese del Ssn». Insomma, venivano venduti prodotti in tutto o in parte diversi, e richiesto il rimborso alla Usl per prodotti effettivamente non erogati agli aventi diritto. La Usl Umbria 1 di Perugia, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Maccarone, è considerata persona offesa nel procedimento penale incardinato davanti al gup Piercarlo Frabotta. L’imputata è difesa dall’avvocato Chiara Brunori, la società da Serena Brachetti(d’ufficio) .

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