giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 02:39

Incendio, Arpa: concentrazione benzene 20 volte superiore a norma. Ordinanza estesa a Ponte Valleceppi

Primi risultati delle analisi: più bassi i valori di tetracloroetilene e xilene. Attesa per valori diossine. Nuovo sopralluogo degli inquirenti

«Le prime analisi relative all’inquinamento dell’aria a seguito dell’incendio dell’impianto di trattamento rifiuti Biondi Recuperi Ecologia di Ponte San Giovanni evidenziano la presenza di benzene (20  µg/m3) in concentrazioni 20 volte superiori rispetto a quelle rilevate di norma in ambiente urbano. Tetracloroetilene e xilene sono invece presenti in concentrazione inferiori a 10 µg/m3». Lo afferma l’Arpa Umbria alla luce dei primi risultati analitici sui campioni prelevati nelle ore immediatamente successive al divampare del rogo. Si tratta si elementi importanti, ma considerati quasi “normali” alla luce dell’incendio.

Attesa per le diossine Il Laboratorio multisito dell’Agenzia è impegnato a completare le analisi sul particolato per la determinazione di diossine, PCB, IPA e metalli, quelli che daranno elementi più significativi sull’impatto ambientale, e che potrebbero arrivare già nella serata di mercoledì. Da quanto trapela si sarebbero rilevate tracce di diossina, vista la combustione di plastiche, ma sarà decisivo sapere il livello di concentrazione.

Le aree interessate Arpa Umbria ha inoltre condotto lo studio di simulazione della dispersione degli inquinanti, che conferma come «le aree di ricaduta degli inquinanti siano quelle interessate dalla direzione prevalente del vento durante l’incendio. In attesa delle analisi dei campioni prelevati in tali aree, si può ritenere che l’impatto maggiore possa verificarsi dalla zona industriale fino all’abitato di Ponte San Giovanni, mentre un impatto possibile, ma di minore intensità, potrebbe interessare l’abitato di Ponte Valleceppi».

Ordinanza e indagini Con l’analisi di Arpa sul tavolo la giunta comunale nel pomeriggio di mercoledì ha deciso di estendere i divieti dell’ordinanza anche all’area di Ponte Valleceppi. «In tutte le citate zone – scrive il Comune – è confermata, sempre in via cautelativa, la necessità di provvedere alla verifica dei filtri e alla eventuale manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione meccanica con prelievo di aria dall’esterno. Arpa e Usl hanno ribadito l’impegno a completare rapidamente una prima campagna di campionamenti di materiali vegetali a uso umano/zootecnico; i risultati delle determinazioni analitiche saranno prontamente trasmessi non appena disponibili e ne verrà data informazione alla popolazione interessata». Sempre nel corso della giornata di mercoledì a Ponte San Giovanni c’è stato un nuovo sopralluogo degli inquirenti, a cui spetta il compito di stabilire cosa o chi abbia provocato il rogo di domenica; un’indagine nell’ambito della quale continuano le acquisizioni di testimonianze e l’analisi dei filmati delle telecamere.

Le domande del M5s Dal fronte politico intanto arrivano le dieci domande ad azienda, Arpa e Regione da parte dei consiglieri regionali del M5S. Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari chiedono se l’azienda rispettava o no i volumi limite di conferimento giornalieri dei rifiuti e il tempo massimo di detenzione, se riuscivano a essere venduti sul mercato, se già nel 2016 c’era stato un altro incendio, se sono sono state rispettate le prescrizioni fatte all’epoca da Arpa e a quanto ammontano le polizze fidejussorie della Biondi e chi pagherà il possibile danno ambientale-sanitario.

Il ruolo della Regione In più i due consiglieri vogliono sapere quando è stata l’ultima ispezione di Arpa, quante e quali visite sono state fatte dalle forze dell’ordine, se è vero che in Arpa non esiste la reperibilità del servizio di controllo emissioni in atmosfera da mezzo mobile (che sarebbe perciò arrivato a Ponte San Giovanni solo alle 23.30 di domenica) e se l’Agenzia abbia eliminato la reperibilità del servizio laboratorio nelle giornate di sabato e domenica. Altre sottolineature i due le fanno anche nei confronti della Regione, mettendo l’accento sull’aumento dei quantitativi massimi autorizzati, passati dalle 112 mila tonnellate del 2011 alle 144 mila del 2018, e sul fatto che l’impianto non sia stato messo tra quelli a rischio di incidente rilevante.

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