mercoledì 26 giugno - Aggiornato alle 03:55

Vaccini, verso il ritorno dell’obbligo per la scuola: 1.400 inadempienti in Umbria

La copertura aggiornata: esavalente e trivalente oltre il 95 per cento. A Perugia 16 no vax rinunciano all’asilo nido

©Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

Per iscriversi a scuola bisognerà essere vaccinati. Con un nuovo emendamento al Milleproroghe firmato dai relatori del decreto, Vittoria Baldino e Giuseppe Bompane, del Movimento 5 stelle, si va verso il ribaltamento di quello approvato al Senato che consentiva per questo anno scolastico una deroga per entrare all’asilo nido e alla scuola materna anche ai bambini non vaccinati. Si recepiscono così il parere di tutto il mondo scientifico ma anche il parere delle Regioni, come l’Umbria, che si battono da tempo per il mantenimento dell’obbligo per l’ingresso a scuola e minacciavano il ricorso alla Corte costituzionale.

Come funziona Con l’ok al nuovo emendamento nido e materna restano inaccessibili per chi non è vaccinato, anche se rimane l’autocertificazione per attestarlo (ma chi dichiara il falso è a rischio denuncia, se scoperto). Per i più grandi (7-16 anni) i non vaccinati possono frequentare ma con una sanzione da 100 a 500 euro.

La situazione in Umbria L’Umbria è una delle regioni a più alta copertura. Secondo gli ultimi dati Epicentro, il portale dell’Istituto superiore di sanità che monitora la situazione, il quadro aggiornato al 28 febbraio 2018 è il seguente per bambini al 24° mese di età. Per l’esavalente: il vaccino per la poliomielite ha una copertura del 95,8 per cento, per la difterite al 95,74, per il tetano al 95,8, per la pertosse al 95,74, per l’epatite B al 95,82, per l’Hemophilus B al 95,66. Per gli altri quattro obbligatori: quello per il morbillo è al 94,53, per la parotite al 94,51, la per rosolia al 94,51, per la varicella all’1,97 (ma è diventato obbligatorio di recente, solo per i nati dal 2017). I non obbligatori: il Meningococco C coniugato è al 92,3, il pneumococco coniugato al 94,28. Il vaccino antinfluenzale negli anziani ultra 65enni è al 63,4 (l’Umbria è la regione col dato più alto d’Italia, mentre il Papilloma virus è al 49,92 di donne vaccinate con ciclo completo (dato al 31/12/2017 tra le nate nel 2005). L’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini precisa: «Secondo dati aggiornati al 30 giugno 2018, trasmessi al Ministero della Salute, per i bambini nati nel 2014 le coperture vaccinali per l’Esavalente hanno raggiunto il 96,4 per cento mentre il Trivalente il 95,93 per cento. Per i nati nel 2015, nel primo caso la copertura percentuale è del 96,53 e nel secondo del 95,93»

Gli inadempienti Riguardo al numero dei cosiddetti inadempienti, l’assessore fa sapere che x«per le coorti che vanno dal 2011 al 2015, al 30 giugno 2018, in Umbria i bambini non vaccinati sono 1.411 per il Trivalente, di cui 1.184 anche per l’Esavalente. Tali dati, peraltro ulteriormente ridotti nelle ultime settimane, comprendono quanti per motivi di salute non possono essere vaccinati, sono già immunizzati, non reperibili o trasferiti e sono maniera residuale quelli i cui genitori rifiutano l’iter vaccinale obbligatorio».

A Perugia 16 no vax Il Comune di Perugia, intanto fornisce i numeri sulle iscrizioni nei nidi d’infanzia. Su 1.055 bambini tra i 3 e i 36 mesi che hanno fatto domanda ai nidi comunali al 16 agosto erano circa 50 quelli non in regola con l’autocertificazione. Partite le mail, la gran parte delle famiglie la ha presentata. In 16 hanno rinunciato all’iscrizione in modo consapevole. Altre 9 posizioni, invece, sono in fase di accertamento: hanno presentato l’autocertificazione ma i vaccini non risultano fatte alla Asl ma, come ha dichiarato il dirigente comunale Amedeo Di Filippo, «molto probabilmente si tratta di disguidi tecnici sulle registrazioni che verranno chiariti». Tutti in regola, invece, nelle scuole dell’Infanzia comunali.

Marini: «Supportiamo scuole e famiglie» La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, definisce «davvero sconcertante il comportamento dei parlamentari della maggioranza di Governo che stanno contribuendo a generare ulteriore caos sul delicatissimo tema dell’obbligo vaccinale per le iscrizioni scolastiche, oltretutto scaricando sui dirigenti delle scuole un lavoro burocratico ed una responsabilità di carattere medico che non spettano certo a loro, sottraendogli tempo e risorse verso compiti più precipui, come l’organizzazione scolastica, dell’istruzione e della didattica. “Voglio però rassicurare i dirigenti scolastici, tutto il personale della scuole e le stesse famiglie degli allievi – prosegue Marini – che la Regione Umbria supporterà le istituzioni scolastiche per la tempestiva verifica della documentazione, disponendo il servizio sanitario regionale della completa anagrafe vaccinale della popolazione da oltre dieci anni». La presidente Marini ribadisce quindi di essere «a fianco delle istituzioni scolastiche e delle famiglie della nostra regione che, voglio ricordare – afferma Marini -, hanno ampiamente contribuito, grazie al loro comportamento responsabile, a far toccare in Umbria percentuali di copertura vaccinale che superano le soglie previste per raggiungere la cosiddetta ‘immunità di gregge’. Pertanto, per le poche unità di allievi che al momento non dispongono della necessaria documentazione, il sistema sanitario regionale affiancherà le loro famiglie e le istituzioni scolastiche nei relativi adempimenti».

Barberini: «Bene conferma obbligo» Per l’assessore Barberini «la conferma dell’obbligo vaccini rappresenterebbe la vittoria della razionalità, della scienza e della tutela della salute dei bambini e della comunità. La Regione Umbria è sempre stata in prima linea in questa battaglia». «In questo quadro – sottolinea l’assessore – abbiamo detto che in Umbria non saremmo arretrati di un centimetro sui vaccini e sulla tutela della salute dei bambini. Anche ieri, in un incontro a Roma con le altre Regioni sui temi della sanità, ho ribadito il concetto dell’utilità delle vaccinazioni, la necessità di non tornare indietro e di consolidare i positivi risultati raggiunti, a tutela della salute dei bambini e della comunità. Continueremo, comunque, a tenere alta l’attenzione in attesa di un provvedimento confermativo dell’obbligo». Rispetto all’imminente apertura delle scuole, Barberini rileva quindi che allo stato attuale «la legge sull’obbligatorietà vaccini resta in vigore, e pertanto, per frequentare asili nido, scuole dell’infanzia e dell’obbligo è necessario essere in regola con le vaccinazioni».

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