Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 11:41

Università, immatricolazioni crescono del 45%. Oliviero: «Numeri straordinari. I privati facciano di più»

Passano da 6.351 dell’anno precedente a 9.236. Uno su due arriva da fuori regione. Dati positivi per tutti i 16 dipartimenti

Il rettore Maurizio Oliviero

di Daniele Bovi

Numeri «straordinari» per un anno senza dubbio straordinario. Giovedì mattina il rettore dell’Università degli studi di Perugia Maurizio Oliviero ha presentato i dati relativi alle immatricolazioni e alle iscrizioni all’anno accademico 2020/2021. Per ragazze e ragazzi ci sarà la possibilità di iscriversi fino al 9 novembre ma intanto, a oggi, i «dati parziali, anche se consolidati» parlano di 9.236 nuove immatricolazioni rispetto alle 6.351 di un anno fa, con una crescita percentuale del 44,5%. Numeri per ognuno dei 16 Dipartimenti non sono stati distribuiti ma Oliviero ha parlato di aumenti per tutti tra il 15 e il 30%.

STRANIERI, CHIESTO ANNULLAMENTO DELLE ELEZIONI

I numeri Le donne rappresentano il 60% delle nuove matricole e le iscrizioni arrivano da tutte le regioni italiane, con «incrementi importanti» da Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino, Friuli, Valle d’Aosta, Liguria, Sicilia e Sardegna; nel complesso quasi uno studente su due (47%) proviene da un’altra regione mentre il 4,5% da un altro paese (una percentuale che, complici anche i ritardi causati dall’emergenza sanitaria, dovrebbe crescere). «Sono risultati straordinari – ha detto il rettore – che vanno al di là delle nostre aspettative». Negli ultimi mesi ovviamente c’è stata preoccupazione per le conseguenze della pandemia sulle università italiane che, ha spiegato il rettore, stanno chiudendo le immatricolazioni con incrementi fra il 5 e il 10%.

I fattori Ma quali sono stati i fattori che hanno prodotto quel +44,5%? L’Ateneo sta conducendo una piccola indagine tra i neo iscritti e al momento capire cosa abbia influito di più non è semplice. Il rettore ha parlato della velocità con cui, a marzo, è stata organizzata la didattica mista (gli studenti possono scegliere se seguire le lezioni da casa o in presenza), la no tax area ampliata fino a 30 mila euro, il tamtam tra gli studenti, la riduzione del numero programmato per alcuni corsi e la risposta dell’Umbria alla prima fase della pandemia (ora le cose, invece, vanno in modo ben diverso). Quanto al numero totale degli iscritti Oliviero ha spiegato che verrà comunicato solo a fine anno «anche se per ora si sta consolidando il dato precedente».

Rilancio Chiuso il capitolo dei numeri Oliviero prova a guardare al futuro. Per la prossima settimana ha annunciato «scelte importanti» per quanto riguarda la qualità dei servizi mentre da gennaio saranno proposti, per la sede di Terni, corsi di laurea innovativi. «Il rilancio della nostra Università – ha detto – si poggia su tre gambe fondamentali: potenziare il diritto allo studio, intercettare nuove idee di didattica e ricerca, e collaborazione con i privati». A questi ultimi Oliviero chiede di fare di più: «I giovani qualificati devono avere una risposta dal mercato del lavoro. Si facciano carico, anche dal punto di vista retributivo, della professionalità di questi giovani che altrimenti rischiano di andare via». Al governo Oliviero chiede invece di potenziare il diritto allo studio e il superamento di «una regola incomprensibile: gli atenei vanno valutati per la loro qualità, non per la quantità».

Romizi Tornando ai numeri, a esprimere soddisfazione è il sindaco di Perugia Andrea Romizi: «Sono estremamente positivi. In tempi complessi come questi – dice – l’aumento delle immatricolazioni è un segnale di grande fiducia riposta nei confronti della nostra città e dell’Università tutta».

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.