di Ele. Cec.
Le commissioni consiliari II e III di Palazzo Spada riunite in seduta congiunta hanno detto sì alla campagna vaccinale anti-Covid nelle farmacie comunali, come proposto dal M5s, ma i vertici della società partecipata del Comune, Farmacia Terni, in attesa che il provvedimento approdi sui banchi del consiglio, hanno messo sul tavolo le non poche criticità del caso.
Covid-19 L’Amministratore unico di Farmacia Terni, Stefano Minucci e il Dirigente di Farmacia Terni, Nicola Nulli Pero, nel corso dei lavori di commissione, hanno espresso le loro considerazioni: «Notevole – hanno sottolineato – l’impegno economico riguardo l’attivazione della campagna vaccinale nelle farmacie. Ogni inoculazione costa più di 5 volte il compenso di 6 euro che viene elargito dalla Regione. La retribuzione del personale sanitario, dai medici, ai farmacisti che offrono il loro servizio e a cui vengono tolte ore per la loro regolare attività, è considerevole ed è previsto anche l’acquisito di presidi come il carrello per contenere il materiale necessario per il primo intervento e che si
stima a 2mila euro. Secondo queste stime, una campagna vaccinale di questo tipo potrebbe costare qualche decina di migliaia di euro ed è una previsione a ribasso».
Le iniezioni giornaliere e gli spazi Le criticità evidenziate dagli apicali di Farmacia Terni, però vanno oltre gli aspetti economici: I vaccini che si potrebbero fare, seguendo anche il ‘modello Genova’, sarebbero solamente 20 – spiegano Minucci e Nulli Pero -. Mentre in un centro di vaccinazione pubblico, ad esempio quello situato in via Bramante, il medico sovraintende a 5 o 6 vaccinazioni per volta e quindi si hanno 5 o 6 pazienti che attendono nella stessa sala, in farmacia questo ragionamento non è possibile, in quanto si riuscirebbe a vaccinare solamente un paziente per volta a causa degli spazi ridotti. Stando a questi calcoli, si riuscirebbero a vaccinare solamente 2 pazienti all’ora. Si calcola anche il tempo che occorre per effettuare i vaccini, 15 minuti vanno infatti dedicati alla compilazione del questionario, il tempo dell’inoculazione, più 15 minuti post-inoculazione per valutare possibili effetti collaterali». Ma veniamo agli spazi: «Delle 9 farmacie comunali presenti sul territorio ternano, solo 3 dispongono di un locale idoneo alla vaccinazione. Le farmacie che allo stato attuale potrebbero essere utilizzare sono: farmacia di Corso Tacito, in quanto dispone nel piano superiore di due stanze, dove una sarebbe dedicata all’accoglienza delle persone e l’altra all’inoculazione del vaccino e alla sorveglianza sanitaria post–somminsitrazione; la seconda è la Farmacia Comunale 2, al quartiere San Giovanni-Cospea, che dispone di un ingresso separato, utile per gestire entrate separate dalle normali attività della farmacia e ha all’interno abbastanza spazio per allestire un piano di intervento vaccinale; la terza farmacia è quella a Porta Sant’Angelo, che riscontra però dei limiti nello spazio».
Vaccini Covid-19 Incalzato dai commissari presenti sulla possibilità di usare le farmacie in orari di chiusura, Minucci afferma che «molte farmacie effettuano orari continui e dunque non è un’ipotesi considerabile». Tra i temi posti all’attenzione dei consiglieri comunali anche quello della responsabilità del farmacista: «Essendo equiparato al medico, ha uno scudo penale per le sue azioni, ma lo stesso discorso non vale riguardo la responsabilità civile. Assofarm, tuttavia, si è attivata a questo proposito, cercando di aumentare le coperture assicurative, ad oggi non presenti e si è impegnata a fare approfondimenti per capire se ci sono le possibilità da parte del mercato di estendere queste garanzie e coperture. È infatti importante – ha detto Minucci – valutare i rischi che si corrono e adoperarsi per rimuoverli. Inoltre, per i farmacisti è previsto dall’Istituto superiore della sanità un corso di formazione a distanza di 16 ore per essere abilitati all’inoculazione del vaccino». Nonostante le problematiche emerse e quindi da risolvere, tutti i gruppi politici hanno tutti votato a favore dell’iniziativa in attesa di affrontare una più ampia discussione in aula.
