Antonio Baldaccini alla Mezza maratona di Foligno

di Ivano Porfiri

Mark Zuckerberg, come ovvio, della sua passione per il running ha fatto un’iniziativa social: con 125 mila iscritti l’obiettivo di ‘A Year of Running’ era correre almeno 365 miglia (587 km) in un anno. Ma il numero uno di Facebook non è l’unico Ceo di una grande azienda contagiato dalla febbre della corsa. Ce n’è uno in Umbria che concilia gli allenamenti con tutti gli impegni di chi guida un gruppo da 943 dipendenti. Tanto che, Antonio Baldaccini, Ceo di UmbraGroup, tra pochi giorni sarà la “lepre” che cercherà di portare Leonardo Cenci a tagliare il traguardo insieme sotto la soglia delle 4 ore 15 minuti alla Maratona di New York, meteo permettendo.

Quarantadue anni, casa a Spello, Antonio Baldaccini ha preso in mano le redini del gruppo imprenditoriale creato dal padre Valter, fondatore di UmbraGroup. Oggi il Gruppo produce componenti aeronautiche e industriali ad elevata tecnologia ed è leader nella fornitura di viti a sfera aeronautiche che vengono montate, tra gli altri, sugli aerei della Boeing. Cinque le aziende del Gruppo, di cui tre all’estero, e 165 milioni di euro di fatturato l’anno.

Baldaccini, come si fa a gestire tutti gli impegni senza saltare gli allenamenti?
«Io ho una mia filosofia: una persona fa un lavoro anche se non rappresenta il cento per cento di quello che gli piace. Io dal mio lavoro, che è prettamente d’ufficio, traggo molte soddisfazioni di tipo professionale. Ma nel resto del mio tempo cerco di fare ciò che più mi piace e correre mi dà molto, comprese le endorfine che mi permettono di affrontare meglio la giornata ed essere più produttivo. Anche per questo corro la mattina presto».

Ci riesce sempre, anche quando viaggia all’estero?
«Credo che se una persona sta bene con se stessa, sta bene anche con gli altri e lo sport migliora la qualità della vita. Per questo provo sempre a ritagliarmi il tempo per allenarmi 3 o 4 mattine a settimana. Se posso esco nei dintorni di Spello, nelle nostre meravigliose campagne e colline, ma ho anche un tapis roulant che mi consente di correre in casa se devo badare a mia figlia. E quando sono all’estero scelgo gli hotel con una palestra, ma non disdegno di correre all’aperto se ci sono le condizioni».

Come è nata questa passione per il running?
«Sono sempre stato uno sportivo, ho giocato a calcio fin da bambino. Poi, come molti, col passare degli anni ho scoperto il gusto di correre da solo, con la musica nelle orecchie. Ho scoperto che mi faceva stare meglio. Così dai 6-7 km sono passato alla mezza maratona e dalla mezza alla maratona. Ora sto perfino pensando di cimentarmi nell’ultra (specialità con distanze oltre i 42,195 della maratona, ndr)».

Come è stato l’approccio alla maratona?
«La mia prima è stata a Roma nel 2015, poi Firenze lo scorso anno e ora New York. Mi sono trovato subito a mio agio sulla distanza, tanto che ho corso all’esordio in 3h55′ e all’arrivo avevo ancora energie. Poi, come sanno i maratoneti, l’esperienza migliora l’approccio».

Ha fatto così bene da conquistarsi il ruolo di “lepre” di un fenomeno come Leonardo Cenci.
«È una cosa nata quasi per caso. Mi hanno cercato loro (la squadra di Perugino Running club che supporterà l’avventura newyorkese sotto il progetto “L’Umbria corre con Leonardo”, ndr) perché avevano bisogno di uno sponsor, ma anche perché sapevano del mio amore per la corsa. Ammiro Leonardo ed è stato un piacere far rientrare la sponsorizzazione tra quelle del 45esimo anniversario di UmbraGroup come caso di talento ed eccellenza. E poi va a coronare il mio sogno di runner di correre la maratona di New York».

L’anno scorso Leonardo ha corso in 4h26′. Che obiettivo vi siete dati?
«Ripetere la prestazione il secondo anno di seguito è sempre difficile. Ma Leonardo, nonostante la sua malattia, vuole migliorarsi. L’obiettivo dichiarato è di correre in 4h15′ ma dipenderà anche dalle condizioni meteo. Se sarà una bella giornata cercheremo di avvicinarci alla soglia delle 4 ore».

La sua azienda, anche per l’impostazione voluta da suo padre, ha sempre avuto un approccio “etico” con una attenzione alla vita dei suoi dipendenti. Questo riguarda anche lo sport?
«Per ora c’è un gruppo di dipendenti che fa sport, anche a ottimi livelli. Di recente abbiamo lanciato un programma sull’alimentazione e da gennaio introdurremo in mensa una dieta studiata con il nostro nutrizionista che aumenti il benessere e la produttività. Ma ci stiamo muovendo anche nell’ambito sportivo».

In che modo?
«Come sponsor a dicembre, insieme all’Atletica Winner Foligno, stiamo organizzando una raduno di Natale non competitivo a scopo benefico per le vie della città con i runner vestititi da Babbo Natale. E poi ci sono contatti col sindaco di Foligno per attrezzare un’area vicino all’azienda come palestra all’aperto in modo che, chi voglia, possa allenarsi prima, dopo o durante le pause di lavoro perché correre aiuta anche la produttività».

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One reply on “Quasi mille dipendenti e la passione del running, Antonio Baldaccini: «Correre mi fa essere più produttivo»”

  1. Buongiorno
    Condivido tutto,è un’iziativa molto importante per tutti sia per il Group e per i dipendenti che si sentono partecipi di una grande famiglia e siguramente danno più partecipazione all’azienda!
    Sono fiero che ci sono queste iniziative che fanno bene per tutta la comunicalita!
    Ho 62 anno e da quando avevo 10 che sono sulle piste,sono amante della corsa se non vado a correre mi stento male mi manca qualcosa!
    Quando ero molto più giovane ha disputato molte gare con il centro sportivo di Todi ora non faccio più parte di questo gruppo,ma vorrei far parte del VS !!
    Attendo notizie in merito!
    Cordiali saluti
    Bruno R

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