I pendolari non ne possono più. Dopo la giornata terribile di mercoledì, con ritardi fino a 140 minuti sulla linea che da Roma porta all’Umbria, giovedì il copione si è ripetuto. Disagi, dunque, per chi doveva tornare a Terni, Spoleto, Foligno e Perugia. Di nuovo per via di un guasto, stavolta non alla linea elettrica, bensì a un treno. Risultato: nuovi ritardi e proteste sempre più forti. I pendolari sono «stanchi di vedersi sempre calpestati in nome di una logica di agevolazione di chi sborsa più soldi, di chi vive ad alta velocità, venendo relegati a schiavi costretti a viaggiare in condizioni bestiali».
ODISSEA: ROMA-PERUGIA IN 8 ORE
La protesta È il comitato pendolari di Orte a denunciare «anche ieri 2 marzo giornata di passione per i pendolari di ritorno a casa dopo una giornata di lavoro/studio trascorsa a Roma, a causa dell’ennesimo un guasto ad un treno sulla linea direttissima a partire dalle 17.40 i treni diretti Firenze-Ancona-Perugia-Viterbo sono dati con ritardi considerevoli. Ciò ha comportato, come da copione ritardi biblici per i Rv, se non soppressioni, e dirottamenti su linea convenzionale di treni strapieni con conseguente ingolfamento della stessa, mentre i treni Av continuano ad avere la priorità, maturando nella peggiore delle ipotesi qualche decina di minuti di ritardo».
PENDOLARI TERNANI: «PRONTI A DENUNCIARE»
Pendolare ternano conferma Un pendolare di Terni conferma testimoniando di aver preso il regionale 21632 da Roma Tiburtina con arrivo previsto alle 21.31 a Terni. «Siamo arrivati invece alle 22.44 con un’ora e 13 minuti di ritardo. Anche stasera il macchinista ci ha detto, alla parte dalla stazione Tiburtina, che il treno sarebbe stato deviato sulla linea lenta dicendo che c’era un treno fermo sulla linea veloce».
Il nodo del problema «Le motivazioni di tali disservizi – a parere del comitato – sono da ricondurre a un sovraccarico del traffico tra Roma Tiburtina e Settebagni nella fascia di punta (17-20). Tale situazione risulta aggravata dall’utilizzo di materiale rotabile ormai obsoleto». Si chiede quindi di intervenire «per una risoluzione definitiva sul potenziamento della linea nel tratto compreso tra le stazioni di Roma Tiburtina e Settebagni e la sostituzione dei treni ormai vetusti».
Basta precedenze all’Alta velocità Inoltre, i pendolari chiedono di rompere quel meccanismo che li fa sentire viaggiatori e cittadini di serie B. «In situazioni di disagio – affermano – non siano sempre i regionali veloci o Intercity a dover dare la precedenza all’Aalta velocità. I pendolari, recandosi ogni giorno a Roma per lavoro/studio, costituiscono il tessuto produttivo di questo paese». Alle Regioni e al ministero Infrastrutture e trasporti, chiedono dunque di «vigilare e di stipulare contratti di servizio con forti penali per ritardi superiori ai 30 minuti, ristabilendo condizioni paritarie con chi usufruisce dei treni ad Alta velocità. Basta essere bistrattati. Basta essere presi in giro. Dignità e pari diritti di mobilità», conclude la nota.
