di Ivano Porfiri
La scorsa settimana sono dovuti intervenire i carabinieri per rimuovere una mucca morta lungo la strada provinciale 201 nel tratto tra Pietralunga e Cagli. Ma la vicenda degli animali lasciati allo stato brado che compiono scorribande al confine tra Gubbio e le frazioni al confine con le Marche va avanti da almeno due anni.
VIDEO: ANIMALI FANNO RAZZIA DI FIENO
Animali allo stato brado La denuncia parte da alcune aziende agricole di quel lembo di terra a ridosso dell’Appennino umbro-marchigiano: circa 60-70 animali (una quarantina di bovini, tra cui un toro, e una trentina di cavalli) appartenenti a un’azienda agricola della zona del Buranese, apparentemente abbandonata, vagano senza nessuno che li custodisca muovendosi alla ricerca di cibo. «Non ne possiamo più – dicono – le prime segnalazioni alle autorità risalgono al 2015 ma nessuno sembra interessato a cambiare le cose».
Danni alle aziende Cosa sia realmente avvenuto ai proprietari dei capi di bestiame nessuno sa dirlo con certezza. «L’unica cosa che sappiamo – spiegano – è che li troviamo lungo la strada, ma spesso sconfinano nei campi divorando il foraggio (la mucca trovata alcuni giorni fa lungo la Sp 201 pare sia morta proprio per un’indigestione di erba medica, ndr) o addirittura sfondano le porte dei capannoni per mangiare le balle di fieno».
Aggressivi e non vaccinati Oltre ai danni, i residenti della zona riferiscono che gli animali sono aggressivi verso l’uomo. «Si fanno forza nel gruppo e non si lasciano avvicinare facilmente», viene spiegato. Inoltre, negli ultimi due anni si sono riprodotti per cui ci sarebbero anche capi giovani non vaccinati né controllati con possibili pericoli sanitari.
Chi può intervenga L’ultimo a raccogliere le denunce degli agricoltori è il sindaco di Pietralunga, Mirko Ceci. «Avevo sentito di questa vicenda – spiega, contattato da Umbria24 – ma negli ultimi tempi pare che la mandria si sia spostata proprio ai confini col nostro territorio e in particolare lungo la strada per Cagli. Mi auguro che, chi può, prenda provvedimenti ovvero la Procura se ci sono responsabilità penali e la Provincia per i pericoli alla viabilità. In alta collina è già molto difficile vivere e lavorare per i danni causati da lupi e cinghiali che non vengono adeguatamente risarciti. Poi non ci lamentiamo se il nostro Appennino va spopolandosi».
