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Fioritura Castelluccio, comunità in rivolta contro le navette: ‘No al turismo delle macerie’

Proloco, onlus nata dopo il sisma e Comunanza agraria compatte contro i pulmini di turisti: «Si poteva aspettare la riapertura della strada l’8 luglio»

Fioritura 24 giugno 2017

«No al turismo delle macerie per mercificare la fioritura». Arriva puntuale la presa di posizione della comunità di Castelluccio, all’indomani del via libera del Comune di Norcia per l’organizzazione del servizio navetta che, sabato e domenica con partenza da Norcia, accompagnerà i turisti sul Pian Grande per la fioritura.

Mancata partecipazione Con un lungo documento la Proloco di Castelluccio, insieme alla Comunanza agraria e alla associazione Per la vita di Castelluccio, nata subito dopo il sisma, sono tornate a ribadire la contrarietà al transfert a pagamento e su prenotazione, che sarà gestito dalla Proloco di Norcia. Nel mirino finisce, quindi, soprattutto il sindaco Nicola Alemanno e l’intera amministrazione comunale accusata «di non aver reso partecipe la comunità delle decisioni sull’accesso alla zona attraverso navette e successiva riapertura della strada provinciale 477» programmata per l’8 luglio .

«No al turismo delle macerie» Quindi la rabbia della comunità terremotata, che contesta «l’accelerazione dopo dieci mesi di stasi totale, dovuta forse alla fioritura anticipata che rischia di far trovare ai turisti solo il verde e non più i fiori». Per i residenti e gli operatori economici di Castelluccio l’operazione è solo «turismo macabro delle macerie ed è inaccettabile, soprattutto perché permettere ai visitatori di scattare fotografie alla fioritura equivale a fingere che le promesse siano state rispettate, mentre qui è tutto fermo al 30 ottobre».

«Si doveva aspettare l’8 luglio» Per residenti, agricoltori e operatori turistici del Pian Grande si poteva tranquillamente attendere l’8 luglio, ossia il prossimo weekend, quando dovrebbe essere pronta anche la tensostruttura provvisoria per una mezza dozzina di ristoranti, per il villaggio commerciale è attesa la progettazione esecutiva. In questo senso i castellucciani rilevano anche che «far arrivare i turisti senza assicuragli l’ospitalità “base”, come i servizi igienici, ci sembra insensata».

 

 

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