Bassetti incontra i giornalisti

«Le fake news servono a dividere e la disinformazione è un veleno, che all’inizio sembra innocuo, ma poi ti colpisce. Chi sceglie la via della verità sceglie la via della giustizia». Il cardinale Gualtiero Bassetti si è rivolto in questi termini ai giornalisti durante il consueto incontro in occasione della festa del loro santo patrono, San Francesco di Sales.

VIDEO: INTERVISTA A BASSETTI

Fake news tema cruciale Il presidente della Cei, nel commentare il messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che chiama in causa le fake news, si è soffermato su «un problema caro al Santo Padre, quello della disinformazione, “il danno più grande che possa fare un mezzo”». Questo, ha aggiunto, è «davvero un tema cruciale: la potenza insita nei mezzi di comunicazione è sotto gli occhi di tutti. Essi possono condizionare tutto e risultare devastanti. Il Papa raccomanda una informazione affidabile, che non punti a stupire o ad emozionare, ma piuttosto si prefigga di far crescere nei lettori un sano senso critico».

Notizia falsa fatta per dividere Secondo Bassetti, «si sta diffondendo sempre più un clima di rancore sociale provocato da precarietà lavorative e congiunture economiche. Davanti a tutto questo il tema vero è quello della verità e della concordia». Papa Francesco, ha inoltre ricordato il cardinale, «mette quindi al centro un tema a voi caro, quella della disinformazione e delle mezze verità». «La mezza verità – ha spiegato – è subdola e più pericolosa della notizia falsa che – lo dicevo lo scorso anno – non nasce da sola, è il frutto del pensiero di chi ha in animo di dividere e non di unire. Invece occorre favorire il dialogo, la comprensione e la fiducia reciproca. Certo non si tratta di rinunciare al proprio punto di vista, ma occorre farlo con onestà. Non un giornalismo “buonista”, ma un giornalismo che si comprende come servizio a tutte le persone, specialmente a quelle che nel mondo non hanno voce. Nel mondo contemporaneo voi non svolgete soltanto una professione, “ma una vera e propria missione”».

Problema educazione Rispondendo ad alcune domande dei giornalisti, il cardinale Bassetti ha detto: «Stiamo perdendo una grande scommessa, quella dell’educazione, che la Chiesa italiana aveva individuato nel 2010. Oggi ci lamentiamo dei problemi dei giovani, a partire dal bullismo, ma vedo che a 10-11 anni i bambini hanno gli stessi strumenti tecnologici degli adulti. Chi li educa ai mezzi di comunicazione? Poi accade che a 15-17 anni si dia fuoco a un barbone per noia… Io credo che la Chiesa, la scuola, la stampa, debbano farsi un esame di coscienza…, abbiamo derogato a quello che è fondamentale: educare».

Accoglienza Presenti all’incontro anche il vescovo ausiliare Paolo Giulietti, responsabile del “Progetto diocesano per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale”, don Riccardo Pascolini e l’assistente sociale della Diocesi Stella Cerasa, coordinatrice di quest’accoglienza, che hanno presentato alla stampa un esempio di “comunicare il bene”: il Report accogliere, proteggere, promuovere, integrare (2015-2017) di questo progetto, con i luoghi di accoglienza, i mestieri degli accolti e le loro storie. Nel tracciare il bilancio ai giornalisti, Giulietti e Cerasa hanno ricordato che dal primo ottobre 2015 a tutto il 2017 questo progetto ha permesso di accogliere, anche attraverso la Caritas e in strutture messe a disposizione da realtà ecclesiali e privati, 291 migranti, provenienti in gran parte da Paesi africani oltre che dal Bangladesh, Iraq, Pakistan e Siria, di cui 51 appartenenti a 17 nuclei familiari con complessivi 20 minori e 4 donne in stato di gravidanza. Molte di queste persone non si sono fermate in Italia o intendono non fermarsi, ma raggiungere il Nord Europa per ricongiungersi con i loro familiari.

I mestieri creati Queste persone – è stato sottolineato – sono anche una testimonianza che «se il lavoro non c’è si può crearlo con le proprie mani e le loro storie comunicano che chi fugge dalla violenza mira a costruire ponti e non muri divisori». Tra i mestieri degli accolti, non secondario è quello di un trentaquattrenne delle Guinea impegnato a produrre scarpe con materiale povero. Sempre nel settore dell’abbigliamento, un gruppo di ragazze nigeriane ha imparato a lavorare ai ferri e all’uncinetto presso l’associazione ‘Cuori di maglia’ in Borgo Sant’Antonio di Perugia. Ci sono anche donne che producono pane e dolci e i coltivatori di pomodori che hanno piantato in più di un ettaro di terreno adiacente alla ‘Casa Sant’Andrea’ di Solfagnano ben 37 mila piantine. Il raccolto di ottima qualità è stato utilizzato per l’autoconsumo e per rifornire i quattro Empori della solidarietà della Caritas diocesana. «Scrivete che l’immigrazione è un fatto strutturale e non emergenziale», ha affermato il cardinale Bassetti rivolgendosi ai giornalisti presenti.

Bene paga più del male Per il vescovo Giulietti «i media devono fare comunità, puntare maggiormente alla verità e alla correttezza perché alla fine il bene paga molto più del male, anche da un punto di vista editoriale e quindi con miglior risultato economico». A nome dei giornalisti ha parlato il presidente dell’ordine regionale Roberto Conticelli, sottolineando che «Bassetti non è per noi solo un cardinale ma il nostro ‘punto cardinale’, una guida che dà sempre consigli e suggerimenti importanti per la nostra professione». Una professione «sempre più criticata probabilmente anche per colpa nostra – ha sottolineato il presidente dell’Odg Umbria – ma ora bisogna uscire allo scoperto e chiedere alla gente che idea ha del nostro lavoro, guardare la società umbra a viso aperto, confrontarci, ascoltare ma anche gridare a gran voce che il nostro è un mestiere serio».

 

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