E’ una Perugia sotto la pioggia quella che ha dato il via alla marcia della Pace PerugiaAssisi di domenica. Ed è una Assisi multicolore quella che l’ha vista arrivare. «Sono oltre 100 mila», secondo gli organizzatori, le persone che oggi hanno marciato fino ad Assisi. Il corteo, dicono gli organizzatori, alle 14 era lungo 15 chilometri. In città circa 10 mila studenti sono giunti in mattinata, provenienti da ogni parte d’Italia e centinaia di gruppi organizzati e amministrazioni locali. Le adesioni hanno sfiorato quota mille tra le circa 530 associazioni, 160 scuole e 286 istituzioni fra Comuni, Province e Regioni. Sono almeno 500 gli autobus nel capoluogo umbro.L La manifestazione si è conclusa con l’appello: ‘Nessuno deve essere lasciato solo’.

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VIDEO: MEETING DELLA PACE. ARCI C’E’

La marcia La giornata della marcia è iniziata ufficialmente alle 7 con una messa nella basilica di San Pietro presieduta da padre Alex Zanotelli. Alle 8.30 invece i consueti interventi e le testimonianze di apertura, con la marcia che dalle ore 9 prevede 6 ore di cammino con arrivo previsto alle 15 ad Assisi e alle 16 alla Rocca Maggiore della città serafica. E’ in occasione degli interventi di apertura che l’organizzatore Flavio Lotti ha detto che La Marcia per la Pace propone il sindaco di Riace Mimmo Lucano premio Nobel per la pace.

La diretta La PerugiAssisi è in diretta su Rai3 a partire dalle ore 8.55. Prima diretta dalle 8.55 alle 10.25, poi dalle 13 alle 13.55, quindi dalle 15.35 alle 16.10. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scrive agli organizzatori e ai partecipanti a e al Meeting “diritti e responsabilità” in corso a Perugia.

La lettera di Mattarella «Viviamo un tempo di cambiamenti epocali e più che mai le nostre società continuano ad avere un gran bisogno di donne e uomini di pace. La marcia PerugiAssisi, anche quest’’anno, come nella sua lunga storia, è una testimonianza corale di speranza e fraternità. In questa giornata desidero esprimere il mio incoraggiamento ai partecipanti, in particolare ai giovani che hanno animato il meeting su “Diritti e responsabilità” e a tutti coloro che decidono di camminare insieme sulle strade dell’’impegno e della solidarietà. E’’ una stagione di ricorrenze importanti. La Costituzione Repubblicana entrò in vigore 70 anni or sono, e sempre nel 1948, l’’Assemblea generale delle Nazioni unite proclamò la Dichiarazione universale dei diritti umani. Sono due pilastri su cui è costituita la nostra civiltà, e che ancora sostengono un’’idea di progresso nella libertà, nell’’uguale dignità di ogni essere umano, nella cooperazione tra i popoli. Entrambi i testi nascono all’’indomani degli orrori della guerra, dell’’olocausto, delle dittature. Mai più dobbiamo ricadere negli abissi della violenza. La nostra forza poggia sulla capacità di mobilitare le coscienze e di non retrocedere per nessuna ragione sui diritti della persona. La pace coinvolge e sfida la cultura, l’’economia, la politica, l’’educazione, interpella ciascuno. L’’apporto creativo dei giovani è indispensabile per dare sostanza alla pace. Ricorre quest’’anno anche il cinquantesimo della morte di Aldo Capitini, apostolo della non-violenza, che fu l’’ideatore della marcia Perugia-Assisi. Attualizzare il suo messaggio è un’’impresa appassionante che richiede intelligenza e dedizione e che ci sollecita a una coerenza di vita».

Catiuscia Marini «Voglio rivolgere un saluto a quanti hanno marciato dalla città di Capitini alla città di Frate Francesco, rappresentanti delle associazioni, movimenti, rappresentanti di enti locali, a chi è impegnato nelle istituzioni e ha scelto ancora una volta di testimoniare, anche quando non sembra andare di moda rispetto al consenso facile, che noi resistiamo ancora e ci impegniamo per la pace, la solidarietà, l’antirazzismo, i diritti umani e la dignità delle persone». È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel messaggio di saluto che ha rivolto questo pomeriggio ai partecipanti alla Marcia Perugia-Assisi, durante la manifestazione conclusiva che si è svolta come da tradizione alla Rocca di Assisi.
«Voglio ringraziare soprattutto i giovani, le ragazze e i ragazzi che sono oggi qui con noi – ha aggiunto – Più di settanta anni fa, l’Europa e l’Italia hanno avuto bisogno della migliore gioventù per difendere la democrazia, per mettere fine alla dittatura nazista e fascista, per liberare i propri Paesi dalla guerra. Anche oggi abbiamo bisogno della migliore gioventù per affermare i diritti costituzionali, per difendere la nostra Costituzione, per ribadire la Dichiarazione dei diritti umani di settanta anni fa». La presidente Marini ha concluso il suo saluto con le parole di Aldo Capitini, fondatore della Perugia-Assisi «che invitando all’impegno individuale, a partire da noi stessi, nella pratica della nonviolenza, ci ha invitato – ha rilevato – anche a marciare come popolo che si allarga ed ascolta. Le sue parole valevano allora e valgono ancora oggi. Forza, popolo della pace! Vi aspettiamo ancora in Umbria».

Fico Il presidente della Camera Fico ha scritto: «In un tempo come quello che stiamo vivendo nel nostro presente, in cui tanta parte del mondo e’ lacerata dagli orrori della guerra, del terrorismo, della poverta’ e delle minacce ambientali, la strada della pace e della nonviolenza e’ una vera necessita’, etica e al tempo stesso geopolitica»: l’ha scritto il presidente della Camera, Roberto Fico, in un messaggio inviato alla Marcia. «Un’esigenza – ha scritto – la cui attuazione e’ peraltro legata indissolubilmente alla piena salvaguardia dei diritti umani e al rispetto della dignità di ciascuno. Non vi può essere una pace stabile e duratura senza una marcata e progressiva riduzione delle inaccettabili disuguaglianze economiche e sociali tra i Paesi e tra le fasce di popolazione al loro interno, senza una più equa distribuzione dei redditi, senza la garanzia di accesso universale a beni essenziali come l’acqua, senza che la dignità di tutti sia rispettata e nessuno sia lasciato indietro. Al riguardo, il settantesimo anniversario della firma della Dichiarazione universale dei diritti umani deve valere come forte richiamo per la comunità internazionale, le istituzioni, la politica, ma anche i singoli cittadini al dovere di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per difendere i diritti fondamentali di ciascun individuo. Strumenti che, per avere efficacia, devono essere veicolati nel cuore dei popoli e fatti vivere educando le coscienze a non rassegnarsi alle ingiustizie e alle violenze; a scegliere di abbattere le barriere tra i popoli, impegnandosi per una società che non precluda a nessuno le risorse vitali del pianeta: tutto senza lasciarsi contagiare dai portatori di odio e dai divulgatori della paura e della violenza. E’ proprio questo – ha sottolineato  – lo spirito, cui idealmente mi associo, dei partecipanti della Marcia della pace e della fraternità che congiunge Perugia e Assisi: voler manifestare, soprattutto da parte dei tanti giovani presenti, la volontà di invertire la rotta dell’egoismo e dell’indifferenza di un’umanità spesso cinica e sbandata, promuovendo – ha concluso Fico – dei valori di giustizia, solidarietà e democrazia che sono alla base dell’idea della nonviolenza»

L’appello della Marcia della Pace 2018 Grandi incertezze, molta solitudine, molta insicurezza, molte paure, aumento delle povertà e delle disuguaglianze, perdita del lavoro e mancanza di prospettive stanno togliendo la pace a molte persone. I problemi sono tanti e complessi. Diciamo basta all’individualismo e alla competizione che ci impediscono di rispondere ai bisogni fondamentali delle persone. Nessuno potrà farcela da solo! Cerchiamo assieme le soluzioni dei problemi che non sono ancora state trovate e intraprendiamo nuove iniziative per attuarle. Nessuno deve essere lasciato solo! Prendiamoci cura di tutti, senza distinzioni, a cominciare dai più vulnerabili. Non lasciamo nessuno indietro! Rimettiamo al centro della nostra comunità, della nostra società le persone, tutte le persone, la loro dignità e i loro diritti umani fondamentali. Costruiamo un argine alla violenza diffusa, al razzismo, alle discriminazioni, al bullismo, alle parole dell’’odio… Riaffermiamo il dovere umano di assicurare ad ogni persona dignità e rispetto. Riaffermiamo il principio universale di uguaglianza e di giustizia. Riaffermiamo il dovere di proteggere ovunque tutte le persone minacciate da violenze, guerre, persecuzioni, sfruttamento e sistematiche violazioni dei diritti umani! Costruiamo sicurezza sociale per tutti. Diamo a tutti un lavoro dignitoso. Prendiamoci cura di chi non ce l’ha. Rifiutiamo l’economia che uccide, sfrutta e distrugge. Facciamo crescere l’economia della fraternità! Smettiamo di fare e alimentare le guerre! Miglioriamo i nostri pensieri!
Osiamo la fraternità!

Il manifesto della cura

1. La cura è la dimensione essenziale della vita umana perché senza cura l’esistenza non può fiorire. 2. Avere cura significa prendersi a cuore. Il prendersi a cuore la vita in ogni sua forma nutre e illumina di senso il cammino. 3. Venire nel mondo significa fare esperienza della fragilità e della vulnerabilità, del trovarsi a dare forma al tempo lasciandosi guidare dal desiderio del bene che gemma nell’anima. Rispondere alla necessità del reale significa aver cura di sé, aver cura degli altri, aver cura del mondo e della natura. 4. Prendersi a cuore sé significa assumere la responsabilità di dare forma alla propria esperienza coltivando la vita dell’’anima, per trovare la clorofilla spirituale che tiene alla ricerca delle cose buone con un pensare sensibile e un sentire limpido. 5. Prendersi a cuore l’altro significa offrire e condividere esperienze che lo aiutino a procurare quanto necessario a conservare la vita, a riparare le ferite dell’esserci e a coltivare i modi per attuare con pienezza le possibilità dell’’esistere. 6. Prendersi a cuore il mondo e la natura significa assumersi la responsabilità di dare una buona forma a ogni luogo dell’’abitare secondo il principio del rispetto e della semplicità essenziale, della condivisione solidale e conviviale. 7. Una buona cura è orientata dal desiderio di bene, che è il desiderio primario della vita. Il desiderio di bene costituisce la misura misurante dell’’agire con cura. 8. Il desiderio di bene che è proprio della giusta cura si esprime in modi di essere: avere attenzione per l’altro, ascoltare, dare tempo, agire con delicatezza, mostrare comprensione, procurare all’altro ciò di cui ha necessità, dare conforto, condividere buone esperienze, avere il coraggio per le scelte difficili. 9. I modi di essere propri di una buona cura trovano nutrimento in un nucleo etico costituito dalle virtù della cura: responsabilità, rispetto e gratuità. Sentirsi responsabili per rispondere all’appello dell’’altro con premura e sollecitudine. Avere rispetto concentrando l’attenzione sull’’altro per trovare il modo di agire che sia in sintonia con le direzioni del suo essere. Essere generosi per condividere con l’altro ciò che è essenziale a fare della vita un tempo buono. 12. Esserci con cura è cercare l’irrinunciabile, pensando con il cuore e agendo con misura nel momento giusto e con semplicità essenziale.

Dichiarazioni «E’ fondamentale ricordare che l’Europa ci ha garantito 70 anni di pace, di contro c’e’ chi immagina che l’Italia e l’Europa possano avere un futuro fuori dall’Unione europea e dal contesto di giustizia e di pace che abbiamo garantito fin qui”. Lo ha detto il segretario del Pd, Maurizio Martina. «In marcia con migliaia di persone che non si arrendono di fronte all’egoismo e alle disuguaglianze. Ci siamo oggi e ci saremo ogni giorno in cui servirà difendere la pace e la fratellanza». Così Pietro Grasso (LeU). «La pace non è data per sempre ma va difesa ogni giorno dal clima d’odio e dagli spacciatori di paura. Oggi partecipo alla Perugia Assisi per difendere i valori di una sana democrazia». Lo scrive in una nota l’ex presidente della Camera ed esponente di Leu, Laura Boldrini. «Oggi alla marcia per la Pace Perugia Assisi, un altro bel segnale dell’Italia che rifiuta l’odio»: lo scrive su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Da Assisi I frati del Sacro Convento attendono con gioia la Marcia della Pace, sapendo che «questo popolo è il popolo dalle radici vere che sa accogliere. E’ il popolo dei ponti non dei muri. Grazie a questi marcianti coraggiosi sarà possibile un’Italia più bella e accogliente – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato -. Una coda interminabile unisce simbolicamente l’Italia ad Assisi per costruire nuovi ponti. C’è un popolo in cammino verso lo stupore e l’incontro, verso il dialogo e l’accoglienza. Un rimettersi in cammino – ha sottolineato padre Fortunato – per vincere contro la rassegnazione e l’odio, perché a volte si può anche vincere coi sondaggi, ma si perde con la vita».

Viabilità Nel giorno della Marcia della Pace, vista la presenza di un numero straordinario di partecipanti, nel territorio del Comune di Assisi la circolazione stradale è sottoposta ad alcuni cambiamenti. Dalle 11 circa la viabilità per Assisi da Santa Maria degli Angeli e da Ponte san Vittorino è interrotta. Si possono utilizzare la strada da Viole, percorribile in entrata e in uscita e accessibile dalle uscite della SS75 di Viole e Rivotorto. Ciò vale anche per gli autobus turistici. La viabilità lungo via Ponte dei Galli, in uscita da porta san Giacomo, è invertita. Via Ponte dei Galli è percorribile in senso ascendente. Lungo le strade interessate dai cortei (via Los Angeles, via Becchetti, via Patrono d’Italia, via Marconi, piazza Inferiore di san Francesco, via san Francesco, piazza del Comune, via san Rufino, Rocca Maggiore) i cittadini devono rimuovere i veicoli come da relative ordinanze. L’area di santa Maria degli Angeli a fianco della basilica (da via Patrono d’Italia a via Protomartiri francescani) è interdetta al traffico fin dalla prime ore della mattina.

Messaggio Cgil «L’appello lanciato da Perugia da Susanna Camusso, segretaria Cgil, sulla necessità di avviare un percorso di riconversione delle fabbriche che producono armi nel nostro paese è pienamente condivisibile e sarà uno dei messaggi che porteremo domani alla marcia della Pace». Lo afferma in una nota Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia. «L’appello peraltro – continua Ciavaglia – parla anche al nostro territorio, vista la presenza a Baiano di Spoleto di uno stabilimento militare nel quale si producono bombe a mano e altri tipi di armamenti. Ragionare di riconversione significa ovviamente proteggere il lavoro trasformandolo – prosegue Ciavaglia – e significa farlo nella direzione del disarmo, che è un obiettivo fondamentale da perseguire per bloccare gli ingranaggi della guerra con tutte le sue drammatiche conseguenze. Siamo in marcia per dire basta alle guerre e a ogni forma di violenza e intolleranza – conclude Ciavaglia – La Cgil c’è come sempre sul solco tracciato da Aldo Capitini».

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