Rosita Petrucci – Filcams Cgil Terni

Sergio Sabatini – Fisascat Cisl

Le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoposto alla
attenzione del Prefetto lo stato della vertenza relativa al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti dalle imprese gestite o partecipate dagli Enti Locali, esercenti farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all’ingrosso e laboratori farmaceutici. Si tratta di un contratto scaduto il 31 dicembre 2024, che interessa oltre 6mila addetti del comparto delle farmacie speciali e il cui rinnovo assume particolare rilievo alla luce delle funzioni svolte dal servizio farmaceutico pubblico nei territori.

Stessa situazione per le farmacie private il cui sciopero è stato già effettuato il13 Aprile con le stesse motivazioni del contratto scaduto e non ancora rinnovato. In tale quadro, il livello territoriale riveste un ruolo significativo rispetto agli effetti che questa vertenza può determinare sull’organizzazione e sulla qualità dei servizi. La Regione e il livello cittadino esercitano infatti competenze rilevanti nel governo dei processi di integrazione tra assistenza farmaceutica, servizi territoriali e modelli di presa in carico di prossimità. Proprio perché concorrono a definire indirizzi, assetti organizzativi e strumenti convenzionali che incidono sul funzionamento delle farmacie pubbliche e sulla loro evoluzione nell’ambito della farmacia dei servizi, riteniamo opportuno un loro diretto
coinvolgimento. In questo contesto, appare importante che l’evoluzione delle funzioni attribuite alle farmacie pubbliche trovi adeguata corrispondenza anche nel riconoscimento del lavoro e delle professionalità impegnate quotidianamente nel servizio.

Nei mesi scorsi, le Organizzazioni sindacali Nazionali hanno partecipato con senso di responsabilità al confronto negoziale con Assofarm, senza che ciò producesse, allo
stato, avanzamenti adeguati né sul piano economico né su quello normativo. A fronte del permanere di tale situazione, e dell’assenza di risposte coerenti rispetto al valore del lavoro svolto nelle farmacie pubbliche, è stato prima proclamato lo stato di agitazione e
successivamente, dopo l’esito negativo della procedura di raffreddamento e conciliazione esperita il 4 maggio scorso, lo sciopero nazionale per l’intera giornata del 17 giugno 2026. Alla base della mobilitazione vi sono questioni che riguardano il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento del ruolo sempre più centrale che il personale delle farmacie pubbliche è chiamato a svolgere nell’ambito della farmacia dei servizi e dell’assistenza sanitaria di prossimità. Le proposte fin qui avanzate dalla parte datoriale sono state ritenute non adeguatamente coerenti con l’evoluzione del settore, con l’ampliamento delle attività richieste e con le responsabilità che gravano quotidianamente sulle lavoratrici e sui lavoratori.

“Appare pertanto necessario – hanno rappresentato le forze sindacali – che l’accresciuto impegno richiesto al personale trovi adeguato riscontro in condizioni di lavoro, tutele e riconoscimenti contrattuali coerenti con il ruolo pubblico che queste realtà svolgono nei territori. Riteniamo pertanto importante rappresentare al Prefetto, nella sua funzione di riferimento nazionale e della comunità territoriale, che la vertenza in atto non riguarda soltanto il rinnovo di un contratto scaduto da oltre un anno, ma investe direttamente la qualità, la tenuta e la credibilità di un servizio pubblico essenziale, sempre più chiamato a rispondere ai bisogni di salute e di prossimità delle cittadine e dei cittadini. Difendere il lavoro nelle farmacie pubbliche significa difendere un presidio sociale e sanitario fondamentale, soprattutto nei territori più fragili, nelle aree interne e nei contesti in cui la prossimità rappresenta la prima forma di tutela per le comunità. Riteniamo infatti utile aprire un confronto istituzionale che consenta di rappresentare compiutamente le ragioni della vertenza, di valutarne le ricadute sul servizio pubblico locale e di favorire ogni utile iniziativa a sostegno della ripresa del negoziato per il rinnovo contrattuale.
In considerazione della rilevanza della vertenza, che investe il lavoro, la qualità dei servizi pubblici e la tenuta dei presìdi territoriali di prossimità, riteniamo importante un
coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali interessati”.

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