di M.T.
La capacità di spesa delle famiglie umbre è fortemente colpita dai costi sanitari. Lo dice una analisi ‘Capacity to pay’ elaborata dall’Umsa. Si è preso in esame la spesa sanitaria, tenendo conto dei consumi totali delle famiglie meno i consumi per generi alimentari. Si scopre che, nell’area del Centro Italia, la nostra regione presenta una delle condizioni maggiormente critiche.
I dati Il dato sul rischio di impoverimento a causa delle spese per farmaci e medici, all’Umbria attribuisce l’1,54%. Ovvero una famiglia e mezzo, ogni cento, rischia di scivolare nella soglia di povertà per gli alti costi sanitari di cui è gravata. Parliamo di 5.965 famiglie umbre. La Toscana ha una incidenza pari all’1,03 (17.085 famiglie), le Marche 1,08 (6.962 famiglie), il Lazio ha la stessa percentuale dell’Umbria l’1,55%, con 41.067 famiglie, l’Abruzzo ci supera con 1,78 % ovvero 9.945 famiglie.
Oltre il 20% della capacità di spesa Le famiglie che affrontano costi per visite e medicine, oltre il 20% della propria capacità di spesa, in Umbria, sono il 3,65%, ovvero 14.093. In Toscana sono il 3,07 (50.841 famiglie), nelle Marche il 4,37% (28.204 famiglie), nel Lazio il 4,51%, ovvero 119.600 famiglie, in Abruzzo il 5,77%, cioè 32.308 famiglie.
Universalità? Insomma le spese mediche risultano sempre più a carico delle famiglie nonostante l’universalità del diritto alla salute. Compromesso tuttavia dai tempi lunghi per le visite. Il noto problema delle liste d’attesa, infatti obbliga, sempre più spesso, le famiglie, a rivolgersi al sistema sanitario privato, nel tentativo di ricevere diagnosi e cura in tempi utili, affrontando spese che pesano sui bilanci familiari. L’universalità del diritto alla salute ricorda come debba essere garantito a tutta la popolazione, secondo un principio di uguaglianza, cioè senza distinzioni individuali, sociali ed economiche e, con equità, ovvero parità di accesso in rapporto a uguali bisogni di salute. Purtroppo, però, il fenomeno colpisce prevalentemente, chi è già povero.
