di Chiara Fabrizi
Papa Leone XIV è un “amico” dell’Umbria. Sì, perché da cardinale nell’ultimo anno ha visitato la regione in più di un’occasione. La prima volta a Cascia il 22 maggio scorso, quando ha presieduto il Solenne Pontificale in occasione della festa di Santa Rita, di cui è devoto. In Umbria Papa Leone XIV è tornato esattamente un mese dopo, era il 22 giugno, quando ha accolto l’invito delle monache agostiniane di Santa Maria di Betlem ed è giunto a Foligno per i 50 anni dalla fondazione del monastero.
Ma la vicinanza di Papa Leone XIV all’Umbria ha radici più lontane: da priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, infatti, Robert Francis Prevost era in Umbria, precisamente a Montefalco, anche nel 2008 per il settimo centenario della morte di Chiara da Montefalco e molte altre volte è tornato per la Solennità della santa. Tant’è che le monache agostianiane di Montefalco giovedì sera hanno fatto suonare a festa e a lungo le campane: «Tante volte il nostro amato padre generale Prevost ha presieduto la Solennità di Santa Chiara ed è nato proprio il giorno 14 settembre Solennità dell’esaltazione della Santa Croce a cui è dedicato il nostro monastero. Abbiamo un’infinità di motivi per gioire, ma la grande gioia rimane sempre una, il papa ce l’ha detto da subito: “Ci è stato dato un Figlio e il suo nome è Principe della Pace!”».
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L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, che è anche capo dei vescovi umbri, ha spiegato di «conoscere personalmente il Papa da quando era priore generale degli agostiniani: questa nostra Chiesa è un po’ la sua casa e ne siamo orgogliosi». Il presule ha poi detto: «Abbiamo aspettato con trepidazione questo momento e mi piace coglierlo come un segno di grande unità e comunione tra i cardinali che, in tempo relativamente breve, hanno eletto il Vescovo di Roma al quale il Signore affida le chiavi date a Pietro in un giorno lontano. È bello vedere come attraverso i secoli questo grande pellegrinaggio del popolo di Dio continua nella storia tra le incomprensioni e le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come diceva Sant’Agostino fondatore dell’ordine a cui appartiene il Pontefice. L’augurio e la preghiera che mi sento di formulare è che papa Leone XIV faccia gustare a tutti noi le consolazioni di Dio mentre continuiamo il cammino sulle strade del Vangelo».
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Da Cascia, invece, la comunità agostiniana «accoglie con profonda commozione e sincera gratitudine l’elezione del Santo Padre Leone XIV, elevando sincere preghiere affinché il suo pontificato sia ricco di frutti spirituali, illuminato dalla misericordia, sostenuto dalla pace e guidato dalla luce dello Spirito Santo». Le monache di Cascia e la Fondazione Santa Rita, poi, ricordano «con riconoscenza il legame speciale che le unisce al nuovo Pontefice: nel 2012, infatti, quando ricopriva il ruolo di priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, accolse la richiesta delle monache, autorizzando la nascita della Fondazione Santa Rita da Cascia, nel rispetto delle norme della Regola agostiniana. In tale occasione, nominò anche – come previsto dallo statuto – due membri del Consiglio di Amministrazione, offrendo così un contributo fondamentale alla visione e alla missione della Fondazione, impegnata nel trasmettere il messaggio di carità e speranza di Santa Rita».
Il sindaco di Cascia, Mario De Carolis, invece, dice che Papa Leone XIV «ha dimostrato negli anni un legame autentico con la comunità ritiana, partecipando più volte alle celebrazioni in onore della Santa e, nel 2024, presiedendo da cardinale il Solenne Pontificale del 22 maggio». Per il primo cittadino è «significativa la scelta del nome pontificale Leone XIV, che richiama Papa Leone XIII, il Pontefice che nel 1900 canonizzò Santa Rita, rendendola ufficialmente una delle sante più amate al mondo: un segno che risuona con forza nel cuore della città».
«Con immensa e profonda gioia saluto l’elezione di Robert Francis Prevost a nuovo Pontefice della Chiesa cattolica universale – dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. L’Umbria rivolge un caloroso abbraccio a Papa Leone XIV con l’augurio di guidare con umiltà e carità i cattolici del mondo incarnando i valori di fraternità e pace e rivolgendo sempre attenzione agli ultimi e ai poveri, al creato e a chi è più fragile, in linea con l’eredità del predecessore, del nostro Papa Francesco. Sono sicura – prosegue la presidente – che il nuovo successore di Pietro sarà maestro di dottrina, punto di riferimento di tutti i popoli, dei cattolici e non, costruttore di ponti e di dialogo. Il suo percorso missionario e il suo impegno per la giustizia sociale rispecchiano i valori di San Francesco d’Assisi. La sua appartenenza all’ordine agostiniano ci lega con emozione al nuovo Pontefice come e lo invitiamo sin d’ora a venire in pellegrinaggio al santuario della nostra Santa Rita a Cascia. L’Umbria, terra di pace e spiritualità, si unisce in preghiera per il nuovo Pontefice, che ha già pronunciato con forza la parola pace – conclude la presidente – augurandogli un pontificato illuminato che porti speranza».
«Una grande emozione aver assistito oggi all’elezione di Papa Leone XIV». E’ quanto ha scritto in un post l’ex presidente della Regione Umbria Donatella Tesei: «Un’emozione ancora più sentita da me, perché lo scorso anno ho avuto il piacere e l’onore di conoscere il Cardinale Robert Francis Prevost, proprio a Cascia, dove ha celebrato la Messa Solenne in occasione della festa di Santa Rita. Dopo la celebrazione, abbiamo condiviso un pranzo insieme alla famiglia agostiniana, alla quale sono profondamente legata. Un momento semplice ma intenso, che oggi assume un significato ancora più speciale. Il Cardinale Prevost è stato anche in visita al Monastero di Santa Chiara della Croce di Montefalco, altro luogo caro alla nostra terra e alla nostra tradizione. Mi unisco alla gioia delle comunità agostiniane, in particolare delle nostre suore di Cascia e Montefalco, nel salutare con affetto e speranza il nuovo Papa, con l’auspicio che saprà essere una guida sicura per oltre un miliardo di fedeli e costruttore di pace in questo mondo dilaniato dai conflitti».
