La direttiva dell’Unione europea 2019/633 vieta alcune delle pratiche utilizzate dagli acquirenti di materie prime agricole per risparmiare sulle spalle degli agricoltori. Nel testo vengono individuate fasce di rapporto tra il fatturato dell’acquirente e il fatturato del fornitore affinché si verifichi una situazione di squilibrio. Lo squilibrio della forza contrattuale permette alle imprese che hanno più potere economico di mettere in atto pratiche che ledono alla controparte, ma grazie a questa direttiva che dovrà essere recepita da tutti gli Stati membri entro il 1° maggio 2021, molte di quelle pratiche verranno vietate.

Pratiche vietate dalla direttiva La direttiva che entrerà in vigore proteggerà gli agricoltori da pratiche sleali comuni come i ritardi nei pagamenti o le richieste di risarcimento al fornitore per fatti collegati alla vendita ma non di sua competenza. La lista completa consultabile qui.

Come esercitare i diritti La direttiva prevede anche che gli stati membri riconoscano un’autorità a cui potersi rivolgere per denunciare, anche in via anonima, comportamenti scorretti. Tale autorità avrà anche il potere di avviare indagini di spontanea iniziativa e di fare sanzioni dove necessarie.

Spazio alle leggi dello stato Infine la direttiva permette anche di essere rinforzata dai singoli stati membri con norme che tutelino gli agricoltori, senza entrare in contrasto con la stessa. Questa direttiva segna un importante passo nella legiferazione di un settore economico che risulta tutt’ora rilevante nel nostro paese e che, in regioni come l’Umbria, occupa una posizione primaria nell’economia e nella società.

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

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