di Danilo Nardoni
«Quella che stiamo facendo, con un Testo unico sulla cultura e l’impresa creativa, è la più grande riforma culturale mai realizzata in Umbria e tra le più importanti a livello nazionale e per questo c’è molta attenzione anche da parte di altre Regioni, per una “chiamata alle arti” che ci distinguerà nel panorama nazionale e internazionale»: lo ha affermato venerdì il vicepresidente della Regione con delega alla Cultura, Tommaso Bori, nel corso della conferenza stampa, molto partecipata, sugli esiti relativi al percorso di partecipazione della legge per la cultura e l’impresa creativa adottata dalla giunta regionale il 27 febbraio.
Soldi e programmazione All’incontro, tenutosi nella sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni a Perugia, è intervenuto anche il presidente della Terza commissione dell’Assemblea legislativa, Luca Simonetti, il quale, ricordando gli ulteriori passi del processo partecipativo, ha auspicato che ci sia l’approvazione in aula entro un mese. «Abbiamo voluto invertire la rotta per costruire nel territorio l’impresa creativa e il substrato culturale – ha aggiunto Bori – e lo facciamo ripartendo 31 milioni di euro nel prossimo triennio con bandi che non saranno da inseguire volta per volta ma che programmeranno per tre anni le risorse e gli investimenti».
Le modifiche Questa versione della legge include le proposte di integrazione e revisione emerse dai 290 partecipanti al primo incontro del 28 novembre a Terni e dalle oltre 40 proposte di modifica inviate per via telematica. Si è aperto poi il 17 marzo anche il percorso di partecipazione istituzionale della Terza commissione consiliare.
Dialogo diretto Dagli esiti della partecipazione sono emerse convergenze e istanze temporaneamente non incluse che, è stato detto, saranno recuperate con atti successivi. Il percorso partecipativo terminerà il 31 marzo all’Auditorium San Francesco al Prato di Perugia con un evento dedicato alla consultazione pubblica dei prossimi bandi, volto a favorire il dialogo diretto con gli operatori del settore e le imprese creative del territorio, nonché a definire le priorità del piano triennale.
Umbria laboratorio Per Bori, l’Umbria si sta contraddistinguendo come «laboratorio pilota di sperimentazione e innovazione» nel campo delle politiche culturali e dell’impresa creativa. Gli ambiti di interesse spaziano dal patrimonio materiale e immateriale allo spettacolo dal vivo, dalle imprese culturali alla promozione della lettura e dell’editoria, fino alla rigenerazione urbana, l’architettura, il design e il welfare culturale.
Le risorse «Dal riordino e semplificazione per fare un Testo unico, con l’abrogazione di 12 leggi datate e definanziate, si è arrivati a una programmazione triennale e a un raddoppio delle risorse» ha spiegato ancora Bori. Per il finanziamento degli interventi della legge è stato istituito il Fondo regionale per la cultura, con oltre 9 milioni di euro dal bilancio diretto della Regione nel triennio 2026-2028, a cui si aggiungono i fondi europei relativi a beni culturali e attrattori (15,4 milioni di euro) e al welfare culturale e imprese creative (6 milioni di euro), per un totale di 31 milioni di euro.
I punti Oltre a quanto già spiegato in precedenza, la legge istituisce l’Osservatorio regionale per la cultura e la creatività per monitorare e valutare il sistema culturale. Recepita la definizione Unesco del 2003 di patrimonio immateriale (riti, tradizioni, saperi), la Regione promuove festa dei Ceri di Gubbio, Giostra della Quintana di Foligno e Infiorate artistiche, istituendo calendari di valorizzazione. Previsti anche calendari per rievocazioni storiche e la tutela di archeologia industriale, ville, complessi architettonici e parchi storici. Disciplina l’Art Bonus, istituti culturali, editoria indipendente, welfare culturale, società di mutuo soccorso, riuso di spazi dismessi e rigenerazione culturale. Riconosce spettacolo dal vivo, residenze artistiche, bande e cori come strumenti di crescita culturale, educativa e sociale.
