di Giorgia Olivieri

La passione per la scrittura, l’amore per Hitchcock e la voglia di buttarsi di chi ha vent’anni, così nasce l’avventura nel mondo della sceneggiatura cinematografica di Letizia Arcaleni. La giovane originaria di Deruta in pochi mesi ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali e ora punta a vedere i suoi copioni trasformati in pellicola, «nella scrittura ho trovato un rifugio, una volta ricevuta l’approvazione dei miei familiari sulla mia produzione mi sono detta che non c’era nulla da perdere».

Il suo esordio «Dopo il diploma conseguito lo scorso anno non sapevo cosa fare, sicuramente la passione per il cinema c’era ma non pensavo di poterne fare un lavoro», spiega a Umbria24 Letizia, ex studentessa dell’istituto Ciuffelli-Einaudi di Todi nell’indirizzo turistico. Arcaleni decide quindi di iniziare a lavorare come collaboratrice scolastica in un asilo di mattina e dedicarsi al suo amore per la scrittura nei pomeriggi, così per un anno. È in questo modo che la giovane dà alla luce i suoi copioni con cui ha poi partecipato a vari festival e concorsi tra Europa e Usa. Dopo la Francia sono arrivati i concorsi di Los Angeles, l’Indie short fest, IndieX film fest e gli Hollywood gold awards, dove Letizia è risultata vincitrice, di Chicago, Chicago script awards, e di Mallorca, all’Evolution film festival, dove si è classificata tra i semifinalisti. Tra i successi italiani, invece, conta due classificazioni tra i finalisti a Roma, nei Prisma indipendent film awars e a Firenze, nei David di Michelangelo e ai Florence film awards.

‘Black down’ Arcaleni aveva già scritto un romanzo prima di arrivare alla sceneggiatura ma è con il suo corto Black dawn, alba nera, che ha ricevuto i maggiori riconoscimenti. Il copione in questione rappresenta un vero esempio di ‘metacinema’, cioè del cinema che mostra e parla di sé stesso, uno stile spesso adottato nei film horror che Letizia definisce «semplicemente fantastico». La protagonista dello script è, infatti, un’attrice esordiente che ha da poco preso parte al suo primo film, convinta di dover partecipare a un nuovo percorso di riprese per uno zombie movie dopo qualche settimana scopre invece che l’inizio di queste è il giorno seguente. Grazie alla sua agente, la protagonista riesce a procurarsi il contatto di un famoso attore per farsi aiutare nell’interpretazione, ma, dopo averne fatto la conoscenza, scopre che l’attore in questione è morto da tempo.

Progetti futuri Come spiega la giovane scenografa i suoi copioni nascono dalla forte influenza del cinema di Hitchcock e dalla storia del genere thriller dagli anni ’50 ad oggi, passando per il suo film preferito, Il silenzio degli innocenti. Letizia afferma inoltre di portare nei suoi lavori il tema della famiglia, in questo senso la pellicola coreana Parasite, e in genere la produzione cinematografica della Corea, le sono state fortemente d’ispirazione. La giovane spera di poter vedere le sue sceneggiature diventare pellicole il prima possibile, al momento sta infatti contattando diverse case produttrici, sia estere che italiane. «Grazie ai concorsi a cui ho preso parte, nonostante la concorrenza piuttosto spietata che si respira – sottolinea Letizia – ho avuto la possibilità di conoscere vari colleghi e alcune case produttrici, mi dispiace solo che la sceneggiatura venga un po’ sottovalutata, in quanto difficilmente si ricevono premi in soldi, perché è da dove parte il film».

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