Ne ha viste di tutti i colori Enrico Valentini, il fotoreporter ternano che ha praticamente raccontato il secondo Novecento dell’Umbria coi suoi scatti e di cui oggi le redazioni della regione e non solo piangono la scomparsa. «Ciao maestro…» il saluto dell’Ordine dei giornalisti, che senza esitazione lo ha definito «icona dell’informazione regionale». E non poteva essere altrimenti, perché quando nell’agosto del 1961 Brigitte Bardot e Marcello Mastroianni, impegnati sul set di Spoleto del film Vita privata, andarono a farsi il bagno prima a Piediluco e poi al Clt di Terni a seguirli con la macchina fotografica al collo c’era Enrico Valentini.
Ma il fotoreporter ternano di origine francese ha scattato anche alcune delle immagini storiche del Festival dei Due Mondi, tanto che in occasione della 60esima edizione della manifestazione è tornato a Spoleto con la mostra “L’occhio indiscreto”, esponendo fotografie del principe Carlo, oggi Re, di Ezra Pound, di Luchino Visconti e altri. Si sa, però, che la vita in provincia di giornalisti e fotoreporter è fatta perlopiù da fatti secondari, a cui Valentini mai si è sottratto. Resta indimenticabile, ad esempio, quando a fine anni Novanta scovò le epigrafi affisse nel paese di San Giacomo di Spoleto con cui si annunciava la morte di un pappagallo. Un’iniziativa, quella dello spoletino responsabile della singolare comunicazione alla comunità, che fece il giro delle tv italiane e dei quotidiani nazionali: Valentini naturalmente c’era e prima di tutti. La sua eredità, costruita con collaborazioni importanti, dall’Ansa all’Associated press, passando naturalmente per i quotidiani locali, è composta dalle «oltre 200 mila immagini del suo sterminato archivio, ritenuto “di interesse storico particolarmente importante” dal ministero della Cultura», come ricorda l’Ordine dei giornalisti. «Ciao Maestro».
