umbria che spacca stato sociale
Lo Stato sociale - © Elle Biscarini

di Giorgia Olivieri e Elle Biscarini

Un amore viscerale per il pubblico sopra e sotto il palco, i surf sulla folla di Lorenzo Kruger e Lodo, la vicinanza nei momenti di difficoltà, l’attaccamento alla propria terra e la passione per l’Umbria: quello che ha unito i Nobraino e Lo stato sociale sul palco di Umbria che spacca. Con oltre 4 mila presenze nella prima serata, il festival si conferma un punto di riferimento nazionale del panorama musicale.

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Romagnolo e umbro Due concerti davvero sentiti, sia per il pubblico che per gli artisti sul palco, complice anche l’affetto per l’Umbria e l’effetto Umbria che spacca, che ha ospitato per la prima volta sia i Nobraino che Lo stato sociale. «Io solo se dico la parola Castiglione del Lago sono già ubriaco – scherza il frontman Lorenzo Kruger ai microfoni di Umbria24 – l’Umbria in generale è sempre stata una terra molto caliente per i Nobraino. Il pubblico di qua è molto rurale e anche noi siamo fondamentalmente dei contadini spostati sul mare, il romagnolo e l’umbro hanno delle cose da dirsi, quindi speriamo di divertirci». Il divertimento non è assolutamente mancato, Kruger si è infatti confermato uno showman di tutto rispetto, in particolare con il suo personalissimo rituale del ‘porta bandiere’, in cui ha rasato i capelli sul palco a uno degli spettatori.

Gli amici «Conosciamo molto bene Umbria che spacca per la sua fama e siamo molto contenti perché in dieci anni è diventato uno dei riferimenti italiani per i festival – raccontano Alberto Guidetti, detto Bebo, e Enrico Roberto, detto Carota, di Lo stato sociale a Umbria24 – inolte il festival è nato da Aimone e dai Fask con cui siamo cresciuti di fatto, siamo la stessa generazione musicale, e venire a suonare a casa degli amici è quasi più bello». Inoltre, «l’Umbria ci piace, ci piace stare a tavola, i vini favolosi, le colline verdi, le terme, Foligno e Perugia mi fanno impazzire ci ho passato delle grandi estati», rivela Bebo, «mi piace poi come parlano, anche se non li so imitare», scherza Carota, che tenta e fallisce sembrando marchigiano.

L’onda mediatica Non sono mancate le difficoltà nella recente storia delle due band, come hanno raccontato i componenti ai microfoni di Umbria24. Lorenzo Kruger, cantante e frontman dei Nobraino, si è trovato in prima linea durante l’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna: «È stata una situazione che io descrivo anche un po’ ironicamente, eravamo centinaia di persone ad aiutare e questo svuotamento delle case aveva assunto delle proporzioni paradossali, a volte il volontariato esondava e finiva a far danni – racconta schiettamente come tipico del suo stile – è stata una dimostrazione d’amore particolare, con questa partecipazione social un po’ inedita».

Il pubblico vicino Per Lo stato sociale, invece, le difficoltà sono state soprattutto interne: «Purtroppo siamo stati colpiti da un lutto importante – raccontano i due – perché è morto Matteo Romagnoli, che è stato il sesto Stato sociale, il nostro manager e discografico nonché nostro amico. Tutto quello che abbiamo fatto con Matteo è sempre stato volto a fare qualcosa che ci rendesse felici, per questo abbiamo continuato il tour, il pubblico ci ha aiutato e anche questa sera ci facciamo coccolare».

La crisi Un ritorno sul palco particolare anche per Lo stato sociale, che presenta il primo album dopo la partecipazione a Sanremo che causò nella band una crisi interna. «Generalmente quando ti incastri in contesti che non sono i tuoi ti trovi spaesato e la tua musica inizia a essere ascoltata da persone che non conoscevi e a cui la tua musica non arrivava prima. Perdi un po’ di vista la musica se non sei quadrato sulle scelte che vuoi fare, non sai più se vuoi farla per te stesso, per il tuo pubblico o per tutto il pubblico, è un momento difficile per una band, ma ci è bastato poco per ritornare con la barra dritta».

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