di Francesca Mancosu
Alexander Lonquich, Ivo Pogorelich, Dimitri Vorobief, Yuka Imamine, Alexei Nabioulin. Sono solo alcuni dei grandi pianisti ormai di fama internazionale ‘scoperti’ dal Concorso Pianistico Internazionale ‘Alessandro Casagrande’, che torna finalmente in scena – dal 15 al 25 maggio – dopo 4 anni di fermo (l’ultima edizione fu nel 2010), per celebrare la sua trentesima edizione e anche i cinquant’anni dalla scomparsa di Alessandro Casagrande.
120 concorrenti da tutto il mondo Un’edizione, quella presentata martedì mattina a palazzo Spada, che vedrà in gara oltre 120 concorrenti provenienti da Russia, Giappone, Cina, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Stati Uniti, oltre che dall’Italia, impegnati a contendersi un premio di 20mila euro e l’opportunità di esibirsi in 25 concerti nell’ambito di prestigiose stagioni internazionali.
Il Casagrande, patrimonio della città L’ultimo Concorso, come detto, si svolse nel 2010, poi il silenzio. Complici le difficoltà finanziarie e la chiusura del teatroVerdi, palcoscenico ‘naturale’ della manifestazione. «In questi anni – racconta l’assessore alla Cultura, Simone Guerra – abbiamo lavorato per rimettere i conti in ordine e poter garantire le risorse necessarie a costruire un edizione importante per il trentennale ed un percorso per il suo futuro». Un’impresa possibile anche grazie ad un nuovo gruppo di lavoro, con la nuova dirigenza della Fondazione Casagrande, la presidente Elena Benucci e il vicepresidente Michele Benucci, ed una nuova direzione artistica, affidata, dopo la scomparsa del Maestro Dario De Rosa, a Carla Di Lena, Carlo Guaitoli e Marco Zuccarini.
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Un concorso al passo con i tempi Un nuovo spirito, quindi, come ricorda anche Carla Di Lena, giornalista musicale e docente di pianoforte al conservatorio de l’Aquila. «Volevamo dare vita ad una manifestazione che fosse al passo con i tempi, all’altezza del suo prestigio e che permettesse ai concorrenti di esprimersi al meglio. Così, abbiamo pensato di introdurre l’esecuzione di pezzi liberi, una prova di musica da camera con il Quartetto della Scala di Milano, e una con l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese diretta da Marco Zuccarini. La giuria sarà presieduta da Joaquin Achucarro, acclamato pianista internazionale, affiancato dalla giuria della critica composta da Guido Barbieri, Michele Dall’Ongaro e Franco Piperno».
La collaborazione con le istituzioni Altrettanto importanti sono le partnership strette con altre istituzioni del mondo della musica classica, media ed operatori del territorio. «Abbiamo confermato la collaborazione con Radiorai – ci tiene a sottolineare Carlo Guaitoli, pianista salito alla ribalta della critica proprio grazie al Casagrande, da lui vinto nel 1994 – che trasmetterà in diretta la prova finale con l’orchestra e lo streaming delle esibizioni dalle semifinali in poi. Altrettanto fondamentale è il rapporto con l’istituto Briccialdi, che ospiterà una masterclass di due giorni con Anna Kravtchenko, uno dei dei membri della giruia, e coorganizzerà un incontro in Bct con Angelo Pepicelli, che ripercorrerà le fasi salienti della storia del Casagrande. Senza dimenticare il supporto delle famiglie ternane, che accoglieranno i partecipanti al concorso».
I concerti Le prove del concorso saranno aperte al pubblico. Tre i concerti finali in programma: giovedì 22 maggio alle 20.30 (prova di musica da camera con il Quartetto della Scala) al teatro Secci di Terni; sabato 24 maggio alle 17.30 (prova con l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese diretta da Marco Zuccarini) nell’aula magna dell’Università La Sapienza di Roma, con l’assegnazione del premio IUC Sapienza da parte di una giuria di studenti dell’ateneo romano presieduta dal musicologo Antonio Rostagno; domenica 25 maggio alle 17.30, di nuovo al teatro Secci, con l’esibizione dei premiati.

finalmente, un ottimo lavoro, come direbbe qualcuno…. un grande in bocca al lupo agli organizzatori ed un futuro luminoso al concorso….